riccardo tisci e la sua generazione-modello

Le passerelle di Riccardo Tisci per Givenchy sono tra le migliori del settore. Qui ci rivela le sue decisioni sui casting e la costante ricerca di portare identità, bellezza e integrità nella moda uomo.

di Stuart Brumfitt
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20 aprile 2015, 12:55pm

Sembra assurdo pensare che Riccardo Tisci abbia creato la sua prima linea uomo per Givenchy solo nel 2009. In quella prima passerella di ventinove look - ora ne fa sfilare una legione di sessanta - Riccardo ha stabilito un precedente che è rimasto impresso nella memoria collettiva e del brand, arricchendolo ogni volta di sorprese. Guidato da Tisci, il marchio ha guadagnato un'enorme influenza sul mercato del menswear, creando un uomo diverso, una linea diversa e un diverso modo di vestire.

Lo scarno uso delle stampe di Tisci - che spaziano da Rottweiler e uccelli del paradiso a rivisitazioni della bandiera americana - ha alzato il profilo del designer e del marchio Givenchy in tutto il mondo. Nella sua collezione primavera/estate 2015 a riferimenti fortemente militari e stivali da skinhead sono state affiancate delle delicate stampe floreali bianche e nere e perle squisitamente ricamate, richiamando l'abito couture realizzato per Cate Blanchett in occasione degli Oscar. "Amo le perle, è come un'ossessione. Come i diamanti sono i migliori amici delle donne, credo che le perle siano l'equivalente maschile," confessa mentre spiega che nella sua regione le perle sono riservate ai mafiosi, ai religiosi e "ai brutti ceffi".

Con una visione così forte e una comprovata esperienza nell'abbigliamento femminile, è sorprendente che ci sia voluto così tanto prima che Tisci prendesse il comando del reparto maschile della casata. "Ero molto spaventato, volevo rendere il womenswear più forte ed ero molto molto impegnato. Il menswear è difficile da affrontare perché non c'è molto da sviluppare, il guardaroba maschile è più stabile." Tisci stesso, infatti, termina le sue sfilate presentandosi in camicie Ralph Lauren (o la parte superiore più basica della sua collezione), jeans e Nike bianche. "Sono ossessionato dalle Nike. Ne ho duecento paia dello stesso colore e stesso modello," dice.

Un'ulteriore ragione per cui non era pronto a passare alla linea uomo stava nel fatto che quel periodo era quello del regno di Hedi Slimane per Dior Homme, "un tempo dove la moda era ancora bei ragazzi magri - bellissimi, ma eterei." Riccardo Tisci è alto un metro e novantadue, "lo sai che sono un ragazzone," ci ricorda amabilmente durante l'intervista, ed era alla ricerca di qualcosa di completamente diverso dall'estetica dominante del periodo. "Volevo fare qualcosa di un po' sconvolgente, ero alla ricerca di ragazzi con un corpo più strutturato e massiccio, ragazzi del liceo che facevano sport, ma, al tempo stesso, che avessero confidenza con la propria sessualità."

I ragazzi di Givenchy sono qualcosa di più di semplici bombe sexy e, oltre all'ispirazione dei 'manzi' del suo eroe Gianni Versace, Tisci aggiunge sempre un tocco di spigolosità e ambiguità ai suoi modelli, scoprendoli per le strade di tutto il mondo. Oltre a essere uno dei primi ad aver ingaggiato future supermodelle - nonché cover girl di i-D - come Lara Stone, Joan Smalls e Saskia de Brauw, a Tisci va anche accreditato il lancio delle carriere di modelli del calibro di Rob Evans, O'Shea Robertson, Dominique Hollington, Willy Cartier e molto altri volti della moda maschile.

