Un giorno con THERE, la crew queer che vuole abbattere le barriere dello skateboard

Prima del lockdown totale, abbiamo incontrato i membri di THERE Skateboards a Milano. Tra trick e confessioni, ci hanno spiegato perché questa scena ha un disperato bisogno di queer kids.

di Carolina Davalli
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02 aprile 2020, 11:25am

Dopo più di un mese chiusi a casa, sembra quasi impossibile pensare a quando era del tutto normale passeggiare per le strade, andare al parco e magari osservare pigramente gli skater che scorrazzavano sulle loro tavole nelle piazze lì intorno. E anche se ora ci sembrano miraggi offuscati, è importante aggrapparsi a questi momenti per ricordarsi che prima o poi avremo la possibilità di fare tutte queste cose ancora, e forse le apprezzeremo addirittura più di prima.

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A farci rivivere quei momenti di spensieratezza ci ha pensato Slam Jam, piattaforma poliedrica, hub creativo e retail, insieme a Brain Dead, il brand di streetwear portavoce delle sottoculture più contemporanee. Grazie all'unione di forze con Nike e la skate crew queer-inclusive chiamata THERE Skateboards, è nato un progetto che vuole abbattere le barriere dello skateboarding, dimostrandoci come, oggi più che mai, questa scena abbia bisogno di queer kids nel suo centro nevralgico.

Tutte crew—quelle di Slam Jam, Brain Dead, Nike e THERE Skateboards—che rappresentano gruppi umani con interessi comuni, tra cui prendere tutto ciò che viene considerato weird e di porlo nella contemporaneità a noi più strettamente legata, dando così voce a chi sta spostando l'asticella della creatività in spazi ancora a noi sconosciuti.

Lo skateboard viene infatti spesso associato a un'attitudine di machismo snello e flessibile, a un tipo di trasgressione che a volte si sfuma in quella di un'eterna adolescenza. Ma THERE Skateboards, crew di artisti, creativi e skater queer si è appropriato di questo stile di vita, estendendolo a tutte le tipologie di pelle, background e genere. Un'azione di ribellione verso la riscoperta di quei valori che sono la base su cui si fonda la cultura skate.

Fondato da Jeffrey Cheung e dal suo partner Gabriel Ramirez, la crew si è trovata a immergersi nei luoghi più iconici di Milano, creando dei cortocircuiti tra la quotidianità di una città e la loro essenza trasgressiva. Così, proprio come si pongono in netto contrasto con le dicotomie di genere e le norme sociali, THERE si sono fatti strada tra la gente con la sfacciataggine di chi quelle regole le analizza, le pesa, le ribalta con destrezza e le fa proprie.

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Queer Skate: Milano. Ecco il titolo dell'editoriale scattato da Valentina De Zanche, che ha documentato la crew seguendola attraverso gli snodi culturali della città di Milano, riprendendola mentre si confrontano con elementi urbani, passanti, monumenti e si destreggia nel traffico milanese.

Forse questi scatti ci sembrano così evocativi perché, anche se recenti, sembrano così lontani dal momento storico che stiamo vivendo ora. Però, se non altro, hanno il potere di farci prendere una boccata d'aria fresca, e di mantenerci concentrati sul futuro che ci permetterà di sentirci così liberi ancora.

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"Mi ricordo quando ero più piccolo e incontravo un altro skater, -- vengo da una cittadina molto piccola -- e pensavo strabiliato "Wow guarda, siamo entrambi skater!". Ecco, incontrare un skater queer è quella sensazione moltiplicata per dieci."

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"È assurdo, lo skate mi ha portato dal New Jersey alla California, e dalla California fino in Italia, è pazzesco! Chi l'avrebbe mai immaginato, veramente, è incredibile!"

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“Certe volte le persone mi chiedono "cosa, sei gay?" e io rispondo "sì, molto gay, ma ho uno skateboard in mano lo stesso!"

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Crediti

Art Direction Elia e Francesca Ciccone
Video e Fotografia di Valentina De Zanche
Prodotto da Slam Jam
Skaters: Leo Baker, Gabriel, Leo, Marbie, Jennifer, James, Tris, Jeffrey, Jessyka, Briana, Chandler, Kane, Nadair

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