Fotografia di Seana Gavin, Solar Eclipse free party, Ungheria 1999

Un viaggio lungo 10 anni tra i rave illegali e le feste di tutta Europa

Queste foto sono il racconto senza filtri della vita di una Spiral Baby.

di Ryan White
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03 luglio 2020, 9:29am

Fotografia di Seana Gavin, Solar Eclipse free party, Ungheria 1999

Secondo alcuni esperti del clubbing siamo alla vigilia di una possibile rinascita della cultura rave, proprio come 30 anni fa. I mesi di lockdown che ci hanno privato di feste, concerti, festival e serate nei club, facendo nascere in tutti noi una voglia irrefrenabile di eventi segreti in capannoni abbandonati, tra parcheggi isolati e campi nel bel mezzo del nulla.

L'artista Seana Gavin ne sa qualcosa delle feste. Negli anni '90 ha viaggiato insieme a gruppi di raver accaniti, come la Spiral Tribe, un collettivo nomade che organizzava rave illegali prima a Londra e poi, dopo che il governo li ha letteralmente cacciati dal paese, in tutto il continente europeo. Attraverso la sua meticolosa documentazione fotografica e frammenti del suo diario di bordo, il nuovo libro di Seana, Spiralled, pubblicato da IDEA, racconta senza filtri la vita di una Spiral Baby.

Questa avventura inizia intorno al 1993, poco dopo la Seconda Summer of Love, quando Seana e i suoi amici scendono in piazza per protestare contro 10 anni di politica conservatrice. È un momento in cui le manifestazioni anti-governo popolano le strade inglesi, portando le esigenze di una nuova generazione sulle prime pagine dei giornali e sulla bocca di tutto il paese.

Oggi le cose non ci sembrano poi così diverse. Il primo frammento del diario di Seana descrive una protesta contro la polizia che diventata subito violenta, e dal suo racconto potrebbe essere accaduto pochi giorni fa a Hong Kong come 30 anni fa a Londra. “La polizia a cavallo ci ha inseguiti per le strade del centro," scrive Seana. “La maggior parte delle persone stavano solo cercando di tornare a casa loro, ma tutte le stazioni della metro erano chiuse. Nessuno sapeva più dove andare, e tutti vagavano a piedi cercando una via d'uscita.”

Foto rave anni 90 seana gavin
Seana, Mariannenplatz, Berlino 1996

Sembra esistere un parallelismo tra gli anni di Spiralled e oggi. C'è sempre molta instabilità e sfiducia nel governo e nella polizia. Mi chiedevo come vi siate sentiti nel momento in cui è stato approvato il Criminal Justice and Public Order Act del 1994, e come questo evento possa essere paragonato a ciò che sta accadendo oggi.
In quegli anni io ero ancora a scuola, ma tutti i miei amici vivevano in squat o case occupate. Eravamo molto attivi politicamente. Il Criminal Justice Act ci ostacolava nel concreto, perché bollava automaticamente come illegale ogni evento senza licenza ufficiale. Oltre a questo, anche il diritto a protestare aveva subito una bella battuta d'arresto. Alla marcia contro il Criminal Justice Bill sono stata attaccata dalla polizia in mezzo a una folla immensa. In quell'occasione si erano radunate tutte le fazioni politiche, non era un evento solo per gli anarchici. Era qualcosa a cui tutte le persone tenevano davvero molto.

Se parliamo della vita prima della pandemia, sembrano esserci sempre più legami con l'attitudine degli anni '90, specialmente per via delle azioni di movimenti come Extinction Rebellion e il fatto che i giovani siano diventati più politicamente attivi. Credo che sia un ciclo naturale. Negli anni '60 c'era l'epoca dell'amore libero, poi i punk negli anni '80. Ma dopo gli anni '90 sembrava che tutto fosse stato messo in pausa. Sembrava che i giovani fossero più interessati a diventare famosi nei reality show.

