abbiamo incontrato i giovani francesi dopo gli attacchi di parigi

Qualche giorno dopo l'attentato del 13 novembre, i giovani parigini hanno reso omaggio alla città e ai defunti riunendosi a Place de la République. Abbiamo chiesto le loro opinioni.

di i-D Staff
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20 novembre 2015, 2:25pm

Camille, 16

Cosa vuoi fare da grande?
L'infermiera.

Perché sei qui oggi?
Mi vedo con degli amici, abbiamo voluto incontrarci per ricordare l'accaduto insieme.  

Perché?
Perché quello è successo è grave, non è un obbligo venire qui ma ci sembrava giusto farlo. 

Come ti senti?
Ho paura. Non possiamo perdere la nostra vita così, senza centrare nulla.

Cosa dovrebbe cambiare secondo te?
Nulla. La mentalità della gente è difficile da cambiare. 

Cosa significa per te Parigi?
È la mia città, la città più bella del mondo. 

Descrivila con tre parole.
Bellezza, pace, solidarietà. 

Cosa farai venerdì sera? 
Esco e faccio festa. 

Charlotte, 18

Cosa fai nella vita?
Studio belle arti.

Perché sei qui oggi? 
Sono qui per vedere la gente riunirsi. Vorrei anche accendere una candela. 

È importante per te?
Sì, è giusto essere qui per dimostrare che siamo tutti uniti, e che siamo forti assieme. 

Che messaggio vuoi dare al mondo?
Dobbiamo continuare ad essere liberi e aiutarci l'un l'altro.

Cosa auguri alle persone che ti sono vicine? 
Che riescano a trovare ciò che cercano, che si battano. E che continuino ad essere forti. 

Cos'è per te Parigi?
Una città magnifica. Piena di persone differenti, di bontà. Apparteniamo tutti a culture diverse ed è proprio questo il bello. Spero Parigi torni alla sua tranquillità. 

Maxime, 27

Cosa fai nella vita?
Per ora nulla. Gironzolo. 

È importante per te essere qui oggi?
Si, è doveroso essere qui. 

Come ti senti oggi?
Male. Tutto il mondo è sotto choc, ma cerco di essere forte, sto qui in piazza con il popolo, il nostro popolo. È la cosa più importante. 

Qual è il tuo messaggio?
Restiamo uniti.

Tre parole per descrivere Parigi.
Libertà, festa, cultura.

Berrai qualche birra venerdì sera?
Oh si! E invito tutti a farlo!

Ousman, 20

Cosa fai nella vita?
Studio per fare il falegname.

Perché sei qui oggi?
Ho bisogno di un po' di raccoglimento. Tutto quello che è successo mi ha scosso. Coloro che sono morti sono tutti nostri fratelli, nostri amici. 

Cosa fare ora?
Sorridere e essere felici. Dobbiamo uscire altrimenti le cose non cambieranno. E poi dovremmo smettere di vendere armi, e per non avere più guerre dovremmo stare uniti e amarci.

Clara, 18

È importante per te oggi essere qui riuniti?
Si, dobbiamo dimostrare che continuiamo a vivere anche se non vogliono. E poi siamo qui per le vittime, per pensare a loro. 

Che cosa dovrebbe cambiare secondo te?
I politici devono cambiare le cose, non è giusto che siamo noi farne noi le spese. Da parte nostra come cittadini dobbiamo promuovere l'amore e la solidarietà. 

Cosa rappresenta per te Parigi?
Parigi per me è festa, diversità e amore - come ho detto di amore ne abbiamo davvero bisogno.

Cosa auguri agli abitanti di Parigi e a questa città? 
Spero che continueremo a vivere al massimo e che Parigi e la Francia siano luoghi di pace. 

Emile, 18

Vedo che hai una macchina fotografica. Cosa vuoi immortalare oggi?
Studio fotogiornalismo, sono venuto qui per catturare questo momento di comunione. 

Da belga, come percepisci l'attacco dello scorso venerdì?
Siamo il paese confinante per cui è normale avere paura. All'inizio dell'anno avevamo già assistito all'attacco a Charlie Hebdo ma questa volta il bersaglio è stata l'umanità intera.

Cosa simboleggia Parigi per te?
Parigi è una città che tutto il mondo ammira. Tutti ci sono stati almeno una volta. E poi è una città molto libera e diversificata. Forse è questa la ragione per cui questa città era nel mirino dei terroristi. 

Descrivila con tre parole.
Champagne, formaggio e amore. 

Crediti


Foto Jules Faure

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