15 gallerie, progetti e serate a Bologna che dovresti conoscere

Dagli spazi espositivi al clubbing, ecco alcune realtà da tenere a mente la prossima volta che passi per Bolo.

di Carolina Davalli e Carlotta Magistris
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22 marzo 2022, 9:01am

A sinistra: immagine di Undicesimacasa; a destra: immagine di Adiacenze

Centro nevralgico culturale e controculturale d’Italia, Bologna è un epicentro creativo in cui tradizioni secolari incontrano l’innovazione, dove la storia si scontra con progettazioni proiettate verso il futuro. Un bacino di riferimenti, correnti e movimenti che sfidano lo status quo per spingere la progettazione artistica verso nuove frontiere e soluzioni.

Ecco perché abbiamo scelto questa città come nuova tappa della nostra rubrica che indaga gli spazi, le piattaforme e i collettivi che animano il sottostrato culturale italiano, quelle realtà che, spaziando dall’arte alla musica, dalla performance alla divulgazione, si stanno affermando nel contesto creativo del paese. Scopri qui sotto quelle che abbiamo scovato nel perimetro di Bologna.

I progetti, gli spazi artistici e culturali da conoscere a Bologna

UNDICESIMACASA

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Nata alla fine del 2019, la piattaforma ospita un “gruppo eterogeneo e turbinoso di creature ed entità”, una community accomunata da un’esigenza di portare a Bologna esperienze musicali trasversali, abbattendo i limiti di genere attraverso la proposta di live e dj set ibridi e schizofrenici. Collaborando con realtà locali e non—tra cui Maple Death Records, Freakout Club, Link e Fango Radio—la piattaforma si propone come hub per la scena musicale underground italiana, una rete eterogenea e collaborativa tra “chi della musica (e del conseguente senso di aggregazione) non può fare a meno.”

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TRANSIA

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Fotografia di Giulia Gamberini

Transia è un “community based party antifascista e macho free zone” nato nel 2017 da un duo di dj attiviste—Marylou Di Martino e Pauline Santoro. L’obiettivo dietro al progetto è sia quello di autofinanziare il MIT - Movimento Identità Trans, sia quello di creare uno spazio sicuro rivolto principalmente alle soggettività trans, drag, lesbiche, queer e non binarie. Dal Pride 2021, la serata ha preso forma come gruppo autonomo composto da queste identità e altre soggettività dissidenti esprimendo l’urgenza di dare spazio a forme e visioni diverse ma sinergiche, favorendo la costruzione ed evoluzione degli immaginari trans/queer attraverso la musica, l’arte, la cultura e il potenziamento della collettività, mantenendo la sua identità di benefit party per realtà e associazioni che si occupano di politiche trans.

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Mentalità

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Fotografia di Arianna Brogio

Dalla “paralisi totale dello svago bolognese” nasce nel 2020 il collettivo Mentalità: pochi club, niente line-up, no headliner. Solo “balotta fresca” e una ricerca musicale rivolta a sovvertire e aggiornare la club culture nazionale. Insinuandosi in spazi apparentemente lontani all’immaginario legato al mondo del clubbing, il collettivo li trasforma in templi senza regole, orari o schemi. Trance, acid, break, techno, house, folklore romagnolo, canti provenienti da luoghi lontani; la rassegna musicale di Mentalità scalfisce tempi e spazi con un unico obiettivo, quello di offrire un mezzo di escapismo dalla frenesia della quotidianità attraverso il rituale della danza.

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Casa Hooligan

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Fondata da tre artisti contemporanei e situata in una casa abbandonata da loro originariamente occupata—e successivamente comprata—Casa Hooligan ospita ad oggi circa quaranta persone, dislocate sui vari piani e nelle varie camere. Un collettivo i cui membri cambiano periodicamente identità per non farsi riconoscere e che opera nel contesto della musica, della letteratura e dell’arte in generale. “La sera c’è sempre un concerto, strumenti improvvisati, musicisti professionisti o poeti. C’è chi disegna, chi legge, chi fa ritratti agli altri e chi sta semplicemente zitto,” ci confidano. L’obiettivo? Quello di incapsulare le nuove correnti artistiche e progettuali della scena underground. La prima uscita in pubblico di Casa Hooligan è stato infatti IL TEMPO è FINITO!, un progetto espositivo di 95 artistз nella grotta del Megastore Sonic Belligeranza di Dj Balli in Via Mascarella.

