Fotografia di Stefano Sciuto / Artwork di Gloria Bertuzzi

Breve guida per capire le etichette dei prodotti beauty senza perdersi

Questo prodotto è veramente bio e sostenibile? Qual è la differenza tra cruelty-free e vegan? Cosa sono i parabeni? E i solfati? Ecco qui le risposte definitive a queste e tante altre domande che ci assillano.

di Beatrice Birolo
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20 maggio 2021, 11:22am

Fotografia di Stefano Sciuto / Artwork di Gloria Bertuzzi

Ti sei mai domandato il significato di quei simboli strani che campeggiano sulle etichette dei prodotti beauty? No, non sono frammenti di ideogrammi alieni, sono etichette che contengono informazioni fondamentali che ti permettono di fare acquisti consapevoli e comprendere al meglio la composizione di quelle creme, sieri, maschere, spume, trucchi, olii e acidi che applichi sulla tua pelle durante i tuoi rituali di skincare.

Ma queste informazioni non sempre sono precise o facilmente comprensibili, e di conseguenza analizzare le etichette dei prodotti beauty diventa un vero casino. Qui sotto troverai una piccola guida che ti fornirà i parametri per comprendere al meglio la terminologia e i simboli usati per i prodotti skincare, così che saprai esattamente cosa starai acquistando, e potrai vantarti di essere diventato un beauty guru nel frattempo.

Ma la prima cosa a cui devi prestare attenzione è “della skincare, cos’è davvero importante per me?” Nessuno è perfetto, e comprare prodotti beauty in maniera consapevole è un lungo percorso, dove anche un piccolo cambiamento può fare una differenza abissale, sia per il tuo stile di vita, sia per l’ambiente che ti circonda. Spesso ci soffermiamo solo alle informazioni essenziali stampate su un prodotto (tonalità, ingredienti principali e la grafica della confezione, di cui inevitabilmente siamo tutt* vittime), eppure conoscere altri aspetti del prodotto—come la durata di conservazione o l’etica che sta dietro i processi di produzione—ci potrebbe fare riflettere più a fondo e rivalutare le scelte che prendiamo come consumatori.

Ecco quindi una breve guida per leggere le etichette dei prodotti beauty che usi per la tua skincare

Come leggere le certificazioni che compaiono sulle etichette dei cosmetici e dei prodotti beauty

Cominciamo dai loghi delle certificazioni—non sempre visibili sui prodotti ma rintracciabili attraverso i siti delle aziende dei prodotti—le certificazioni sono essenzialmente dei criteri di classificazione, spesso costosi e per questo non sempre accessibili a piccole realtà indipendenti, nei quali alcuni brand investono per attenersi a degli standard riconosciuti e approvati per i propri prodotti, senza creare danni al pianeta.

Certificazione Cosmos: questa certificazione nasce dalla collaborazione tra alcuni enti certificatori europei, e definisce i criteri che le aziende devono rispettare per fornire ai loro clienti cosmetici biologici o naturali in tutta sicurezza. È uno standard riconosciuto a livello globale.

Ecocert: è stato il primo ente di certificazione a incrementare gli standard per cosmetici. Questo simbolo significa che il 95% degli ingredienti è di origine vegetale e che e il 10% di tutti gli ingredienti sono biologici. Non sono presenti fragranze, oli minerali, conservanti o altri ingredienti sintetici.

ICEA: un acronimo che sta per “Istituto Per La Certificazione Etica e Ambientale” ed è un ente italiano che ha collaborato alla nascita dello standard COSMOS, e che si occupa di certificare prodotti e ingredienti che siano dermocompatibili e adatti a qualsiasi tipo di pelle, anche le più sensibili.

NATRUE: “The International Natural and Organic Cosmetic Association” ha come obiettivo quello di garantire la disponibilità di prodotti cosmetici naturali e biologici di qualità per i consumatori di tutto il mondo, grazie a due aspetti principali, ovvero garantire la disponibilità di materie prime attraverso un'adeguata regolamentazione degli ingredienti e certificare marchi solo se realmente impegnati nei propri valori.

Ecolabel: attivo dal 1992, è un marchio facilmente riconoscibile dal suo simbolo—una margherita—, che indica il fatto che il prodotto è stato analizzato dal punto di vista dell’impatto ambientale durante il suo intero ciclo di produzione garantendo prodotti sostenibili e sicuri, che tutelino la salute e sicurezza del cliente.

Leaping Bunny/PETA/Choose Cruelty Free: se trovate uno di questi loghi con il coniglietto, significa che né l’azienda, né il suo laboratorio, né i suoi fornitori hanno sottoposto in alcun modo il prodotto a test su animali.

Come leggere loghi e simboli che compaiono sulle etichette dei cosmetici e dei prodotti beauty

e-mark: questa piccola “e” indica che il peso o volume medio del prodotto è lo stesso indicato sulla confezione dei prodotti in vendita dell’Unione Europea.

