Cinque short movie per cui vale la pena andare a Concorto Film Festival

Per avvicinarsi al mondo del cortometraggio, o approfondirlo come si deve, questo è il festival che fa per voi.

di Benedetta Pini
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21 agosto 2020, 4:00am

Still dal film #21xoxo

Tra esercenti che hanno timidamente riaperto, contingentamenti, improbabili proposte di drive-in, festival ridotti all’osso o che tentano formati ibridi tra reale e virtuale, produzioni rimandate di mesi e ora accumulatesi l’una sull’altra, il futuro del cinema, e nello specifico della filiera italiana, è ancora parecchio incerto. La crisi economica e culturale post covid-19 ha messo in ginocchio tutti i player del settore, e la tanto attesa ripartenza sta procedendo lentamente, a tentoni, incerta e insicura.

Ma ci sono realtà che sono riuscite a resistere, adattarsi e rinnovarsi, anche e soprattutto quelle considerate a torto deboli, troppo spesso relegate ai margini da un mercato miope verso le potenzialità—anche economiche—di linguaggi contemporanei diversi dal lungometraggio e di finalità diverse dall’intrattenimento. Uno di questi è proprio il cortometraggio, un formato ancora troppo poco considerato e legittimato, ma che per la sua modalità di fruizione veloce, agile e accessibile potrebbe davvero essere al centro del cinema del futuro. E se volete avvicinarvi al mondo del cortometraggio o approfondirlo come si deve, Concorto Film Festival il maggiore punto di riferimento in tutta Italia: è il luogo che fa per voi. Dal 22 al 29 agosto porterà sullo schermo immerso nel verde di Parco Raggio di Pontenure (Piacenza) una selezione dei migliori short movie provenienti dai più grossi festival del mondo e non ancora arrivati in Italia.

Come ogni anno, tornano le rassegne geografiche, che per questa 19esima edizione saranno incentrati sull’'Irlanda e sulla Lituania, e anche gli altri focus tematici: Deep NightUbik e Supernature, a cui si aggiungono i due nuovi Music Riot ed Elle. Con il primo, a cura di Carlotta Magistris e in collaborazione con Seeyousound Festival di Torino, vi inoltrerete in un universo di 11 opere ibride tra cinema e musica, che esplorano il rapporto tra queste arti in due direzioni: come strumento di emancipazione sociale e individuale, e come tentativo di eliminare una volta per tutte lo stereotipo, ancora ben radicato, che non considera il videoclip una forma d’arte e lo declassa a mero veicolo musicale e pubblicitario.

Il secondo focus tematico, Elle, si addentra nel pieno dibattuto femminista, ma mettendo subito le cose in chiaro: “andare alla ricerca di definizioni nette è quanto mai inattuale”, e non è infatti questo l’obiettivo della selezione, a cura di Vanessa Migliavacca e Margherita Fontana. Elle è uno spazio a 8 opere brevi che esplorano la vita interiore di personaggi femminili per indagare e decostruire il concetto stesso di “femminile” e i pattern sociali che ne derivano: “Attraverso opere del cinema breve tratte da produzioni internazionali, ‘Elle’ mostra alcune delle esperienze tratta dal viaggio che è diventare bambine, ragazze, donne.” Elle è una visione alternativa di molti stereotipi che inquinano e deformano il dibattito sulla questione femminile nell’Occidente post #MeToo.

Dopo un’estate così surreale e sospesa, trascorrere una settimana di immersione nel verde sotto le stelle, tra proiezioni, talk, interviste, live, sonorizzazioni è ciò che ci serviva per chiuderla in bellezza. Per convincervi definitivamente, abbiamo selezionato da tutto il programma 5 cortometraggi assolutamente imperdibili—e difficilmente trovabili altrove:

Carne, Camila Kater, Brasile

Riflessioni intime, sfaccettate e schiette su argomenti considerati dei tabù nella nostra società, tutti legati al corpo femminile che cambia e al rapporto continuamente da negoziare con esso.

#21xoxo, Sine e Imge Ozbilge, Belgio

Quando l’estetica del web incontra un trip emotivo dall’intensità lisergica.

Former Cult Member Hears Music for the First Time, Kristoffer Borgli, Norvegia

Lo shock emotivo e sensoriale di una ragazza non udente che sente la musica per la prima volta.

Trapped in the City of a Thousand Mountains, David Verbeek, Olanda/Cina

Il controverso rapporto tra la musica trap e l’opprimente censura cinese.

Postcards from the End of the World, Konstantinos Antonopoulos, Grecia

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Immagine: still dal film Carne

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