6 designer emergenti del Polimoda di Firenze che dovresti tenere d'occhio

Settimana scorsa, le collezioni finali degli studenti Polimoda hanno sfilato occupando una delle piazze più famose d'Italia. Noi abbiamo selezionato le migliori.

di Alexandre Zamboni
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08 luglio 2021, 8:19am

Immagine di sinistra: look della collezione di Domenico Orefice; Immagine di destra: look della collezione di Oluwafeyitimi Chukwueneka Majekodunmi; Fotografie di Gabriele Rosati

Firenze, 29 giugno 2021. Il suono dei violini, i marmi policromi di Santa Maria Novella, e il caldo vento dell’estate. È forse una scena inedita di Camera con Vista? No, è il suggestivo sfondo di Art Thou (Know Yourself), il Graduation Show del Polimoda di Firenze, evento che ha dato il via alla centesima edizione di Pitti Uomo.

Si tratta di un appuntamento importante che profuma di rinascita e speranza, un giardino segreto collocato in una delle piazze più suggestive d’Italia, con al centro del labirinto un'installazione dell’artista Rob Mulholland. L’evento celebra non solo la kermesse storica fiorentina ma anche il 35 anniversario di Polimoda, il primo Graduation Show sotto la guida del nuovo direttore della scuola, Massimiliano Giornetti, noto designer ed ex direttore artistico di Salvatore Ferragamo.

Art Thou si propone di essere un incubatore di talenti inclusivo e diversificato, una celebrazione dell’individualità di ogni designer, libero di esprimere con libertà e autenticità il proprio io. Come spiega Giornetti: “Art Thou non è solo una passerella, è un’ode all’individualità e alla diversità. Ognuno di noi rappresenta un universo, un'identità multiforme, in una contemporaneità dove essere diversi è il vero rischio.”

Accompagnate da un’orchestra sinfonica, le 27 collezioni create da 13 talenti italiani e 14 nomi internazionali hanno sfilato e composto la selezione realizzata dai docenti della scuola insieme a Massimiliano Giornetti, e a Caroline Issa, CEO e Fashion Director di Tank magazine. Tra i nomi selezionati non c’erano solo gli studenti del corso di Fashion Design, ma per la prima volta nei trentacinque anni anche gli allievi di tutti i corsi dell’area Design della scuola fiorentina.

Così, noi di i-D abbiamo selezionato 6 giovani designer della classe 2021 Polimoda, chiedendo loro di sintetizzarci in poche parole chiave le proprie collezioni, estremamente eterogenee a livello visivo, ma che conservano in sé un certo calore comune, un’ansia di vivere e raccontare ossessioni e sensazioni tenute in letargo durante questi ultimi lunghi mesi di riflessione.

Ecco quindi 6 talenti emergenti del Polimoda che dovresti conoscere

Domenico Orefice, “Equilibrio tra ansia, paura e caos”

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Fotografia di Gabriele Rosati

Quando in arrampicata si attua il metodo “free solo”, la tensione è alle stelle e bisogna trovare un equilibrio per gestire con lucidità il pericolo del vuoto. La collezione di Domenico è una riflessione su un guardaroba tecnico, pensata per lo scalatore metropolitano, il quale per sopravvivere il presente ha bisogno di capi funzionali in grado di rispondere alle esigenze della contemporaneità.

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Paulo Guilherme Mileu Soares, “Crumbling Gyre”

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Fotografia di Gabriele Rosati

Una narrazione teatrale, romantica, che ci trasporta in un universo queer dall’allure inquietante e futuristica. La collezione di ispira a una fiaba di una marionetta scomposta e finalmente libera di muoversi autonomamente. I modelli interpretano la parte mimando i gesti robotici e teatrali del fantoccio di legno, indossando abiti dai volumi importanti e tacchi vertiginosi che sfidano la gravità.

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Marina Coppola, “Amara austerità”

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Fotografia di Gabriele Rosati

Gessati, rasi e colori caldi innescano un confronto tra silhouette maschili e linee prettamente femminili. Un guardaroba che sfida la donna del presente, e che si giostra abilmente tra le linee pragmatiche dei look e la sensualità dei tessuti che le compongono.

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Oluwafeyitimi Chukwueneka Majekodunmi, “Prudentes sicut serpentes, sed simplices sicut columbae (As wise as serpents, but as simple as doves)”

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Fotografia di Gabriele Rosati

Un lavoro autobiografico che scompone e riprogetta la divisa scolastica, analizzando il ruolo che essa opera nella costruzione dell’identità di genere. Capi tradizionali come la camicia vengono accompagnati da gonne da uomo in tartan con nuove e audaci proporzioni, mentre blazer stampati si fanno ampi e rigidi. La collezione strizza l’occhio al mondo dello sportswear, e in modo particolare a quello del rugby, appropriandosi di convenzioni e accessori tipicamente connessi all’ambiente posh dei college inglesi.

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Lucrezia Bargellini, “A portrait of you”

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Fotografia di Gabriele Rosati

La collezione maschile di Lucrezia Bargellini è pensata per essere una lettera d’amore, con una serie di capi che abbracciano colui che la indossa creando una sorta di patina emotiva. I colori e tessuti sono discreti, e mostrano una mascolinità sensuale, delicata ed efebica.

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Valerie Armas, “Llorona”

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Fotografia per gentile concessione di Valerie Armas

Una serie di bambole vintage dall’allure arts and crafts aprono la sfilata, e come se fossero appena riesumate da uno scrigno dimenticato, ci trasportano in un universo romantico ed estremamente nostalgico. Un patchwork di fiori, nastri e balze decora silhouettes iper-femminili realizzate con tessuti sfilacciati dai colori polverosi.

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Crediti

Testo di Alexandre Zamboni

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