Gigi Hadid: "Molti mi hanno detto che non avevo un fisico da passerella"

È tra le cover star del nostro nuovo numero, e per intervistarla abbiamo interrotto il suo periodo di retreat dall'industria della moda.

di Jack Sunnucks; traduzione di Benedetta Pini
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19 febbraio 2020, 1:00pm

Questo contenuto è originariamente apparso sul numero di i-D The Icons and Idols Issue, no. 359, Primavera 2020.

Quando raggiungiamo telefonicamente una delle top model della famiglia Hadid, Gigi, è in vacanza un casolare di campagna per riprendersi dalla travolgente frenesia delle sfilate Haute Couture. Fin dal suo debutto in passerella—avvenuto poco più di cinque anni fa—la bellezza di Gigi e, soprattutto, la sua gentilezza, l'hanno contraddistinta come una modella diversa dalle altre. È amata sia dentro che fuori l'industria della moda, tanto per il suo lavoro davanti alla macchina fotografica quanto per aver participato alla campagna di UNICEF, per la quale ha viaggiato fino in Bangladesh e Senegal.

Ma cosa fa Gigi quando non è su un set con Jamie Hawkesworth per i-D? O quando non è inseguita dai paparazzi? "Un puzzle," dice. Abbiamo parlato con Gigi al telefono dal suo ritiro, lasciandole ricordare di come ha conquistato la fashion industry e il mondo intero.

gigi hadid by jamie hawkesworth
Gigi indossa un vestito in raso di seta fatto a mano, cintura in nastro adesivo di plastica, veletta di Maison Margiela Artisanal SS20 disegnate da John Galliano

Ciao Gigi! Dove sei?
Sono in un casolare di campagna, il più vicino possibile al camino.

Com'è stato il tuo shooting per i-D? Che mood volevi trasmettere?
Prima di tutto, adoro Oliver. Credo che sappia davvero comunicare attraverso i vestiti, le forme e i colori, e lo sa fare in un modo così bello e puro. È semplice ma potente! Ed è questo che amo del suo modo di lavorare. Ti apre la mente a diversi modi di vedere la moda. È questa la cosa fantastica della couture: può essere la versione definitiva di qualcosa, ma è anche un'opportunità per esprimere davvero la propria creatività. Volevo rispecchiare la dolcezza e la forza dei vestiti, questo era il sentimento che ho provato quel giorno sul set.

Hai appena sfilato per l'ultimo show couture di Jean Paul Gaultier; vuoi raccontarci com'è andata?
Mi sono sentita onorata che me l'abbiano chiesto, perché non ha lavorato solo con i suoi soliti collaboratori, ma ha anche scovato per strada molto del suo ultimo lavoro. E credo che questo dica molto su chi è come designer e come persona. Tiene molto alla persona che indossa l'outfit e cerca sempre di fare in modo che la spingano a esprimersi.

Hai scritto su Instagram che è stato il primo designer di Parigi a ingaggiarti.
È stato il primo designer che mi ha fatto sfilare a Parigi, è stato la sua ultima sfilata ready-to-wear. Al tempo avevo appena iniziato la mia carriera, ero appena uscita dal liceo e indossavo ancora il mio fisico da pallavolista; lo amavo. So bene quanto ho lavorato duramente per avere quei muscoli, per avere le curve in quei punti, ed è qualcosa che ora mi manca. In quel periodo le persone erano dure con me nel farmi capire che quello non era un fisico da sfilata.

Quindi per Jean Paul era importante avermi alla sua ultima sfilata ready-to-wear del 2015, e soprattutto facendomi indossare un outfit che non mi copriva molto. Sai, c'erano stylist o designer al tempo che mi facevano sfilare, ma sempre con qualcosa che coprisse parecchio il mio corpo. Quindi per lui farmi capire che voleva che io emergessi in quel modo, ha significato molto per me come giovane modella. E so che ha fatto lo stesso per molte altre persone.

gigi hadid by jamie hawkesworth

Evidentemente l'industria è cambiata, anche solo un po'. Ora sembri onnipresente, ma chi credi siano stati i mentori che ti hanno dato le prime chance?
Ovviamente la prima persona è stata mia mamma. E non solo nell'industria: mi ha sempre spinta a essere creativa, ha sempre esercitato un impatto positivo su di me, incoraggiandomi a esprimermi in ogni modo, che fosse cucinare, disegnare, cucire o lasciarmi usare e rompere le sue macchine fotografiche. Ma andando avanti con la carriera, direi Carine Roitfeld e Stephen Gan. Li considero i miei angeli custodi della moda. E poi c'è il mio manager, Luiz. Il fatto che Tommy Hilfiger mi abbia affidato quattro stagioni di una collezione è stato incredibile. Riporre tutta quella fiducia in qualcuno mi ha dato così tanta sicurezza in me stessa; è stato importante per me.

Hai citato Tommy, e sembra che sia molto importante per te poterti esprimere attraverso un personaggio quando posi. Credi che la tua carriera possa trasformarsi in un ruolo diverso nell'industria?
Credo che succederà quando invecchierò... un giorno avrò una famiglia e non so se farò ancora la modella. Adoro il lato creativo della moda, è così soddisfacente. Le persone con cui lavoro mi rendono davvero felice, sono molto fortunata ad averli accanto. Ma chissà? Forse cucinerò a tempo pieno!

