Fotografia di Luca Santese / CESURA

Il nervo della moda concettuale si cura con Morphine

Abbiamo intervistato i fondatori dell’e-commerce multidisciplinare più fluido del momento.

di Gloria Maria Cappelletti
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08 dicembre 2020, 5:00am

Fotografia di Luca Santese / CESURA

Trasformazione, riciclo e reinterpretazione sono gli ingredienti attivi di Morphine, un progetto taumaturgico dedicato a chi soffre nevrosi di moda, soprattutto quella anti-convenzionale, concettuale e avant-garde esplosa negli anni ’90. Pensiamo ai devoti di Martin Margiela, Rei Kawakubo, Yohji Yamamoto, Jean Paul Gaultier e i 6 di Anversa, giusto per tracciare alcune linee nel firmamento.

Sono passate tre decadi e le creazioni di alcuni dei designer di quel tempo si sono trasmutate da abiti a prodotti culturali, beni materiali che oggi vivono di valori iconici, diretti ad un pubblico che li ammira per la loro funzione espressiva, estetica ed estatica più che pratica. Abiti quotidiani elevati a opere d’arte senza tempo, comunque indossabili e dal fit impeccabile. 

Abbiamo deciso di incontrare i fondatori di Morphine, Macs Iotti, Tommaso Vaiani e Martina Iotti, per farci raccontare come è nato il loro progetto e-commerce e come vivono questa esperienza quasi mistica, in cui una giacca diventa un ready-made museale acquistabile e un dead stock di filati si reincarna nella possibilità di un nuovo ricamo.

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MORPHINE, Vivienne Westwood, FW90, Abito in Velluto

Gloria: Morphine nasce da un manifesto preciso. Vi chiedo quindi di raccontarci perché avete sentito l’esigenza di definire dei punti seminali, che tracciano non solo idee ma anche vissuti e memorie.

Macs Iotti: Il manifesto è nato come un sistema d’intenzioni con l’obiettivo di voler parlare di responsabilità e in maniera assolutamente non malinconica di un momento legato allo stile e alla moda che abbiamo vissuto. Il progetto di Morphine è un reawakening con un forte senso di contemporaneità. Il manifesto è totalmente ispirazionale, criptico e concettuale. Rispecchia la nostra passione per la moda e un momento di avanguardie, che oggi non vediamo. È una dichiarazione d’intenti per risvegliare questo sentire con un senso di totale attualità.

Tommaso Vaiani: È anche una linea guida per incontrare gli altri, perché Morphine è un progetto comunitario di condivisione, non solo una piattaforma e-commerce, quindi il manifesto è un linguaggio per noi, per gli altri e chi si riconosce in questa visione della moda è il benvenuto.

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MORPHINE, Maison Martin Margiela, SS97 Iconic Semi Couture Apron Bustier

Decifriamo insieme questo linguaggio. Il Manifesto si snoda in 7 punti che raccontano stati d’animo forti, legati ad un contesto di stile e moda, ma non solo. Morphine è anche il luogo dove vi siete incontrati, giusto?

Macs: Tutto è iniziato negli anni ‘90, quando io e Tommy -che in quel momento conoscevo come Linda- ci siamo conosciuti al Cocoricò di Riccione. Il Cocoricò e la sua piramide erano per noi un centro energetico attorno al quale ruotavano altri privè, come il Titilla, che era la parte più house, ed altri satelliti tra cui il Ciao Sex, dove io e Linda bazzicavamo. Poi c’era il Morphine, il privè più sperimentale, una stanza di soli 50mq che univa tutti i gusti, tutti i frutti e tutte le tipologie per farti un’esperienza super underground. Consideriamo che allora non c’erano i social media, quindi quei luoghi erano importanti per conoscersi, apparire e mostrare dei look incredibili. Erano momenti totalmente puliti, puri e pieni di espressione. Trovavi veramente quella che era vestita Alexander Mcqueen dalla testa ai piedi, così come quella che il vestito se l’era fatto da sola e arrivava con la gallina in braccio in discoteca. Total Freedom Expression. Oggi chiamarci Morphine è sicuramente dedicato a quel momento di libertà di espressione incondizionata molto diversa dal mondo social di oggi.

Tommy: Il manifesto è un omaggio a quel momento di espressione libera, proprio per poterla rivivere assolutamente anche oggi.

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MORPHINE, Balenciaga by Nicolas Ghesquière, FW00, Top e Gonna Pareo

Gloria: Come agisce questa vostra morfina così particolare?