PAO (Period After Opening): è il simbolo disegnato come un barattolo e rappresenta la durata di un prodotto una volta aperto in cui è totalmente safe da usare, ed è costituito da un numero seguito da una “M” che sta per mesi. La scadenza di un prodotto cosmetico è molto importante da seguire perché potrebbe influire sulla salute di chi lo utilizza. Per esempio, un segnale per riconoscere se un prodotto è scaduto o meno è notare la fuoriuscita di olio, e continuarne l’uso porterebbe quindi a conseguenze come l’ostruzione dei pori.

Best Before End Date: questo simbolo a clessidra serve a indicare la data di scadenza di un prodotto conservato nelle condizioni corrette. È sempre inferiore ai 30 mesi.

Refer to Insert: quel piccolo opuscolo che troviamo sempre all’interno delle confezioni non è altro che una mini-guida su come usare correttamente il prodotto appena comprato, il simbolo è esattamente a forma di libretto con una mano davanti. 

Punto verde: quest’altro simbolo significa che l’azienda che produce l’articolo in questione si occupa internamente della raccolta e smaltimento del rifiuto di imballaggio.

Come interpretare alcuni termini che trovi sulle etichette di cosmetici e prodotti beauty e non farti fregare

Ora passiamo alla terminologia, che a volte può essere fuorviante per i consumatori non esperti.

100% naturale: innanzitutto quando troviamo parole come “naturale” o prodotti venduti come 100% naturali, non vuol dire proprio nulla. Sono espressioni vaghe, perché non esiste una vera e propria definizione standard del termine “naturale” e, soprattutto, il fatto che un prodotto venga definito così non comporta necessariamente che sia la scelta migliore. Per esempio, un prodotto che contiene solo ingredienti naturali sarà più incline a durare di meno una volta aperto (vedi: PAO), di altri composti di natura chimica—il meglio, è che lavorino insieme! La formulazione quindi è molto importante e capire quando un termine è standardizzato e quando invece è puro marketing.

Cruelty free: Se troviamo solo questo termine senza uno dei tre loghi sopra citati, che sia per motivi di costo o di design, rimane il dubbio se un brand testi o no sugli animali. In questo caso la cosa migliore da fare è chiedere al brand stesso oppure consultare direttamente i database Leaping Bunny Approved brand list, PETA’s Cruelty-Free Company Index, Choose Cruelty-Free Database.

Vegan: questo termine vuol dire che il prodotto in questione non contiene ingredienti di origine animale, per questo la Vegan Society incoraggia i produttori di articoli vegani a richiedere il Vegan Trademark o ad etichettare chiaramente i loro prodotti, come per esempio il brand Ame Pure

Alcohol-free: vuol dire che non è presente alcol denaturato che può disidratare la pelle, ma i prodotti etichettati come tali possono ancora contenere tipi di alcol come quello cetilico—che non è alcol nella forma liquida più comune, ma una cera a temperatura ambiente—, che agisce sia come un emolliente per ammorbidire la pelle che come emulsionante per aiutare l’unione tra olio e acqua presenti in un prodotto.

Dermatologicamente testato: con questo termine potremmo pensare che il prodotto sia stato testato da un dermatologo, ma senza specificazioni di che tipi di test abbia sostenuto, non possiamo essere sicuri al 100% che un prodotto, rispetto a un altro, sia più delicato e idoneo per la nostra pelle.

Ipoallergenico: anche questa espressione non ha una definizione medica ufficiale, significa che vi è una possibilità minima che il prodotto in questione causi reazione allergiche. Per questo, a volte, certi brand consigliano di fare un patch test per verificare la minima presenza di allergeni e l’adattabilità di un prodotto sulla nostra pelle.

Nessun ingrediente artificiale: anche se troviamo questo termine sul packaging, non è una garanzia che il prodotto sia perfetto per noi. Vi sono alcuni ingredienti che sono interamente di origine alimentare (come il miele) ma altri, pur essendo nati come naturali, vengono poi lavorati per assumere un’altra formula. Infine, vi sono gli ingredienti sintetici, ovvero totalmente artificiali.

Non comedogenico: generalmente usato per indicare prodotti che non presentano ingredienti in grado di ostruire i pori (e quindi formare punti neri).

Adatto a pelli sensibili: in teoria, questo termine significa che un prodotto è privo di sostanze che possono risultare irritanti per alcuni, ma non è assicurato che sia un termine rivolto a tutti—soprattutto perché la pelle di ognuno ha sensibilità diverse. Se per caso un cosmetico “per pelli sensibili” contiene ingredienti lenitivi come la lavanda o camomilla, questi potrebbero essere irritanti per altre persone. Quindi attenzione.

Fragrance-free: questo è sicuramente un ottimo termine da cercare se siete sensibili alle profumazioni (e anche ai coloranti artificiali, usati dalle aziende semplicemente per rendere un prodotto piacevole alla vista). Ma questo termine, ovviamente, non ne garantisce la totale assenza, soprattutto se avete la pelle iper-sensibile o molto secca, perché a volte alcune fragranze sono utilizzate per coprire l’odore naturale che un certo ingrediente potrebbe avere.

