7 make-up iconici di Grace Jones

74 anni tra performance, passerelle e allo Studio54.

di Beatrice Birolo
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19 maggio 2022, 11:10am

Nata nel 1948 a Spanish Town, Giamaica, Grace Jones si trasferisce a New York con la famiglia nei primi anni ‘60, dove inizia a farsi strada come modella emergente sotto l’agenzia Wilhelmina, per poi sfondare come top model nella moda parigina e lavorare con stilisti come Yves Saint Laurent e Kenzo e fotografi del calibro di Helmut Newton e Guy Bourdin. Sono gli anni ‘70, ed è allora che decide di rasarsi, adottando quel suo inconfondibile look anticonvenzionale, scultoreo, a tratti fantascientifico.

Da quel momento, inizia a sperimentare con i propri capelli, personalizzandoli con forme geometriche e in stile flat top fade, abbinato a make-up taglienti. Come nella cover del suo primo album, Porfolio (1977), con cui salì alla ribalta delle icone della club scene globale, in cui compare ricoperta di pigmenti ciano sulle palpebre, bordeaux su guance e sopracciglia, eyeliner bold e labbra rosso mattone. Oppure quando recitò nel film Vamp (1986) di Richard Wenk interpretando una spogliarellista vampira, il cui corpo è stato dipinto di bianco in stile Keith Haring, con tanto di parrucca rosso fuoco, labbra della stessa tonalità e lenti blu acceso.

Così, abbiamo passato in rassegna tutti i suoi make-up e beauty look per individuare i 7 più iconici e indimenticabili.

Ritratto scattato da Gilles Pétard/Redferns (1977)

Durante uno shooting Grace viene ritratta in questa posa delicata e vigorosa allo stesso tempo, con indosso una lunga parrucca bionda a forma di treccia che le adorna il viso scolpito, un cat eyeliner inverso come trucco occhi e labbra luminose di un leggero nude scuro.

Sulla cover di V Magazine, foto di Jean Paul Goude (2009)

Il celebre make-up artist inglese Terry Barber ha unito le forze col designer, fotografo e illustratore francese Jean-Paul Goude per realizzare la copertina di V Magazine. Dopo averle rasato le sopracciglia, Barber applica una linea di eyeliner oro metallizzato (invece del solito nero), accoppiato a ombretto scuro sfumato dalle palpebre fino alle tempie e a labbra glossy e bordeaux. Lo scatto è diventato subito iconico.

In “Vamp” di Richard Wenk (1986), nei panni di Katrina

In questa horror-comedy diretta da Richard Wenk, Grace indossa i panni di Katrina, una vampira che lavora come barista. In questo viaggio onirico, Grace sfoggia un intricato body paint bianco su tutto il corpo, eseguito dal leggendario pop-artist americano Keith Haring. Del volto, invece, se ne occupò la make-up artist Joanne Gair, che creò l’ennesimo beauty look iconico dell’attrice, pitturandole l’intera faccia di bianco opaco, eyeliner alla Cleopatra e labbra grafiche rosso fuoco, il tutto abbinato a una parrucca della stessa tonalità e lenti a contatto blu.

AfroPunk Festival, New York 2015

Un altro body paint a mosaico, sempre ispirato da Keith Haring ma realizzato stavolta dal truccatore Robert Greene. Per il live all’AfroPunk Festival, Grace Jones decide di replicare il look che il pop artist aveva realizzato per uno shooting del 1984 con Robert Mapplethorpe, che il mua realizzà mettendoci comunque il suo tocco, e lo fece a mano libera, utilizzado una miscela di colori acrilici e a base d’acqua per le vibranti linee bianche, sigillando il tutto con uno spray fissante a lunga durata. Al di sotto le linee, si intravedono un rossetto nero, eyeliner allungatissimo e palpebre ricoperte di un rosso aranciato.

Cover dell’album “Nightclubbing” (1981), foto di Jean Paul Goude

La copertina del quinto album di Grace Jones è una fotografia dipinta intitolata Blue-Black in Black on Brown, realizzata a New York da Jean Paul Goude, l’artista fracese con il quale ha collaborato spessissimo. Grace indossa un completo di Armani da uomo a spalla larga, con una sigaretta spenta in bocca: il taglio di capelli flat top fade e le ossa del petto affilate e danno risalto alla brillantezza della pelle di tonalità blu-viola-nero. Lo sguardo è reso freddo da leggere sfumature nere verso l’esterno del viso da labbra color mattone e super glossy.

In “Conan il distruttore” di Richard Fleischer (Stati Uniti, 1984)

Dopo 6 album e qualche ruolo nel cinema indipendente, Grace Jones deve il level up della propria carrierra al sequel di Conan il Barbaro, grazie al quale ottiene una nomination ai Saturn Awards. Qui recita insieme ad Arnold Schwarzenegger, nei panni della guerriera amazzone Zula, personaggio portato in vita anche grazie al team di truccatori Giannetto De Rossi e Luigi Rocchetti: viso fresco, sopracciglia accentuate per darle uno sguardo più contratto, eyeliner appena accennato ma deciso che contornava gli occhi e rossetto sheer-nude.

007 - Bersaglio mobile, John Glen (Regno Unito, 1985)

Dopo il grande successo dell’album Nightclubbing e del suo ruolo di attrice come Zula, vediamo Grace in un’altro ruolo ancora più iconico di quello precedente: impersonò May Day nel film del 1985 007 - Bersaglio mobile diretto da John Glen. Come Bond Girl fu forse quella più iconica di sempre, grazie alle creazioni del noto stilista tunisino Azzedine Alaïa, una catsuit e blazer nero con l’immancabile e caratteristico cappuccio dell'attrice, in combinazione  al trucco che portava, un ombretto color prugna sfumato oltre l’impossibile, che le donava uno sguardo deciso (accompagnato dall’immancabile eyeliner, certo) con sopracciglia affilate, un blush rosso vivo sfumato fino alle tempie e labbra di un rosso più acceso e concentrato al centro.

Crediti

Testo: Beatrice Birolo
Artwork cover: Elisa Paiardi

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