Cosa cucineresti per cena per rendere qualcuno felice?
Dipende dalla persona. Una delle cose che preferisco è chiedere: "Qual è il tuo piatto preferito? Qual è la tua tipologia di cibo preferita?" E provo a farlo, anche se non l'ho mai cucinato prima. Mi piacciono queste piccole sfide. Mi piace chiederlo perché ti dice molto di una persona, è comunque qualcosa che la fa stare bene.

Come gestisci il ritmo dell'industria? Come stacchi?
Credo che il mio spazio per questo sia la fattoria. Tutti hanno bisogno di un loro spazio, o di un momento per loro, dove possono fare quello che amano. Per me è la fattoria, e ovunque possa fare i miei dipinti a olio al mattino e poi i puzzle al pomeriggio... Non so, varie cose. Questa cosa mi sono molto appassionata a creare opere con la resina e fiori essiccati. Credo sia molto importante imparare nuove cose ogni giorno, e anche se fai un disastro va bene, fa parte del gioco. Tutte queste piccole cose mi aiutano molto quando mi trovo in un contesto creativo.

gigi hadid by jamie hawkesworth

La distanza della fattoria da New York ti aiuta?
Assolutamente, e credo che la stranezza e la bellezza di quel posto deriva anche dal fatto che è isolato. Molte volte ci sono parenti o amici alla fattoria, ma capita spesso che io sia lì da sola, mi siedo nel mio cottage in silenzio e faccio delle piccole cose che mi rendono felice. Penso che quel posto mi dia anche l'energia e l'amore di cui ho bisogno per fare ciò che faccio. Mi ricarica le batterie.

Cosa faresti, a parte andare a dormire, se avessi una giornata libera durante la fashion week? Mettiamo che siamo a quella di Parigi o Milano, il momento in cui posso vedere gli amici è la fine del giorno, a un grande tavolo di un ristorante. Di solito non c'è una persona specifica, soprattutto perché tutti hanno schedule così folli e impegnate. Mi piace prenotare una grande tavolata in un ristorante. Una bella chiacchierata è qualcosa di memorabile per la fashion week. Durante la serata voglio vedere tutti felici, cerco di fare in modo che si sentano al caldo come a casa. Queste sono le mie serate preferite.

Cosa ti appassiona della moda?
Ho lavorato con l'UNICEF per alcuni anni. Ho iniziato a parlare con loro, dicendogli che volevo mettere a loro disposizioni il mio tempo e i miei canali comunicativi, e ho avuto il loro permesso. Sentivo di avere qualcosa da dare, che era una mia responsabilità. Così sono andata in Bangladesh a visitare dei villaggi e dei rifugi per donne e mi ha fatto pensare a tante cose. Che sia l'educazione o la sanità o l'indipendenza delle donna o qualsiasi cosa che possa aiutare la comunità a sviluppare le proprie risorse.

Qual è la cosa che ti rende più felice al mondo?
Ciò che mi rende felice è creare con e per le altre persone. Quei momenti davvero speciali al lavoro in cui capisci perché lo fai. Credo che sia la stessa sensazione che provo quando sono circondata dai miei amici, quando dipingo o quando cucino la cena per le persone che amo. Credo che sia semplicemente fare qualcosa per gli altri e renderli felici. È davvero piacevole e cerco sempre di creare momenti così durante la mia vita.

gigi hadid by jamie hawkesworth
Vestito in raso di seta fatto a mano, cintura in nastro adesivo di plastica, veletta di Maison Margiela Artisanal SS20 disegnate da John Galliano
gigi hadid by jamie hawkesworth
gigi hadid by jamie hawkesworth
Vestito in raso di seta fatto a mano, guandi in pelle, cappello di foglie e frutta, veletta e scarpe tabi lace-up di Maison Margiela Artisanal SS20 disegnate da John Galliano
gigi hadid by jamie hawkesworth
gigi hadid by jamie hawkesworth
Vestito in raso di seta fatto a mano, cintura in nastro adesivo di plastica, cappello di foglie, spilla di ortaggi, veletta di Maison Margiela Artisanal SS20 disegnate da John Galliano
gigi hadid by jamie hawkesworth
gigi hadid by jamie hawkesworth

Crediti

Fotografie: Jamie Hawkesworth
Styling: Olivier Rizzo
Capelli: Anthony Turner per Streeters
Trucco: Lynsey Alexander per Streeters con prodotti Lancôme Beauty
Unghie: Anatole Rainey per Premier con prodotti CHANEL Le Vernis Ballerina e CHANEL Le Lift La Crème Main
Assistenti alla fotografia: Cecilia Byrne e Mickael Bambi
Assistenti allo styling: Niccolò Torelli, Letizia Maria Allodi e Lisa Breton
Assistente ai capelli: Claire Grech
Assistente al trucco: Phoebe Brown
Produzione: Farago Projects
Producer: Zara Walsh
Assistenti alla produzione: Brigitte Suillivan e Benjamin Bornazzini
Direttore del casting: Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING
Modella: Gigi Hadid per IMG

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Moda