Immagini su gentile concessione di Magliano

Magliano vuole sovvertire le regole della digital fashion week

Grazie al racconto ironico, barocco ed evocativo della poetessa gotica Isabella Santacroce, la sua presentazione video per la collezione uomo SS21 è diventata così uno dei contenuti più condivisi e cliccati della digital fashion week.

di Alessio de Navasques
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15 luglio 2020, 3:47pm

Immagini su gentile concessione di Magliano

Presentazioni e show diventano virtuali, quello che fino a qualche settimana fa sembrava ancora un'ipotesi remota, è realtà. Siamo nel pieno della prima digital fashion week di Milano, fruibile liberamente da tutti dal proprio telefono o PC, semplicemente connettendosi al sito di Camera della Moda.

Una vera e propria rivoluzione, da cui nasce un nuovo capitolo della storia della moda, che sembra andare verso una visione realmente sostenibile. Mentre rimpiangiamo l'emozione dello show e lo stordimento di feste e assembramenti glamour, apprezziamo l’efficacia di un mezzo veloce e democratico, che permette a tutti di entrare nel sogno della moda, ma anche come sistema che si reinventa, mettendosi in discussione e ripartendo dalle proprie origini.

Inevitabile è infatti la riflessione sul dispendio enorme di energie, comparabile solo all'altrettanto allarmante emissione di CO2, e sui così tanti eventi e presentazioni in giro per il mondo, sui viaggi infiniti - come missioni impossibili - per editor e buyer, e come invece adesso, finalmente, il centro dell'attenzione sia di nuovo il prodotto ed il suo racconto.

“La narrativa è la prima forma di realtà aumentata. Ci siamo chiesti come potessimo superare il mezzo virtuale per trasmettere l'emozione e la ricerca dietro ogni capo, e siamo giunti alla conclusione che la parola è il mezzo più forte,” racconta Luchino Magliano, direttore creativo del brand Magliano. Il brand bolognese è una delle realtà emergenti più interessanti in termini di ricerca e idee non convenzionali, che rileggono il mondo cinematografico della provincia emiliana, con uno stile colto, contemporaneo e cosmopolita.

Ogni progetto di Luchino Magliano rompe le convezioni stilistiche dei trend con una forza emotiva, un nuovo umanesimo ricco di sensualità che lui proietta sull'abito, attraverso un vero e proprio archivio umano di personaggi, che mette in scena come un regista. Figure senza tempo, dai contorni letterari: sono ricchi di fascino, allo stesso tempo spiantati e interessanti, rivelano l'anima inclusiva di una provincia italiana dai colori mediterranei. La sua presentazione per la collezione uomo SS21 è diventata così uno dei contenuti più condivisi e cliccati della digital fashion week, grazie al racconto ironico, barocco ed evocativo della poetessa gotica Isabella Santacroce.

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La forza della parola raccontata rompe prepotentemente le maglie e il ritmo delle presentazioni digitali fatte di un susseguirsi di video, proiezioni, effetti virtuali di ogni tipo, che riescono a trattenere la nostra attenzione solo per pochi secondi. Forma primordiale e archetipica di evocazione e sogno, il racconto, che risuona attraverso le voce suadente della Santacroce, ci seduce e introduce ai protagonisti di questo carillon distopico.

La geometria postmoderna della casa museo di Remo Brindisi ai Lidi Ferraresi, progettata da Nanda Vigo, riesce ad dare al video una dimensione surreale tra realtà e ricostruzione digitale. Ma il progetto riesce perché è attraversato da un senso di ironia, che dona una preziosa leggerezza a tutto. La stessa ironia che oggi percepiamo nelle presentazioni per le clienti degli atelier di moda negli anni '50, documenti ancora visibili negli archivi dell'Istituto Luce o nelle scene dei film come Le Amiche di Antonioni, dove ogni capo viveva attraverso la descrizione doviziosa di chi lo presentava.

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Una collezione fatta di colori alchemici, dall'oro al rosa, fino al fluo, che distilla emozioni e racconta caratteri, così come un senso di memoria nei dettagli preziosi delle fodere, dove sono cuciti sogni di memorie, come immagini d'amore. Il wording evocativo della poetessa scrive i protagonisti di questa storia: dal “latin lover” al “freakketone”, fino alla “frocialista” e al “gotico mediterraneo”, in una narrazione che evoca l’attivismo e la libertà della provincia bolognese.

In un momento in cui la comunicazione è affidata al digitale e ai suoi protagonisti, questa storia dimostra che non bastano solo dati analitici e numero di follower, ma che è la ricerca colta e anticonvenzionale, unita alla qualità dei contenuti, a fare la differenza.

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Testo si Alessio de Navasques
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