Spazio Maiocchi dà il via alla riapertura delle mostre milanesi con "Colorado"

Curata da KALEIDOSCOPE, la personale di Peter Sutherland racconta il suo viaggio alla riscoperta dei paesaggi che hanno fatto da sfondo alla sua infanzia in Colorado, prima di svoltare nella Grande Mela.

di Carolina Davalli
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04 giugno 2021, 1:21pm

Fotografie di Peter Sutherland

Per chi vive in città è facile mitizzare la sensazione di immersione nella natura. Spaesamento, novità, emozione, vacanza; sono queste le parole chiave che iniziano ad aleggiare sui contesti naturali vissuti da chi proviene dalle grandi città come Milano, Londra e New York. Per le persone che invece nascono e crescono già immerse nei grandi ambienti naturali incontaminati, tornare in quei luoghi significa solamente una cosa: casa.

Lo sa bene Peter Sutherland, artista visivo e fotografo classe ‘76, che, nonostante i vent’anni da abitante attivo della Grande Mela, trova la propria dimensione solamente nella sua terra natale, il Colorado. Ritiratosi proprio nel suo Stato di nascita durante il lockdown, il fotografo ha avuto l’occasione di osservare con uno sguardo completamente nuovo gli orizzonti montuosi, le pendici alberate e i boschi sterminati che avevano fatto da sfondo alla sua infanzia.

Da qui nasce Colorado, la serie fotografica che esplora la fauna e la flora che popola le lande di questi territori apparentemente incontaminati, all’interno dei quali si stagliano dettagli di uomini e donne, oggetti-feticcio e quei risvolti quasi magici della natura che solo chi ci ha vissuto in tenera età sa valorizzare con naturalezza. Una serie che indaga territori silenziosi e monumentali, dove la quiete dei panorami si spezza nell’incontro con persone infreddolite, macchine abbandonate e quella dolorosa presa di coscienza che una pandemia sta facendo breccia nel mondo intero.

Più che un ritorno alle origini, Colorado è il documento di un capitolo biografico dell’artista, il punto finale che chiude uno di quei tanti cerchi che, inevitabilmente, spingono a inoltrarsi nella parte più primordiale della propria identità. Per questo, anche se immortala luoghi lontani centinaia di chilometri da Spazio Maiocchi di Milano, la mostra sembra toccare narrazioni a noi vicine e paesaggi emotivi universali.

Curata da KALEIDOSCOPE con il supporto di Carhartt WIP e Slam Jam, la mostra comprende fotografie di medio e grande formato, una serie di collage presente anche nel catalogo della mostra e un cartellone pubblicitario ideato su commissione per lo spazio espositivo. Colorado è dunque una personale che non solo celebra il lavoro e la poetica di Sutherland, ma è anche l’occasione per farci riabituare alla fruizione di mostre ed eventi dal vivo; un’operazione non del tutto automatica dopo mesi e mesi di isolamento.

A corollario della mostra, inaugura oggi anche il pop-up store di KALEIDOSCOPE, che con il suo nuovo numero S/S 21 e una selezione inedita di pubblicazioni, poster e merchandising riassume il carattere visionario ed eclettico del progetto del magazine e delle collaborazioni artistiche annesse. Insomma, quale momento migliore per riprendere quei rituali a cui eravamo tanto affezionati, come le corse agli spazi aperti, le visite ai musei, le puntate alle inaugurazioni delle gallerie e le comparsate alle fiere di editoria, se non un evento che li fa coincidere tutti quanti?

La mostra “Colorado” del fotografo, artista, pittore e documentarista Peter Sutherland, curata da KALEIDOSCOPE con la collaborazione di Carhartt WIP e Slam Jam, sarà visitabile a Spazio Maiocchi a Milano dal 24 maggio all'11 giugno 2021. Scopri di più qui. Qui invece trovi tutte le informazioni sul pop-up store di KALEIDOSCOPE.

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Crediti

Testo di Carolina Davalli
Fotografie di Peter Sutherland

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