Macs: Innanzitutto Morphine definisce qualcosa che agisce direttamente sul sistema nervoso centrale. Questo aspetto è legato alla parte più farmaceutica e stupefacente della morfina, però il fatto che vada ad intaccare il sistema nervoso, è qualcosa che fa parte anche di quel vissuto, del clubbing, della vita notturna, dell’essere totalmente comunque into it. Da questo pensiero è nato il manifesto che vi raccontiamo.

IL NERVO è il primo punto, l’ossessione e isteria positiva del voler avere e desiderare profondamente qualcosa, che sia culturale, un oggetto oppure un capo d’abbigliamento. La parola “nervo” era anche slang di quel periodo e la morfina, intesa come espressione libera nello stile, era ed è la cura per i nostri nervi nevrotici.  

Il secondo punto NEVER BORN NEVER DIED rappresenta l’idea di eternità, è la parte più spirituale ed esoterica, in cui tutto continua ad esistere per arrivare all’infinito. Tutto prende forma nella tipologia di selezione dei capi che facciamo. Il vintage per noi è timeless, ma anche la parte di collezione Reawakening Stocks è un lavoro sul tempo perché risvegliamo dei capi o dei tessuti per farli rivivere nel contemporaneo. Inoltre Morphine ha preso forma partendo da un archivio personale mio e di Tommy e dalla nostra decisione di distaccarci da questi oggetti per continuare a farli vivere nell’esistenza collettiva, nella fluidità con l’infinito e con l’eternità.

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MORPHINE, NOKI, 90'S Customised Vintage T-Shirt. MORPHINE, Maison Martin Margiela, FW00, Oversize Jeans. MORPHINE, Vivienne Westwood, FW88, Rocking Horse Golf Shoes

Gloria:  Proprio questo tema di costante fluidità dell’eterno ritorno ha ispirato gli scatti di Luca Santese che accompagnano l’intervista. Lo definirei un fotografo dialettico, forse questo non è il termine corretto, ma il suo lavoro contempla il tema dell’eternità e della trasformazione.

Macs: Infatti dopo il tema dell’eterno ritorno il terzo punto del manifesto è RE-BIRTH inteso come rinnovamento, desiderio di rigenerare e risvegliare qualsiasi cosa che sia vintage o un prodotto nuovo. Re-birth è riportare alla sensibilità di oggi dei pezzi vintage che sono per noi timeless. Per quanto riguarda i drops dei nuovi prodotti Re-birth vuol dire che facciamo rinascere degli avanzi di magazzino, dei dead stock, per condividere un messaggio di rinnovamento e di responsabilità. Non produciamo nulla di nuovo così Re-birth è tutta la parte più etica del progetto.

100 PERCENT AUTHENTIC è il quarto punto del manifesto che ci riporta nel clubbing notturno e nell’individualismo; quindi l’idea di essere totalmente liber* da qualsiasi influenza, dall’esplorazione della bellezza in tutte le sue forme. L’idea dell’individualismo torna in primo piano nell’espressione del one of a kind, non solo a livello di espressione e personalità perché tutto su Morphine è one of a kind, non puoi scegliere taglia o colore, ogni pezzo è diverso dall’altro, unico e irripetibile.

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MORPHINE, Maison Martin Margiela, SS98, Flat Collection, Giacca di Pelle

Gloria: Mi piace l’idea di libertà e dimensione originaria dell’abito, il desiderio di esprimere la propria identità e un mondo di valori in cui un abito è per sempre, perché diventa un segno esteriore di un particolare momento culturale. 

Tommy: Si, un momento culturale quello egli anni ’90 che è ancora importante oggi. Il quinto punto del manifesto HERE NOW si riferisce infatti al presente, not yesterday, not tomorrow, perché non vogliamo essere malinconici. È l’idea di essere ed esistere esattamente nel momento, qui ed ora.

Macs: Viviamo in un momento molto fluido e arriviamo al sesto punto che si chiama CIAO SEX come il privè del Cocoricò. È stato il predecessore di tutto quello che oggi chiamiamo genderfluid, una dimensione totale di vivere gioiosamente la creatività, del non essere binari, della fragilità, dell’imperfezione, di essere giovani e liberi da ogni cosa.

Gloria: Avrei voluto esserci anch’io al CIAO SEX con voi! Il lavoro che state facendo con Morphine ha una cifra così autentica perché nasce proprio da un vissuto personale e non dalla simulazione di un trend.

Macs: Si abbiamo vissuto quei momenti intensamente e abbiamo conosciuto moltissime persone interessanti che ci hanno ispirato. Infatti il nostro ultimo punto è COMMUNE perché Morphine vuole essere una piattaforma di collaborazione, non un progetto egoriferito. A questo proposito si è aggiunta anche Martina al team. Inoltre vogliamo portare on board tutte le persone che hanno la nostra stessa visione, per offrire loro uno spazio in cui c’è la possibilità di esprimersi e interpretare il manifesto. Abbiamo lanciato ora un nuovo canale dedicato alla parte editoriale che si chiama print, con la stessa visione e sensibilità, tutto focalizzato sull’editoria di quel periodo anni ’90 e prima decade del 2000.

