Sinistra: Elisa indossa top e leggings Marco Rambaldi. Fascia per capelli Prada. Orecchini Blumarine. Anello Ilenia Corti Vernissage. Destra: Lola indossa camicia, top e gonna MSGM

Gli scatti di Bekka Gunther sono una rivendicazione dell'identità lesbica

Con una serie di ritratti essenziali, la fotografa californiana based a Milano ha immortalato le lesbiche indomabili della scena locale.

di Gloria Venegoni
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04 giugno 2021, 12:54pm

Sinistra: Elisa indossa top e leggings Marco Rambaldi. Fascia per capelli Prada. Orecchini Blumarine. Anello Ilenia Corti Vernissage. Destra: Lola indossa camicia, top e gonna MSGM

Le donne e la loro immagine sono oggi al centro del dibattito pubblico, innescando analisi, riflessioni e decostruzioni di quei bias e pattern patriarcali che continuiamo più o meno inconsciamente a perpetrare. Il nodo problematico, però, è che dell’estetica dei corpi femminili e della loro esistenza se ne parla esclusivamente per categorie stereotipizzanti, valutate sulla base di aspettative machiste ed eteronormate e posizionate in una sorta di scala butch-femme, che va da Lea Delaria a Cara DeLevigne, passando per Sarah Paulson e Kristen Stewart—avete presente quel meme dei Griffin in cui Peter incontra un poliziotto con una palette di skin tone per classificarlo in una scala che va da buono a cattivo a seconda dell’incarnato? Ecco, funziona più o meno così anche per le lesbiche.

Costantemente riproposta dai media—che si tratti dei quotidiani o di film e serie tv—, questa standardizzazione si è insinuata prima nell’immaginario collettivo e poi nelle percezioni individuali, stabilendosi come filtro deformante della visione che si ha di sé e delle persone con cui si interagisce. E questo insieme di stereotipi, canoni e aspettative non risparmia la comunità queer. Per questo Bex Gunther, fotografa californiana di base a Milano, ha realizzato una serie fotografica che vuole rivendicare la rappresentazione e la narrazione delle donne lesbiche.

model nonbinary con tatuaggi e topless
Gio indossa pantaloni Philosophy di Lorenzo Serafini.

Il suo progetto, oggi, si dimostra più rilevante che mai. Le migliaia di sfumature della persona lesbica, infatti, sono ormai talmente standardizzate da aver assunto nomi precisi, come fossero etichette di merce al supermercato—chapstick, lipstick, butch, tomboy, femme, per dirvene alcune—, ciascuna delle quali corrisponde una certa estetica e una presunta identità, come se un singolo aggettivo potesse riassumere l’individualità estremamente stratificata di una persona.

Da una parte, infatti, della donna lesbica si parla poco; dall’altra, quando se ne parla, lo si fa o per stereotipi, o in relazione a tematiche privilegiate all’interno del discorso pubblico (donne etero o uomini gay, ad esempio) o, ancora, con un approccio feticistico dovuto a una mentalità fallocentrica che vede la coppia femminile come token sessuale. Tutto questo si ripercuote sulla vita pragmatica ed emotiva di migliaia di persone, schiacciate dalla pressione sociale di dover corrispondere in qualche modo a quelle categorie.

l'influencer nonbinary luce con un due pezzi blu e viola foto di Bekka Gunther
Luce indossa camicia e jumpsuit Acne Studios. Gioielli dall'archivio del* modell*.

Sei lesbica e porti i tacchi alti e i capelli lunghi? Ecco che la tua sessualità verrà messa in dubbio un giorno sì e l’altro pure, dando per scontato che tu sia etero dall’occhio allenato all’eteronormatività e a presumere l’eterosessualità del prossimo. Allo stesso tempo, però, questa estetica “femme” iper femminile rimane la più rappresentata dai media—vedi: canonica coppia lesbica bionda-mora—, che raccontano storie saffiche per mantenere alto l’audience, appagare il pubblico maschile ed evitare che il pubblico cis-het non si senta “minacciato” da una donna che rifugge ogni categorizzazione.

Di fatto, nella società di oggi, non c’è scampo: l’aspetto esteriore di una persona—soprattutto se donna—definisce automaticamente la sua identità di genere. Per non menzionare le donne transgender lesbiche: nell’immaginario comune loro nemmeno esistono, perché il fatto che sessualità e identità di genere siano due questioni totalmente separate e sconnesse è un concetto ancora difficile da comprendere.

ragazza con pallone sulla spalla, foto di Bekka Gunther
Francesca indossa giacca Giuseppe Buccinnà, vestito Gucci e orecchini Ilenia Corti Vernissage.