Per leggere le etichette dei prodotti beauty impara l’INCI 

E dopo tutta questa montagna di informazioni, è giunto il momento di soffermarci su l'International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, ovvero l’INCI. Pur essendo un argomento difficile da affrontare e capire, è fondamentale conoscerlo per essere più coscienti di cià che ci spalmiamo su viso e corpo.

Partiamo dalle basi: sappiamo che gli ingredienti sono importanti nelle varie formule dei cosmetici. Gli ingredienti che si trovano all’inizio dell’INCI sono quelli con la maggiore concentrazione, vengono dunque elencati dalla più alta alla più bassa. Quindi, se optate per un prodotto contenente aloe vera come l’acqua micellare 3 in 1 di Cocunat, lo vorreste trovare nei primi ingredienti elencati (di solito i primi 5) altrimenti, non ne otterrete alcun beneficio. Se invece scegliete un prodotto in cui gli ingredienti sintetici sono in fondo alla lista, non dovrebbero agire negativamente in alcun modo sulla vostra pelle, soprattutto se in percentuale sono inferiori al 1%. 

È comunque importante non condannare tutti i prodotti contenenti ingredienti di origine sintetica o chimica perché, come abbiamo già detto, la formulazione non è da sottovalutare. E ricorda: se non trovi la lista completa degli ingredienti, puoi sempre chiederla. Ne hai tutto il diritto.

Altri piccoli spunti per imparare a leggere al meglio le etichette dei cosmetici e dei prodotti beauty

Può essere chiaramente difficile tenere a mente ogni singolo ingrediente da evitare o meno, ma ce ne sono alcuni sui quali vorremmo fare un po’ di chiarezza, e in più consigliarti alcune piattaforme per rendere le tue ricerche un po’ più facili.

Parabeni: Sono safe? Sfortunatamente, non c'è una risposta chiara, ma un dibattito lungo decenni. I parabeni sono sempre stati usati per impedire ai batteri o funghi di crescere nei prodotti di cura personale (come shampoo, creme, sieri), aiutando gli ingredienti attivi a rimanere stabili il più a lungo possibile e quindi a prolungare la durata del prodotto.

Sono state pubblicate varie ricerche nel corso degli anni, una di queste sembrava aver trovato tracce di parabeni in campioni di tessuto del cancro al seno, senza però abbastanza prove per dimostrare un effettivo legame delle due cose, ma comunque ha dimostrato che i parabeni riescono ad attraversare la barriera della nostra pelle e del nostro corpo. 

Tuttavia, secondo i regolamenti UE e FDA, i parabeni nella loro forma attuale sono considerati sicuri da usare, data la loro bassissima concentrazione nelle formule dei prodotti cosmetici, ma la maggior parte degli esperti suggerisce di evitarli. Sta a noi fare una scelta personale sui prodotti che scegliamo di utilizzare in base all’impatto possono avere sulla nostra salute a lungo termine. 

Solfati: I solfati sono degli agenti che attraggono acqua e olio, responsabili di tutta quella schiuma che si crea quando usi lo shampoo o, più semplicemente, il sapone, e aiutano a separare quindi sporcizia e olio. Allo stesso tempo, però, vanno a rimuovere gli olii naturali della tua pelle, lasciandola squilibrata e causando potenziali irritazioni. Se vuoi approfondire l’argomento, prova a fare qualche giorno senza usare prodotti contenenti solfati e vedi se noti effettivamente una differenza.

Per fortuna, sono nate alcune piattaforme che ci aiutano attivamente a migliorare le nostre scelte in fatto di acquisti.

INCIdecoder: un sito che decodifica l’INCI in pochi secondi e analizza con comprensibili spiegazioni scientifiche ogni ingrediente, basta fare copia-incolla o cercare il prodotto che vuoi.

BioDizionario: anche questo è un database dove puoi cercare qualsiasi ingrediente e vedere come è stato valutato (con un sistema a semafori) nell’uso della cosmetica inserendo semplicemente il nome dell’agente.

INCIbeauty: questa è un'applicazione per iPhone e Android che permette di cercare il cosmetico che vi interessa anche semplicemente scansionando il prodotto. Se non è presente nel database, lo puoi aggiungere tu direttamente.

Le ultime cose che devi sapere per leggere le etichette di cosmetici e prodotti beauty…

La tecnologia e la scienza hanno fatto enormi progressi negli ultimi anni, rendendoci più consapevoli nelle scelte che facciamo ogni giorno rispetto la cura della propria pelle. Per concludere, non vogliamo incitare a uno stravolgimento completo del tuo kit di skincare o make-up. Senza farsi prendere troppo dall’ansia dovuta a tutte le etichette o terminologie, basterà partire dalle tue priorità, che possono essere diverse per tutti—dall’evitare packaging in plastica all’optare per prodotti free da qualsiasi ingrediente di origine animale. Rispettando le tue esigenze e comprando conseguentemente “meglio”, essere un consumatore consapevolmente non sarà poi così complesso come credevi.

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Crediti

Testo di Beatrice Birolo
​Fotografia di Stefano Sciuto / Artwork di Gloria Bertuzzi

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