courtney love ci parla della sua prima collezione

Mentre lancia la sua collezione Kinderwhore in collaborazione con NastyGal, facciamo due chiacchiere sulla musica e sullo stile con questa dea un po' grunge e un po' glam.

di Emily Manning
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19 gennaio 2016, 2:45pm

"Courtney si comporta proprio come ci aspetteremmo da lei e ottiene il pieno consenso di tutti noi. Ha barattato privacy e dignità per fama, potere e rock n' roll," si legge sulla cover di i-D UK dell'ottobre del 2003, in cui lei compare in copertina.
Nell'immagine che l'accompagna, il trucco della Love è sbavato e l'artista indossa un velato abito micro mesh di Antonio Berardi, biancheria intima di Agent Provocateur e stivali di Chistian Louboutin che non stonerebbero se visti addosso a una dominatrice sadomaso. La foto è seguita da una lunga serie di scatti in cui la Love, all'epoca 39enne, contorce il suo corpo seminudo in pose selvagge e provocanti. È la terza volta che Courtney appare in copertina e questa serie di David LaChapelle è quasi l'esatto opposto della sua prima cover per i-D fotografata nel 1994 da Juergen Teller. Dall'alto della fama procuratagli dal ruolo nel gruppo degli Hole, Love di fronte alle lenti dei fotografi aveva un atteggiamento quasi infantile, innocente. Con addosso un cardigan giallo canarino, un baby doll di un rosa pallido e delle Mary Jane glitterate, l'artista si succhiava il pollicesi rotolava a terra scompigliando la sua folta chioma ossigenata e una molletta per capelli che pareva messa lì per caso.

Se queste due estetiche vi sembrano contrastanti è perché, effettivamente, lo sono. Dal momento in cui è entrata in scena come leader del gruppo seminal punk Hole, la sua musica e il suo stile spesso controversi, sempre irriducibili, non hanno mai cessato di esistere. La sua recentissima collaborazione con Nasty Gal è rappresentativa di tutto ciò. Il marchio fondato a Los Angeles "ha preso il nome da un'altra icona femminile della musica che non ha mai avuto paura di far valere le proprie opinioni, Betty Davis", ci spiega al telefono la fondatrice Sophia Amoruso.

"Ho iniziato a chiamarle le mie scarpe," dichiara Love parlando della collezione collaborativa costituita da 18 modelli. Continua: "Beh, lo sono. C'è scritto il mio nome." Nonostante abbia ricevuto un numero spropositato di offerte nel corso degli anni, questo è il primo fashion project a cui abbia prestato il nome. "È la nostra prima collaborazione ed è risultata veramente coerente," aggiunge Amoruso. "Courtney è la persona perfetta con la quale lavorare."

Ci sono libere interpretazioni dei pezzi Kinderwhore tanto familiari a Courtney Love: baby-doll, scarpe basse Mary Jane e una tiara che ha già fatto il sold out. Ma ci sono anche momenti più sexy e decisamente non anni '90: scarpe con tacchi sottilissimi, vestiti a sottoveste di seta con dettagli che ricordano la lingerie, e calze a rete - capi contemporanei non molto dissimili da quelli aveva scelto per Love nello shoot per i-D nel 2003. A un occhio attento non sfuggirà un omaggio all'amica di Courtney, Stevie Nicks, un'altra dea dell'olimpo del rock.

"Courtney ha partecipato a ogni passo del processo di design - schizzi, scelta dei tessuti, tutto," afferma Amoruso. "Abbiamo iniziato passando del tempo a casa sua e guardando nel passato del suo guardaroba." Mi chiesi se avesse conservato molti capi dai tempi del grunge. "Sì, ne ho molti", ha confermato la Love. "Un po' di tempo fa sono andata a trovare Stevie Nicks a casa sua - che esperienza, amico - e lei si è davvero presa cura di tutti i suoi vestiti, parlo di pezzi degli anni 80. Mi ha dato un sacco di consigli su come conservare meglio le mie cose."

Anche se la collezione fa riferimento all'archivio di Love, non si tratta di una esatta replica del suo guardaroba. "Abbiamo cercato di creare pezzi da poter sovrapporre, compresi alcuni che Courtney avrebbe sempre voluto, ma non è mai riuscita a trovare, come una tutina aderente in pizzo," afferma Amoroso. La collaborazione fa anche riferimento alla filosofia DIY tenacemente femminista dell'artista. Ricordando come si divertiva a giocare unendo costumi appariscenti dell'età edoardiana con vestiti degli anni '20, Courtney ha riportato alla luce momenti della moda audace: "Ricordo che avevo tagliato la retina metallica da un vestito di Galliano - la Clochard, che collezione - l'ho indossato ai Golden Globes, non sto scherzando," ci racconta Love.

Per Amoruso, l'influenza costante di Love nell'alta moda, dal suo inaspettato momento da musa di Versace alla sua amicizia duratura con il super stylist Panos Yiapanis - ha reso la collaborazione ancora più interessante. "Il suo stile è unico e definito - è suo. Così tanti stilisti ne hanno tratto ispirazione, ma non le è mai stato concesso il giusto riconoscimento."

Il motivo per cui il suo grido di battaglia rock and roll risuona ancora nelle nuove generazioni - è una domanda che non è riuscìta a rispondere personalmente ("Oh non lo so. Indossavo ciò che mi piaceva. Sophia, tu prendi questo, baby"). "Courtney è un'icona: è disinibita, provocante, libera. Penso che sia una cosa che ispirerà le persone per sempre," afferma Amoruso.

Crediti


Testo Emily Manning
Foto David LaChapelle
Moda Patti Wilson
Capelli James Brown
Trucco Mally Roncal
[i-D, The Insider Issue, No. 236. Ottobre 2003]

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