Questi scatti ci riportano all'epoca in cui drag queen e artisti senza un soldo dominavano il Lower East Side

I volti della New York dissidente nella serie di ritratti intimi di Peter Hujar "Lost Downtown".

di i-D Staff
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28 gennaio 2016, 10:55am

"Pearl Paint? Kim's Video? Max Fish? Sono spariti tutti! E per cosa, per questo? Una coppetta di yogurt?" A dirlo è un'infuriata Chloë Sevigny, rimproverando un impiegato di Yoogler nella sua Guida di i-D su come essere un newyorkese. L'attrice si riferisce alla scomparsa del Lower East Side degli anni '90, quando Washington Square Park era il luogo dominato dagli skater e non il posto dove le famiglie in vacanza testano i loro selfie stick. All’epoca in cui Sevigny e il cast di Kids si sono impossessati di Astor Place, la Lower East Side era anche il luogo di aggregazione prediletto di artisti fuorilegge, scrittori, studenti universitari e drag queen, tutt* rigorosamente senza un soldo. Attirato dal fascino intramontabile di questa scena, il fotografo Peter Hujar ha immortalato i volti di queste personalità anarchiche e dissidenti, prima che la loro Downtown scomparisse per sempre.

Larry Ree Backstage, c. 1973. Vintage gelatin silver print. 50.8 x 40.6 cm. 

Facendo un passo indietro, Hujar ha iniziato la sua carriera come fotografo di moda per Harper's Bazaar negli anni '60, finché non ha colto le potenzialità della Downtown, forse consapevole che non sarebbe durata ancora per molto. I volti simbolo dell'epoca rimandano infatti a un’epoca che non c’è più, a un lato di New York spazzato via da una gentrificazione che ha alterato definitivamente il paesaggio urbano, culturale e sociale al di sotto Quattordicesima Strada. Oggi sembra assurdo anche solo pensarlo, ma la Downtown allora era considerata un vero e proprio campo da guerra, dove gli artisti più ribelli della scena si ritrovavano e discutevano animatamente tra loro.

Susan Sontag, 1975. Vintage gelatin silver print. 50.5 x 40.3 cm. 

Hujiar ha raccolto questi suoi lavori nell’unica monografia che ha pubblicato, Portraits in Life and Death (con l’introduzione di Susan Sontag), prima di morire a causa delle complicazioni dovute all'AIDS. Ma il suo lascito è molto di più: ha immortalato per sempre i volti, gli sguardi e le vibe dei protagonisti di qualcosa che ha segnato per sempre il nostro immaginario e che oggi non c’è più. Parliamo di John Waters, David Wojnarowicz, Susan Sontag, Fran Lebowitz, Andy Warhol, Divine, William Burroughs e molti altri. Ma non si tratta delle solite fotografie scontate: quelle di Hujiar sono intime, e mostrano spesso i suoi soggetti dinamici ed eccentrici all'interno di spazi calmi e contemplativi, creando contrasti dal fascino intramontabile. Forse l'esempio migliore è il suo ritratto sul letto di mortedi Candy Darling, superstar transgender della Factory di Warhol e icona della nightlife newyorkese.

Candy Darling on her Deathbed, 1973. Digital pigment print. 50.8 x 40.6 cm
David Wojnarowicz, 1981. Digital pigment print. 50.8 x 40.6 cm.
Fran Lebowitz [at Home in Morristown], 1974. Wintage gelatin silver print. 42.5 x 34.3 cm.
Andy Warhol (III), 1975. vintage gelatin silver print. 50.8 x 40.6 cm
John Heys in Lana Turner Dress #1, 1979. Vintage gelatin silver print. 50.8 x 40.6 cm. 

Crediti


Testo di Emily Manning
Foto di Peter Hujar, John Waters (I), 1975. Vintage gelatin silver print. 50.8 x 40.6 cm.

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