"Quando ho iniziato a fare i casting, l'anno prima della mia prima passerella, le agenzie erano piene di splendidi ragazzi, ma non erano il mio tipo," spiega lo stilista, "Non mi piace escludere le persone, quindi ho iniziato a fare diversi street casting in America, Brasile, Cuba, Puerto Rico, Marocco, ogni posto in cui andavo per lavoro o in vacanza. Ho trovato questi ragazzi straordinari con personalità molto forti e con dei corpi che non rientravano nei canoni classici di forme e proporzioni, ma che erano qualcosa di più vicino alla mia idea di realtà di strada". È attraverso di loro che dice di aver cambiato le proporzioni del guardaroba maschile: avrebbe mandato splendidi e duri ragazzi a solcare le passerelle in leggings, pizzo, kilt e maglioni di pelliccia. "Ho cercato di ottenere questo stile molto mascolino e autentico ma senza ostentazione. Certe volte quando noi stilisti esploriamo le cose tendiamo a esagerare!" [ride]

Col passare del tempo, le passerelle e le campagne pubblicitarie di Riccardo sono diventate vere e proprie dichiarazioni politiche. Non soltanto è stato tra i primi stilisti ad aver ripetutamente e istintivamente promosso la diversità razziale tra i suoi modelli, ma non ha mai smesso di sperimentare sulla sessualità e sul genere. Nella sua collezione uomo c'è sempre un elemento sportivo, forse perché è forte, fresco e spavaldo, o forse perché le persone non hanno ancora dato a Tisci abbastanza fiducia da permettergli di sfidare come vorrebbe i nostri preconcetti su come un uomo dovrebbe agire e vestire, ma, nonostante ciò, ha sempre giocato con l'ambiguità mischiando il meglio dello street style alla cultura queer. Perché l'uomo di Riccardo Tisci è un muscoloso, menefreghista e atletico bonazzo e molti non riescono a capire che sta spingendo altrettanti bottoni quanto le sue controparti androgine.

"Quando si fanno gli street casting ci si innamora della personalità dell'individuo. Questa persona appare nel suo intimo, con il suo cuore in mano e il suo lato timido allo scoperto, perché non è abituato a fare questo genere di cose," ci spiega. "Non chiedo mai un book, preferisco parlare con le persone. Capisci il loro carattere dal modo in cui dicono 'ciao' o 'buongiorno'. Io ingaggio ragazzi bianchi, meticci, neri, cinesi, giapponesi, italiani, inglesi, di tutto. È tutto incentrato sul fatto che questi ragazzi siano credibili una volta indossati i miei abiti."

Riccardo è famoso per circondarsi di celebrità come il rapper Kanye Wesr, la modella transessuale Lea T, Madonna, il cantante transessuale Antony Hegarty. Lui ama i suoi idoli, e loro incorporano a pieno l'apertura mentale dello stilista, ed è triste quanto assurdo che questo cose vengano applaudite quando la maggior parte delle persone vive in un'esistenza monoculturale. Riccardo è multiculturale.

"La cosa importante quando si è uno stilista o un personaggio pubblico è essere in grado di sostenere le persone che non sono accettate dalla società. Al momento noi stiamo sostenendo persone che vengono respinte dalla società, ma la società alle volte è una tale stronza da allontanare le persone senza un motivo. La bellezza, per me, è molto più di così. È più profonda. Mi sono mangiato tanta di quella merda quando sostenevo la causa dei transessuali, o la diversità o l'antirazzismo, ma per me non ha importanza quale sia il colore della tua pelle o il tuo orientamento sessuale; se sei una bella persona, sei una bella persona."

Riccardo Tisci sente sia sua responsabilità utilizzare le piattaforme di cui dispone in quanto stilista di fama mondiale per incoraggiare cambiamenti socio-politici. "Quando si fa un lavoro come il mio, si hanno persone che ti amano e che ti seguono. Fare solo belle borse e bei vestiti è grandioso, ma perché non inserirci anche un messaggio sociale a fianco?" continua, "Se nessuno si batte allora il mondo non cambierà mai e si arriverà a pensare 'Oh mio Dio, viviamo in un mondo del cazzo!'. Dobbiamo fare qualcosa per cambiarlo, e pensare a se stessi e a quanti soldi si possono fare e alla propria felicità non è abbastanza: ci sono persone là fuori che hanno bisogno d'aiuto."

givenchy.com

Crediti


Testo Stuart Brumfitt
Foto Danko Steiner
Modelli Filip da M Managemen. Chris M, Solanne, Lucas D e Nathaniel da New Madison. Caian dalla Request NY. Kirill dalla Specimen. Bertold dalla Other. Paolo dalla Major. Jon H dalla New Madison. Tidiou dalla The Face Paris. Dominic B dalla City.
Tutti abiti Givenchy by Riccardo Tisci primavera/estate UOMO 15.

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