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questo magazine sfida il modo in cui l'industria vede le artiste donne

Da Annie Leibovitz ad Amanda Harlech, fino Claire Barrow: Millie Grace Horton documenta il potere delle donne in un mondo di uomini.

di Greg French
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14 agosto 2017, 12:30pm

Sarah Cleaver

Trovare il proprio posto all'interno della cosiddetta industria creativa non è mai facile. Ma per le donne è ancora più complicato: il sesso femminile rappresenta infatti solo il 37% del settore. Un dato preoccupante se si pensa alla natura apparentemente liberale delle professioni creative. E Millie Grace Horton, neo-laureata presso l'Università londinese Central Saint Martins, vuole oggi cambiare le cose. Nella sua ultima pubblicazione SEINE, la Horton presenta una serie di donne che operano nel mondo dell'arte: un bellissimo e sensibile ritratto del potere delle donne in un mondo pensato per gli uomini.

"L'editoria, la televisione e il cinema sono settori in cui l'egemonia maschile è evidente," spiega Millie. "Dai registi, fino ai giornalisti che scrivono la maggioranza degli articoli. L'impatto creativo generato dalle donne è ancora minimo e credo che i media non ci riservino un trattamento adeguato: spesso, le nostre opinioni non vengono ascoltate con la necessaria attenzione."

E Millie non ha tutti i torti. L'associazione 'The Center for the Study of Women in Television and Film' ammette infatti che "in generale, le donne sono circa un quarto della totalità di registi, scrittori, producer, produttori esecutivi e redattori. Questa stima non rappresenta di certo un grande passo avanti rispetto ai dati raccolti tra il 2008 e il 2009, che vedevano le donne ferme a un 24 percento.

Armanda Harlech

La rivista comprende quindi il contributo di numerose artiste di talento, tra le quali Annie Leibovitz, Claire Barrow e Lady Amanda Harlech. Tutte hanno passato un po' di tempo con Millie, condividendo le loro esperienze e posando per lei nelle loro case e atelier. "Ho iniziato scrivendo una lista delle persone che hanno influenzato il mio lavoro e la mia vita in generale. Poi le ho contattate per sapere se avrebbero acconsentito a essere intervistate e fotografate da me; sono stata davvero fortunata, perché la loro risposta è stata estremamente positiva. Oggi, la lista non è lontana dall'essere conclusa e spero con questi nuovi contributi di riuscire a pubblicare molti altri numeri."

Cresciuta da una madre single, la figura femminile come guida spirituale permea tutti i suoi lavori. La poetica e l'estetica di Millie, inoltre, sono state fortemente influenzate dalla sua ristretta cerchia di amiche, che hanno collaborato in prima persona alla realizzazione della pubblicazione. "Sono infinitamente grata a ognuna di loro per il lavoro che abbiamo svolto insieme."

Millie mi spiega poi che l'idea per titolo—SEINE, nome in francese del celebre fiume parigino—è nata mentre parlava con le sue artiste di riferimento del loro rapporto con l'acqua. Questo leitmotiv metaforico è ben presente in tutta la rivista, in cui è proprio il potere d'adattamento dell'acqua la caratteristica che collega tutte le donne diverse donne di SEINE. Se Millie nuota per combattere solitudine e infelicità, Tatiana Fox cerca invece l'isolamento grazie a lunghi bagni: l'essenza stessa dell'acqua allude a una forza che, per definizione, appartiene le donne, a quel fiume che scorre imperturbabile in loro.

Claire Barrow

Inevitabilmente, SEINE solleva quesiti vicini al mondo femminista, ma lo fa in modo poetico. Tra le sue pagine non c'è nulla "contro gli uomini" e così facendo viene meno il luogo comune che, secondo Millie, è la causa della confusione che pervade il dibattito sul femminismo. "Le femministe non odiano gli uomini, non crediamo di essere migliori di loro. Vogliamo solo essere riconosciute come pari. Credo che gli ideali femministi vengano spesso fraintesi principalmente perché l'industria dei media è ancora dominata dagli uomini."

Jessamine-Bliss Bell

Sfogliando le fotografie di queste artiste e leggendo le molte interviste contenute nel magazine emerge quanto avere donne che operano per il progresso sia di primaria importanza. Le loro storie intense e diversissime tra loro—come l'esperienza da stripper di Tati Compton o la make up artist di i-D Alex Box amante delle piscine sui tetti degli edifici—rendono pubblico il lato intimo delle donne dell'industria creativa e dimostrano quanto sia essenziale che persone come loro ricoprano ruoli di potere, che venga loro concessa la possibilità di far sentire la propria voce.

L'introduzione al magazine riassume tutto questo in modo chiaro e incisivo. "Credo si possa dire che le persone i cui nomi compaiono all'interno di questa pubblicazione siano diventate chi sono perché, a un certo punto, un'altra donna ha detto 'sì'. Hanno avuto la possibilità di vedere qualcuno in cui credono rispondere alla loro fede, credendo in loro. L'importanza di tutto ciò è innegabile." In questi tempi difficili e incerti, il potere di dire 'sì' è essenziale. Ti purifica, proprio come l'acqua.

seinemagazine.com

Tati Compton

Crediti


Testo Greg French
Foto Millie Grace Horton

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