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MORPHINE, Callaghan by Nicolas Ghesquière, SS01, Abito Asimmetrico

Gloria: Pensando alla necessità di esprimersi liberamente e la dilatazione del tempo in cui vi muovete, mi viene in mente il documentario “Martin Margiela: in his own words”. Il regista alla fine chiede a Martin: “Hai detto tutto quello che volevi dire nella moda?” Martin dopo un momento di silenzio risponde “No”. Trovo bellissima l’idea del vintage come capi one of a kind vissuti da qualcuno che ci ha passato un’energia singolare e irripetibile. Forse questo, e lo azzardo con grande umiltà di pensiero, sta alla base di tutto il lavoro di Martin, perché alla fine il suo era un processo trasformativo della materia in energia vitale atemporale. Da qui la necessità di una continua evoluzione. Comunque davvero non capisco come abbiate potuto riaprire i vostri armadi e decidere di vendere questi capolavori.

Macs: Per me è stato un gesto molto liberatorio, per far continuare a vivere una cosa che altrimenti sarebbe rimasta in uno scatolone. Pensare che questo oggetto possa riavere una vita d’uso per me è una cosa poetica. Torno a Margiela per dire che quella sua energia comunque rimane in vita grazie anche al nostro progetto, è esistenziale. Sono capi che io apprezzo e che mi fanno ancora venire il nervo quando li vedo. La nostra idea di timeless love affair parla proprio di questo: il distacco è spirituale e provoca una bella sensazione. Oggi Morphine non è composto solo da miei capi personali, è molto più grande e sta crescendo.

Tommy: Il primo esperimento di let go l’abbiamo fatto su noi stessi, perché erano archivi che sia io che Macs ci portavamo dietro da anni. Sono rimasti lì in totale ordine e devozione, però abbiamo avvertito la necessità di ridare loro un’altra volta luce e far provare lo stesso nervo che avevamo noi su quelle cose, dare una nuova gioia a chi li compra e chi li indossa oggi o anche semplicemente ricollezionarli e rimetterli a sua volta in un archivio. Never born never died è proprio questo. Non si nasce né si muore ma si crea un dialogo infinito con la cosa, se la tengo in un armadio, è un po’ come tenerla in una bara.

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MORPHINE, Reawakening Stocks, Drop #2, Vestito Chemisier in Pizzo e Seta. MORPHINE, Balenciaga by Nicolas Ghesquière, SS10, Anello e Collana

Gloria: Avete mai pensato di stilare un trattato di responsabilità in cui l’acquirente deve firmare impegnandosi nel mantenere un codice etico e temporale nei confronti del capo?

Martina Iotti: In realtà facciamo qualcosa di simile perché spediamo ai clienti delle frasi del manifesto che includiamo all’interno dei capi, quindi diamo già dei suggerimenti di utilizzo e condividiamo le nostre idee.

Tommy: Il trattato sarebbe molto interessante perché i clienti dovrebbero prendere atto di cosa hanno in mano e la responsabilità che ne deriva. La sostenibilità non finisce tra me e te, è qualcosa che va propagata nel tempo e il capo una volta che ha smesso la sua funzione, se diventa spazzatura muore, ma se questa onda continua nel preservarlo, diventa consapevolezza dell’acquirente nel fare attenzione, perché da qui in avanti è responsabilità sua. Anche restituendo un capo stai facendo sostenibilità, facci sapere che destino ha il capo, così da poterlo riadattare se non ti sta più, in modo che l’abito continui a piacere o avere vita per altri. Cercare di preservarlo dalla spazzatura vuol dire mantenerlo sostenibile.

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MORPHINE, Maison Martin Margiela, 00's, Half Smoking Jacket. MORPHINE, Alexander McQueen, SS97, Bumster Mini Gonna

Pensando ai drop di  Reawakening Stocks, come sviluppate il lavoro di recycling e upcycling?

Tommy: Anche questa parte del progetto nasce da un'esperienza personale. Per noi oggi è fondamentale andare al contrario di come abbiamo lavorato fino adesso, perché creiamo qualcosa basandoci solo sulla materia prima che troviamo. Ci tengo a precisarlo, perché è importante e molto coraggioso, parliamo una lingua opposta rispetto a quelle che sono state fino a oggi le esigenze di mercato del produrre all’infinito, stiamo cercando chi vuole altro rispetto alla sovra produzione di un’idea.

