selfie dal carcere: una nuova fanzine racconta la vita dei giovani prigionieri

"Normalmente, la gente aggiorna continuamente i propri profili social con inutili cazzate, quindi perché in carcere dovrebbe andare diversamente?"

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nov 2 2017, 4:55pm

Redatto dal collettivo V.BLOCC, THE WING è la fanzine che racconta la vita quotidiana dei giovani (in maggioranza uomini) che vivono dietro le sbarre. Si tratta di una serie di foto scattate con cellulari di contrabbando, mandate dai detenuti ai redattori. Non si tratta di selfie, ma di immagini che documentano la vita in carcere a 360 gradi: dalla moda—e quindi scarpe Nike, orologi Rolex e qualche sprazzo di monogram Louis Vuitton—alla violenza e alla droga.

Henry, uno dei creatori della fanzine, ci ha spiegato che questo voler documentare e condividere la realtà del carcere con l'esterno è un fenomeno estremamente peculiare della nuova generazione di detenuti. Sentire il bisogno di comunicare regolarmente nel mondo virtuale con gli amici e cercare di stare al passo con i trend che si succedono nel mondo esterno è infatti un fenomeno relativamente nuovo. "Alcuni ladri professionisti 45enni se ne sbattono alla grande di internet," dice Henry. "Ma per un ragazzino di vent'anni, uno smartphone è l'accessorio must-have in prigione; il collegamento con il mondo esterno."

Questa nuova tendenza arriva in un momento di grave crisi per le carceri inglesi, in cui detenuti, staff ed edifici stessi vivono un difficile momento. Se interessati all'argomento, vi rimandiamo alla versione inglese di questo contenuto, ricca di dati e statistiche a riguardo. Guardando al lato positivo, comunque, l'impennata di smartphone dietro le sbarre significa che i giovani possono mandare messaggi privati e immediati, mentre le lettere scritte a mano spesso vengono analizzate prima di essere spedite, e ci mettono comunque più giorni, se non settimane, ad arrivare al destinatario. È un modo per impegnare il tempo, per non annoiarsi, e contemporaneamente per non perdere i contatti con il mondo esterno. "È una figata, semplicemente," continua Henry. "Proprio come nella vita al di fuori del carcere, la gente vede altra gente e vuole fare meglio. Condividere una foto è come dire 'sto bene, va tutto alla grande anche qui.'"

"Normalmente, la gente aggiorna continuamente i propri profili social con inutili cazzate, quindi perché in carcere dovrebbe andare diversamente? Anche in questo contesto vanno applicate le stesse regole, c'è lo stesso senso di noia e lo stesso desiderio di mostrare agli altri che la propria vita è perfetta, o quasi. La gente non usa i social per dar sfogo alle proprie insicurezze, si tratta solo di fingere, fingere e ancora fingere. Poco importa che tu abbia un classico lavoro da ufficio o che tu sia in carcere."

"Normalmente, la gente aggiorna continuamente i propri profili social con inutili cazzate, quindi perché in carcere dovrebbe andare diversamente?"

Collezionare queste immagini è una passione iniziata quando Henry ha cominciato a sentire su WhatsApp alcuni conoscenti che stavano scontando un periodo di detenzione. Lì, Henry ha capito che le loro vite non erano poi così diverse da quelle pre-carcere. "Non so per quale strana ragione, ma molte delle persone che conosco sono state in prigione di recente," dichiara pensoso. "Dal rubare un panino per i recidivi, al possesso illegale di armi, passando per presunti casi di cospirazione di alcuni writers. Nel 2016, un mio buon amico si è beccato qualche anno dentro per quello che si può solo definire una mossa poco intelligente."

Questo ha significato per Henry un incremento con i contatti nei vari penitenziari inglesi, ed è lì che si è accorto che il digitale avesse ormai surclassato l'analogico. "Scrivere lettere ai tuoi amici in galera è importante, è il loro modo di restare legati al mondo esterno, li tiene aggiornati su ciò che succede e così non si sentono dimenticati," riflette ancora Henry. "Ma—e questo te lo può confermare chiunque, e se non lo fa sta mentendo—mantenere una corrispondenza regolare è dannatamente difficile. Quello che mi ha spinto a creare questa fanzine è fatto per certi versi ridicolo che io posso scrivere quando mi pare ai miei amici su WhatsApp, ed è un modo decisamente più veloce e divertente delle lettere."

Il risultato è una collezione di screenshot di conversazioni con i detenuti e immagini forti e decise nella loro semplicità—proprio come quelle che tutti ci mandiamo con i nostri amici, solo che qui i volti sono irriconoscibili—ci sono boxer Calvin Klein, liste della spesa, cibo d'asporto e cioccolato. Ci sono ciabatte firmate, sneaker e droghe.

Trovate il collettivo V.BLOCC su Instagram come @v.blocc