Fot Di Petsa 

3 capi termosensibili che reagiscono al calore corporeo di chi li indossa

Sono i design Di Petsa, Pip Paz-Howlett e Sinead Gorey, che iniettano una dose di erotismo ed edonismo nella moda.

di Zoë Kendall; traduzione di Carolina Davalli
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09 maggio 2022, 9:37am

Fot Di Petsa 

In questo periodo, l’anno scorso, stavamo finalmente uscendo dal nostro claustrofobico ambiente domestico con cui abbiamo interagito a intermittenza per due anni, dilettandoci in quella potremmo definire timida sobrietà post-pandemica.

Ora che abbiamo ripreso confidenza con l’uscire di casa, il divertimento e la vicinanza tra corpi, l'abito "toccami" è diventato il capo più desiderato della stagione S/S 22. Ad esempio, la scorsa settimana un abito termosensibile del brand Di Petsa ha innescato di riflesso una reazione esotermica anche sui social media, un'effusione catartica di quella tensione erotica ed eccitante che la primavera e l’estate portano con sé. Realizzato in un materiale in similpelle progettato per "trattenere le impronte di calore […] di una mano, di abbraccio o di un bacio,” l'indumento diventato virale—e altri simili—evocano un immaginario da dancefloor sudaticci, baci al gusto di vodka e flirt tachicardici, richiedendo, in definitiva, il contatto con la pelle.

Il designer Pierre-Louis Auvray, noto per il suo stile futurista e d’avanguardia, aveva già previsto in tempi non sospetti questa nuova tendenza. A settembre 2019, il suo brand Forbidden Knowledge aveva fatto il proprio debutto alla NYFW, dove, tra giubbotti antiproiettile ispirati al genere Mecha e accessori tecnologici che sembravano attingere direttamente dall’estetica Gameboy, il designer ha proposto anche un body trasparente, stampato di rosso (e blu e verde) a infrarossi. Un anno più tardi, a gennaio 2021, questo stile stava spopolando su Instagram. Ma perché? Forse le stampe incarnavano gli impulsi contraddittori della nostra epoca: un desiderio crescente di intimità intrecciato a rinnovate ansie sociali. Da una distanza di due metri o attraverso un muro di plexiglass spesso quattro centimetri, questi erano indumenti che urlavano: "Guardare, ma non toccare.”

Per questa stagione, Sinead Gorey ha riattizzato quel fuoco che stava andando a scemare, portando avanti una serie di capi realizzati, questa volta, proprio per essere toccati. Oltre alle tipiche tute attillate, la collezione S/S 22 della designer londinese era composta anche da capi in similpelle termosensibile, un tessuto che cambia colore quando a contatto con il calore corporeo. Sul sito web di Sinead, una minigonna blu termosensibile è commercializzata con due impronte di mani rosa che campeggiano sul sedere: le tracce di un abbraccio sfacciato.

collezione s/s 22 di sinead gorey
Fotografie per gentile concessione di Sinead Gorey
collezione s/s 22 di sinead gorey
Fotografie per gentile concessione di Sinead Gorey

Con la sua collezione finale per il Master alla Central Saint Martins di Londra, anche il neolaureato Pip Paz-Howlett ha sperimentato con tessuti che reagiscono al calore. Attingendo dalla propria esperienza personale e dall’eredità culturale queer, l'abbigliamento maschile di Pip celebra e libera il corpo, abbracciando la forma maschile e offrendo così all’abito una nuova dimensione erotica. Ispirato all'edonismo dei film gay per adulti degli anni '70, da quella "fretta e imbarazzo di spogliarsi per il film", il designer ha traslitterato questi elementi nei propri abiti prediligendo tagli contorti e le silhouette decostruite che sembravano quasi staccarsi dal corpo. Molte delle stampe sono state tratte dalle riviste per adulti gay dell'epoca e un paio di slip erano decorati con l’impronta di una mano: una carezza grafica, trompe l'oeil.

I pezzi termosensibili della collezione avevano lo scopo di evocare il momento di massima intensità tra due partner sessuali, che fossero amanti o star del cinema porno, poco importa. "Volevo creare un capo che esprimesse erotismo senza aver bisogno di mostrare la pelle nuda,” racconta il designer. "Essendo fatto di un materiale termosensibile, la gonna può mostrare l’impronta delle gambe, dell'inguine e del sedere di chi la indossa, un escamotage che stimola il desiderio anche se la persona resta sempre completamente vestita."

collezione magistrale di pip paz-howlett
Fotografie per gentile concessione di Pip Paz-Howlett
collezione magistrale designer pip paz-howlett
Fotografie per gentile concessione di Pip Paz-Howlett

Anche per la designer greca Dimitra Petsa l’idea del tatto è sacra, soprattutto per il suo brand, Di Petsa. "Il calore corporeo è qualcosa di primordiale e naturale,” conferma. L'abito Memory of Touch della designer, realizzata in pelle vegana termosensibile, ha infatti lo scopo di trattenere e commemorare l'atto di toccarsi. "Ciò che la mente dimentica, il corpo lo ricorda,” commenta. “[Il vestito] parla dei ricordi che il nostro corpo custodisce: il tocco di una persona estranea, una testa appoggiata sulle nostre ginocchia o un abbraccio. Penso che tutte le nostre esperienze corporee creano delle impronte che si depositano sulla nostra pelle. Razionalmente, possiamo dimenticare queste interazioni, ma il nostro corpo ha una memoria diversa e ha la capacità di cambiarci come persone. Questi pezzi sono una visualizzazione di questo pensiero, mostrano i segni e il linguaggio della pelle e del tatto.”

Eppure, gli indumenti termosensibili di Dimitra non sono pensati solo per ricordare esperienze tattili. Le collezioni di Di Petsa sono sempre, in qualche modo, un richiamo all'amore per sé. In una storia Instagram pubblicata recentemente dalla designer, una modella indossa il suddetto vestito e ne accarezza i contorni in similpelle, trascinando un dito sulla coscia e lasciando le tracce delle sue mani sul busto. "[Questi indumenti] ti spingono a giocare con i tuoi vestiti, invitano chi li indossa a toccarsi—una cosa che penso che le persone debbano fare molto di più.”

collezione A/W 22 di petsa
Fotografie per gentile concessione di Di Petsa
collezione A/W 22 di petsa
Fotografie per gentile concessione di Di Petsa
collezione A/W 22 di petsa
Fotografie per gentile concessione di Di Petsa

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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