Questi scatti testimoniano il lato più intimo degli artisti d'avanguardia tra gli anni '50 e '70

Tornare alla normalità significa anche tornare nei musei, e questa mostra è un ottimo incentivo per farlo.

di Benedetta Pini
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19 giugno 2020, 11:31am

Da qualche giorno stiamo tornando alla normalità, o meglio, a una nuova normalità. Piano piano ci stiamo abituando, i gesti che ci sembravano strani si stanno integrando nella nostra quotidianità, e le volte in cui torniamo in casa di corsa perché abbiamo dimenticato la mascherina iniziano già a diminuire -- ma il portafoglio no, quello continueremo immancabilmente a scordarlo. Iniziare a rivedere gli amici più stretti che ci sono mancati da morire, uscire a fare due passi, andarsi a bere una cosa. Insomma, prendendo tutte le precauzioni del caso possiamo tornare a fare tutto ciò che amavamo.

Per molti di noi, significa anche farsi un giro nei siti dei nostri musei preferiti, aggiornarci sulle mostre che stanno riaprendo e, calendario alla mano, rischedulare i nostri piani; e se questo periodo ci ha insegnato qualcosa, una è sicuramente che dobbiamo smetterla di procrastinare e iniziare a gestire in modo più responsabile il nostro tempo.

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Shunk-Kender, John Baldessari, Pier 18, New York, 1971. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati

Vagando per musei, fondazioni, istituti e gallerie, abbiamo (ri)trovato una mostra aperta proprio pochi giorni prima che scattasse l'emergenza covid-19 e che sarebbe dovuta terminare la scorsa settimana, e invece è stata prolungata fino a settembre 2020 -- ma no, questa volta non aspetteremo fino all'ultimo per andarci. Shunk-Kender. L'arte attraverso l'obiettivo (1957-1983), presso la sede di Palazzo Reali del MASI (Museo d'arte della Svizzera italiana), un'esposizione dedicata al fotografo tedesco Harry Shunk e a quello ungherese János Kender.

In un periodo come questo, in cui stiamo ancora gestendo gli strascichi della pandemia, questa mostra vi regalerà qualche preziosa ora di evasione, trasportandovi lontano dalla vostra realtà per portarvi al centro della vivacissima scena artistica d'avanguardia di Parigi e New York tra la fine degli anni '50 e l'inizio dei '70. Qui incontrerete le figure iconiche che sono state protagoniste di quel mondo: Andy Warhol, Christo, Jeanne-Claude, Yves Klein, Daniel Spoerri, Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely, e tutti gli altri del giro.

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Shunk-Kender, Arman, Nizza, 1960-1967 circa. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati

Ma non si tratta delle solite immagini di repertorio, perché a immortalarli è stata la coppia inseparabile di fotografi Shunk e Kender, che introdussero un metodo ancora inusuale all'epoca: non più chiamare i soggetti in studio, estrapolandoli dal loro contesto, ma uscire dallo studio per immergersi nei luoghi in cui le opere venivano alla luce, diventando parte essi stessi di quel mondo e affiancando gli artisti nella loro ricerca d'avanguardia.

Tra i fotografi e i soggetti veniva così a instaurarsi un rapporto intimo e diretto, una profonda empatia che rese il duo un punto di riferimento per la scena. Testimoni e artisti allo stesso tempo. Shunk e Kender restituiscono le vibrazioni di quel cruciale ventennio del XX secolo, in fermento per la sperimentazione artistica e la liberazione sessuale, costantemente alla ricerca di spazi alternativi in cui creare e diffondere l'arte, in aperta rottura col passato.

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Shunk-Kender, César, "Expansion", 10° anniversario del Noveau Réalisme, Milano, 1970. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati

Le 450 foto del percorso espositivo, raggruppate nelle sezioni "Intimità", "Il corpo in azione" e "Nuovi spazi", terminano col 1973, l'anno in cui i due mettono fine al loro rapporto lavorativo e decidono che tutte le fotografie scattate dal 1958 al 1973 sarebbero state firmate della sigla Shunk-Kender, indipendentemente dall'autore. Kender si ritirerà, mentre Shunk continuerà a documentare la scena artistica del suo tempo, fino a un progressivo isolamento dal mondo che caratterizzerà gli ultimi anni della sua vita.

L’esposizione giunge a Lugano dopo essere stata presentata al Centre Pompidou. È visitabile fino a settembre 2020 presso la sede di Palazzo Reali del MASI. Qui trovi tutte le info.

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Shunk-Kender, Harry Shunk e Janos Kender, "autoritratto", Italia, 1966. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati
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Shunk-Kender, Andy Warhol, Edie Sedgwick e Chuck Wein, Hotel Royale Bison, Parigi, 1965. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati.
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Shunk-Kender, Mimmo Rotella, Parigi, 1962. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati
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Shunk-Kender, Ultra Violet, New York, 1967-1970 circa. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati
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Shunk-Kender, Christo e Jeanne-Claude, "Monument emballé", dimostrazione contro l'imballaggio della statua di Vittorio Emanuele II durante il festival per celebrare il 10° anniversario del Noveau Réalisme, Milano, 1970. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati
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Shunk-Kender, Jean Tinguerly, "Monument à la fertilité devant le Duomo", 10° anniversario del Noveau Réalisme, Milano, 1970. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riserv
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Shunk-Kender, Jean Tinguerly al lavoro, luogo sconosciuto, 1960-1967 circa. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati
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Shunk-Kender, Christo e Jeanne-Claude, "Costa impacchettata", Little Bay, Sydney, 1968-1969 circa. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati.
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Shunk-Kender, Christo e Jeanne-Claude, "Costa impacchettata", Little Bay, Sydney, 1968-1969 circa. Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati.
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Shunk-Kender, Yves Klein, "Salto nel vuoto", 19 ottobre 1960, (fotomontaggio). Donazione della Roy Lichtenstein Foundation in memoria di Harry Shunk e Janos Kender. Foto: Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust. Tutti i diritti riservati.

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Immagini Shunk-Kender © J. Paul Getty Trust