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Sonic Belligeranza Megastore

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“Dimenticatevi del Virgin Megastore, questo è quello di Sonic Belligeranza: 6 metri quadrati dedicati a ogni sorta di avanguardia e retroguardia e casa di Sonic Belligeranza Records,” descrive Dj Balli del suo hub bolognese. Situato in via Mascarella 16/a, lo spazio ospita l’universo sonoro di Sonic Belligeranza, la cui missione è quello di proporsi come “WWF dei dischi”, dove sono tutelate e preservate le specie a rischio della musica—vinili, CD, cassette, ma anche USB d'artista, floppy disc, 78 giri eccetera. Prende così forma un ecosistema sonoro naturale, dove è possibile avvicinarsi, toccare con mano, manipolare, scambiare, suonare, rompere o adorare i supporti fisici in ambito musicale.

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GALLLERIAPIÙ

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The othe shapes of me

Fondata nel 2010 da Veronica Veronesi nel distretto culturale della Manifattura delle Arti a Bologna, la galleria si focalizza in particolare sulla ricerca e la sperimentazione artistica. Il progetto supporta talenti emergenti (e non) nazionali, figure unite da “un estetica con conseguenze”, ossia da pratiche artistiche perturbanti che analizzano e criticano le urgenze della società attuale e futura. Oltre a un programma espositivo, la galleria ospita progetti trasversali di stampo performativo, relazionale e partecipativo, dando spazio alla scena contemporanea e alle nuove realtà indipendenti. Ma non è tutto, perché lo spazio agisce anche in collaborazione con la web radio OC!WR, una piattaforma online di musica sperimentale e ospite stabile del basement della galleria.

Segui GALLLERIAPIÙ e scopri di più sulla nuova mostra GARDEN OF TRUST. Visual correspondence between Gluklya and Kati Hornaqui.

Inuit Bookshop

Fondata nel 2011, Inuit si occupa di promozione e produzione di editoria illustrata e di grafica d’arte. Situata nella zona universitaria, la libreria propone al pubblico una selezione di fumetti indipendenti, libri d’artista e stampe d’autore, divulgando il lavoro di artisti e artiste indipendenti internazionali. Poco lontano dalla libreria troviamo la Stamperia Artistica Inuit, un laboratorio specializzato in serigrafia e risograph e centro nevralgico delle edizioni autoprodotte e dei progetti artigianali per clienti esterni—molti dei quali hanno partecipato ai principali festival europei di illustrazione, fumetti ed editoria. Parte della rete di Inuit è anche l’Atelier, un luogo dedicato prettamente alle collaborazioni artistiche che ospita mostre e workshop di stampa.

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Marktstudio

Marktstudio progetti gallerie spazi collettivi clubbing a bologna

Spazio espositivo, contenitore di progetti artistici, ma anche progetto artistico in sé, Marktstudio nasce da un'idea di Giuseppe De Mattia, sotto la direzione artistica di Enrico Camprini e Chiara Spaggiari, con la collaborazione di Angelica Bertoli e Alessia Sebastiani. Sorgendo su un ex laboratorio e negozio di cornici situato nell’area della città denominata Manifattura delle Arti, lo spazio ha l’obiettivo di “indagare i cortocircuiti interni alle tradizionali concezioni di spazio espositivo e di vendita,” partendo dalla dimensione di bottega per inserirsi nel panorama degli spazi commerciali della città. Sovvertendo e ripescando dalla storia delle esposizioni, delle mostre e della curatela, Marktstudio propone un nuovo format per l’arte: MERCE, una modalità differente che si aggiunge alla canonica fruizione di questa disciplina. Tutte le mostre dello spazio sono infatti visibili sia dall’interno che dall'esterno, attraverso la vetrina, in un clash comunicativo tra opera, spazio e pubblico.

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fraLE

Nata nel 2020 ma fruibile al pubblico dal 2021, fraLE è una piattaforma e uno spazio di supporto formato da e dedicato aз operatorз dell’arte. Composto da un team eterogeneo e multidisciplinare—tra cui Federica Brigo, Giulia Cannata, Paolo Radin ed Emanuel Tessari—il collettivo si offre come luogo in cui condividere esperienze, prospettive, consigli e incoraggiamenti per chi naviga (o intende navigare) il mondo dell’arte. Il progetto opera secondo una serie di incontri gratuiti, elevandosi a luogo privilegiato per lo scambio di idee, progetti e processi relativi all’arte contemporanea e alle sue manifestazioni. Basato su un approccio collettivo e relazionale, fraLE fa della condivisione e della trasparenza i propri valori fondanti e mezzi attraverso cui farsi strada nel sistema creativo e dell’arte.