Essendo originario di Prato, che è uno dei più grandi bacini produttivi dell'industria tessile di tutto il mondo, ho avuto la possibilità di trovare abbastanza facilmente pezzi di recupero e dead stocks.

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MORPHINE, Reawakening Stocks, Drop #1, Sciarpa ROBERTA Ricamata a Mano. Scarpe dall'Archivio di Tommaso Vaiani.

Gloria: Quindi l'ispirazione nasce da ciò che trovate?

Tommy: Esattamente! Abbiamo l'opportunità in questo momento di essere nell'azienda dei genitori di Martina e di Macs che hanno un maglificio, così il primo drop è nato dal loro magazzino infinito di filati e dead stock. Il processo di customizzazione si è sviluppato prendendo dei vecchi maglioni, li abbiamo smembrati ricreando un altro pattern con sotto un'altra fantasia usando i filati che avevamo a disposizione.

Martina: Mentre lavoriamo ci immaginiamo chi indosserà i capi. L'energia che utilizziamo per fare anche solo un capo è tanta, unica e dedicata ad una persona, anche se non la conosciamo; le sciarpe vengono tutte personalizzate e ci vogliono molte ore per farne una, così mentre ricami il nome della persona a cui è destinata la sciarpa cerchi di immagine chi possa essere. È una sensazione bellissima.

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MORPHINE, Vivienne Westwood, 00's, Abito in Pizzo Oro

Chi lavora un capo unico non ha mai in mente un target anonimo e indistinto, ma può crearsi delle fantasie su chi lo indosserà. Una produzione in qualche modo poetica.

Tommy: È un processo contrario a quello del sistema, perché quest’ultimo ti chiede di produrre velocemente, in maniera incondizionata e spropositata. Qui si tratta di produrre essenzialmente per un individuo qualcosa di unico perché ovviamente questa maglia ha un disegno da seguire, ma le varianti di colori filati che verranno usati non saranno mai uguali. Insomma anche in questo, il nostro amico Martin Margiela ci ha insegnato tantissime cose; sicuramente non ha inventato lui l’upcycling, ma lo ha introdotto sicuramente nel mondo del fashion.

In un futuro prossimo dovremmo specificare la provenienza dei materiali, perché una delle cose essenziali della responsabilità, è documentare chi fa cosa, in che maniera lo fa, quanto spende e chi lo fa sia rispettato nel lavoro che sta portando avanti. 

Martina: Sono indicazioni penso importanti anche per i giovani. È un momento di grande incertezza ma anche grandi possibilità di sperimentazione. I giovani si possono avvicinare a queste realtà locali di aziende, botteghe di artigiani, e imparare tecniche di lavorazione particolari che magari possono essere un po’ in disuso, tipo l’uncinetto che noi utilizziamo per i maglioni. Tutto questo può essere sperimentato in chiave molto attuale. Vorremmo far passare questo messaggio ai più giovani.

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MORPHINE, Jean Paul Gaultier, SS96, Completo Iconic Tattoo

Siete riusciti a dare al mondo del recycling e upcycling una prospettiva molto contemporanea e questo si ricollega perfettamente ai punti del manifesto.

Tommy: Sarebbe importante creare una filiera di queste cose per avviare un sistema di educazione in senso contrario. Se pensi a tutto quello che avanza e si scarta capisci che è possibile un nuovo sistema di fare mercato, di consumo e non parlo solamente di moda.

Martina: L'azienda da cui provengo è familiare, con dipendenti storici che hanno sempre avuto un sistema di lavoro ripetitivo, ma da quando siamo arrivati noi con il progetto Morphine si stanno divertendo molto di più, perché lasciamo spazio alla creatività, al riuso e capiscono il cambiamento positivo che vogliamo portare.

Macs: Vorrei concludere dicendo che ci approcciamo a tutto quello che facciamo con amore e dedizione per trasmettere se vuoi una visione romantica, non malinconica, ma piuttosto contemporanea a chi sceglierà di indossare i nostri capi, per ridare loro una nuova vita e una seconda opportunità, in modo che ce ne sia una terza, una quarta, andando avanti così, nella fluidità con l’infinito e con l’eternità.

Grazie per la vostra visione. Never born, never died! 

Crediti

Fotografia di Luca Santese / CESURA
Creative Director & Interview Gloria Maria Cappelletti
Executive Producer Rosario Rex Di Salvo
Stylist Tommaso Vaiani
Model Roberta De Titta Graziano per D Management
Groomer Maura Corbetta
Assistente Luci Alex Zoboli
Post-produzione Maria Elisa Ferraris
Assistenti fotografia Edoardo Comba e Aurora Binotto

Un ringraziamento speciale a studioBASE

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