Il corpo lesbico, inoltre, viene costantemente e pesantemente sessualizzato, e ciò comporta una quasi totale cancellazione dall’immaginario collettivo di persone lesbiche appartenenti a etnie che non siano quella caucasica, o che non siano giovani attraenti. Avete mai visto una coppia di lesbiche over 60 rappresentata in una serie tv? No, non valgono le presunte lesbiche anni ‘50 con la longuette alla Cate Blanchette di Carol. Parliamo di donne con rughe e capelli grigi, i cui corpi vengono cancellati perché non corrispondenti ai canoni di bellezza lesbica papabile per pubblico etero; e questo vale anche viceversa per le donne cis-het: bastano dei presunti lesbian trait, come un pixie cut o un mullet troppo squadrato, per finire nella categoria “lesbiche”.

L’imposizione di questi canoni estetici eteronormati e la mancanza di rappresentazione della donna lesbica reale—quella che non vive in The L World e non è una modella androgina di Calvin Klein in sweatpant e camicia da uomo—è una questione di potere e influisce sulla libertà d’espressione dell’identità queer. Con le sue fotografie, Bex, donna lesbica che scatta donne lesbiche, vuole proprio ribaltare queste dinamiche di forza, sottraendo la narrazione della community alle persone esterne alla community. Scattate a Milano, queste immagini celebrano l’orgoglio lesbico, mostrando immaginari diversi e dando voce alle mille sfaccettature dell’identità lesbica e dell’amore saffico, rifuggendo definitivamente qualsiasi tipo di inquadratura.

coppia lesbica che ride una persona nonbinary tatuata e una ragazza che ride
Sinistra: Gio indossa pantaloni Philosophy di Lorenzo Serafini. Destra: Ella indossa blazer Moschino. Culotte N#21. Gioielli dall'archivio della modella.
una coppia di ragazze lesbiche mixed abbracciate, foto di Bekka Gunther
sinistra: Loredane indossa vestito Missoni e orecchini Adais. destra: Sarah indossa giacca Jacob Cohen.
primo piano dell'influencer nonbinary Luce foto di Bekka Gunther
Luce indossa camicia Acne Studios. Orecchini dall'archivio del* modell*.
coppia che ride
Sinistra: Gio indossa pantaloni Philosophy di Lorenzo Serafini. Destra: Ella indossa blazer Moschino. Culotte N#21. Gioielli dall'archivio della modella.
ragazza con giacca di pelle marrone e orecchini a fiamma foto di Bekka Gunther
Francesca indossa giacca Giuseppe Buccinnà, vestito Gucci e orecchini Ilenia Corti Vernissage.
coppia di ragazze che si toccano le mani, foto di Bekka Gunther
Sinistra: Martina indossa vestito Alberta Ferretti. Gioielli dall'archivio della modella. destra: Agnese indossa vestito Act N.1. Gioielli dall'archivio della modella.
coppia di ragazze lesbiche su sfondo nero foto di Bekka Gunther
Sinistra: Agnese indossa camicia Vivetta. Gioielli dall'archivio della modella. Destra: Martina indossa camicia Ardusse. Pantaloni dall'archivio della modella.
elisa influencer nonbinary foto di Bekka Gunther
Elisa indossa top e leggings di Marco Rambaldi. Fascia per capelli Prada. Orecchini Blumarine. Anello Ilenia Corti Vernissage. Sneaker dall'archivio del* modell*.
Bekka e Denise vestite in due pezzi viola e rosso porpora, foto di Bekka Gunther
sinistra: Bex indossa completo Valenti Denise. destra: Denise indossa completo Valenti Denise. Anello dall'archivio della modella.
lesbiche anziane legate per mano
sinistra: Milly indosa camicia e pantaloni Alberta Ferretti. Scarpe Prada. destra: Susanna indossa jumpsuit Alberta Ferretti. Scarpe Prada. Gioielli dall'archivio della modella.

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Crediti

Fotografia: Bex Gunther
Assistente fotografia: Andrea Zonta
Stylist: Ivan Bontchev
Assistente styling: Francesca Farina
Capelli: Liv Holst
MUA: Giulio Panciera
Assistente MUA: Anna Pellegrini
Prop stylist: Elisabetta Sapia Goya 

Modell*

Gio (they/them) e Ella Bottom Rouge (she/her) 
Luce (they/them)
Loredane (she/her) e Sarah (she/her)
Francesca (she/her)
Lola (she/her) 
Agnese (she/her) e Martina (she/her) 
Elisa (they/them)
Milly (she/her) and Susanna (she/her)
Bex (she/here) and Denise (she/her)

Testo di Gloria Venegoni

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