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Adiacenze

Adiacenze progetti gallerie spazi collettivi clubbing a bologna
2017, Andrea Familiari, NOTES

Fondato a Bologna nel 2010 da Amerigo Mariotti e Daniela Tozzi, lo spazio curatoriale ha come obiettivo quello di sostenere e valorizzare la ricerca di artistз emergentз attraverso l’ideazione e la realizzazione di progetti site specific e incoraggiando le nuove voci dell’arte italiana a sondare modalità espressive inedite. Adiacenze diventa dunque uno spazio di creazione e di diffusione dell’arte sia attraverso progetti in sede, sia organizzando mostre, presentazioni e laboratori in ambienti. Ma il raggio d’azione di Adiacenze va oltre i perimetri della città, in particolare con il progetto SWAP, una residenza e mostra internazionale in collaborazione con l’atelier Cone7 presso la città di Bergen, in Norvegia. 

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Collettivo Franco

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Urban Canopy, Fotografia di Francesca Paola Marino

Per Collettivo Franco l’arte “è un mezzo di ascolto e di comunicazione, un mezzo di interazione col pubblico, capace di intervenire sulla quotidianità.” Un approccio che il progetto artistico esprime attraverso la creazione e produzione di arte pubblica, in particolare attraverso i linguaggi della grafica, dell'illustrazione, del design e del printmaking. L’obiettivo è quello di delineare un tipo di progettualità tesa all’attivazione del pensiero creativo e dell’immaginazione collettiva, una pratica in cui la gestualità artistica diventa politica, e vice versa. Alla base del collettivo, infatti, c’è un metodo di lavoro sperimentale, inclusivo, radicale e sociale.

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No Glucose Festival

Dall’incontro nel 2015 delle 16 pagine della fanzine No Hope—uno spazio aperto ai racconti generazionali e alle passioni musicali condivise di una piccola comunità di studenti universitari—con il blog Sniffin’ Glucose nasce il festival indipendente e “mashup identitario” che dà il nome alla cricca. Oggi, dopo centinaia di live in giro per la città e diverse edizioni del festival—a cui si è aggiunto lo spin-off Inverno Fest—, No Glucose si ha preso una forma adulta e consapevole di associazione culturale eclettica e sperimentale. La programmazione, che si manifesta anche nella collaborazione con realtà culturali locali, accoglie e promuove proposte artistiche inedite che vanno oltre i confini del (post-)punk originario—tra cui il lavoro di Pufuleti, Anika, Boy Harsher e 75 Dollar Bill.

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Girovelle Psicotroniche

Girovelle Psicotroniche progetti gallerie spazi collettivi clubbing a bologna
Nostromo Bonelli

“Crew di selektor” (dj) e produttori di musica elettronica nata nel 2020, Girovelle Psicotroniche è un collettivo che vive sulle ceneri di altre realtà locali—come Bologna Elettrica e Futuro Dancefloor—e organizza concerti, feste, serate e altre forme ibride di aggregazione culturale legate alla musica elettronica. Membri del progetto sono dj e produttori tabache, POL, nostromo bonelli, FLAW e bech. Nel 2022 con la release Cybercaravaggio​/​Teknoboschano EP di Nostromo Bonelli, il progetto diventa anche etichetta discografica la cui missione rimane la stessa: "scatenare, attraverso onde sonore distorte e sincopate, “catartiche danze cybertribali.”

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Nelumbo Open

Spazio espositivo gestito e curato da un team eterogeneo composto dalla fondatrice Camilla Hilbe e la curatrice Yulia Tikhomirova, Nelumbo ospita nelle proprie superfici sperimentazioni creative inedite, invitando artistз, collettivi e curatorз a usare gli spazi della galleria come luogo di ricerca, creazione, studio, ambiente didattico ed espositivo con l’obiettivo di “innescare processi di apertura e confronto che generino nuovi contenuti e nuove competenze.” Se hai cerchi un luogo in cui mettere in scena, alla prova o in pratica le tue visioni artistiche, ora sai dove andare.

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TIST – This Is So Temporary

TIST – This Is So Temporary progetti gallerie spazi collettivi clubbing a bologna

Inaugurato agli inizi di febbraio 2021 presso uno spazio industriale di Rastignano (BO) TIST – This Is So Temporary è un progetto curatoriale e artistico di stampo laboratoriale aperto a collaborazioni multidisciplinari. Ogni mese, la curatrice Yulia Tikhomirova e l’artista Michele Liparesi, propongono una mostra temporanea di appena 20 giorni, focalizzandosi sui linguaggi espositivi e artistici che assecondano il progetto. Dall’installazione alla video arte, dal progetto grafico urbano alla performance inclusiva, la natura fluida di TIST rende questo progetto versatile, proteiforme e capace di contenere manifestazioni artistiche sperimentali.

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Crediti

Testo: Carolina Davalli
Immagini: per gentile concessione delle piattaforme, spazi e collettivi

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