Nel prologo del libro accenni al fatto che hai avuto un'infanzia molto liberale, che ti ha permesso di esplorare la scena rave e le feste senza troppe regole. Ripensandoci ora, eri davvero pronta per un'esperienza del genere?
Ho avuto dei genitori molto creativi e politicamente attivi. Ho vissuto nell'upstate di New York e a Woodstock, che dopo il festival nel '69 era diventato un polo d'attrazione per chi cercava uno stile di vita alternativo. Credo che questo mi abbia lasciato un segno. Mi sono spostata molto quando ero una ragazzina, facevamo avanti e indietro tra l'America e l'Inghilterra. Quando sono tornata a Londra non mi sono sentita per nulla a mio agio. Mia mamma teneva alla mia istruzione, e quindi ho frequentato delle buone scuole e ho ottenuto una borsa di studio, ma non mi sono mai sentita vicina a quel tipo di ambiente. Così ho iniziato ad andare ai rave, e lì finalmente riuscivo a sentirmi a mio agio. Tutto era spontaneo, e mi sentivo di appartenere a quella schiera di persone alternative che si ribellavano alle convenzioni. Credo che la mia infanzia mi abbia preparata a tutto questo.

Foto rave anni 90 seana gavin
Cosmo, Narbonne ‘Beachnival’, Francia 2000

E così, sei diventata una Spiral Baby.
Sì, a 15 o 16 anni. Ero minorenne. Avevo altri amici della mia età, ma la maggior parte era più grande di me, quindi mi sono sempre sentita la piccoletta del gruppo, la "baby". Era un nome che veniva dato a chi come me prendeva molto seriamente l'estetica e lo stile di vita della scena: mi rasavo i capelli e indossavo solo vestiti neri... Quando qualcuno entrava veramente nel giro, si diceva che "era stato spiralizzato". E visto che andavo alle feste ogni santo weekend, la mia vita ha iniziato a girare intorno alla scena rave.

Ci sono entrata ufficialmente nel 1993, un anno dopo la festa del Castlemorton, che era finita sotto processo per aver ostacolato le azioni delle autorità. A causa degli eventi di quel giorno, Spiral Tribe fu costretta a lasciare il paese. Ma finché erano ancora a Londra ho fatto in tempo a conoscerli tutti, e poi sono andata con loro in giro per l'Europa in roulotte, dove trasportavamo i nostri sound system. Stavamo in giro tutta l'estate, poi li raggiungevo a Capodanno, perché comunque andavo ancora al liceo. Poi sono finita in un'accademia d'arte, e quindi ho portato avanti i miei studi mentre conducevo questa seconda vita.

Ci sono parti del tuo diario che descrivono un vero e proprio sogno teenager. “Sono a Berlino da tre settimane. Sono entrata nello stile di vita berlinese, e mi sto divertendo un casino," scrivi. Sembra idilliaco, ma probabilmente ci sono stati degli aspetti delle tue avventure più difficili o più complessi da riportare.
Non guardo al passato mitizzandolo. Ci sono delle pagine di diario che semplicemente non volevo includere nel libro. Era una scena molto hardcore. Le persone erano davvero estreme. Ma c’era anche un autentico senso di comunità e di familiarità, e questa è una delle cose che la rendeva speciale. In quel periodo, anche se ogni tanto chiamavo i miei genitori per rassicurarli sul fatto che fossi ancora viva, le persone con cui andavo alle feste sono diventate la mia famiglia temporanea. Potevo sopravvivere estati intere con soltanto poche centinaia sterline. I soldi si dividevano tra tutti, e ognuno di noi contribuiva come poteva. Condividevamo ogni cosa, e ci aiutavamo a vicenda. Sono uscita dalla scena dopo dieci anni perché ho perso un’amica. Quando ho ripreso in mano queste fotografie per la mostra a Parigi era la prima volta che rivedevo quelle immagini dopo tantissimi anni, e la prima volta che le mostravo a un pubblico.

Foto rave anni 90 seana gavin
Ben e Sky, Exodus, Luton 1999

Immagino che al tempo non si percepisse la portata di questo movimento, e non avresti mai immaginato che le tue foto sarebbero diventate un documento così importante di quella cultura.
No, infatti. Non davo un valore speciale a ciò che stavo facendo. In quel momento, quella era la mia vita normale, quelli erano i miei amici e quella era la quotidianità a cui ero abituata. È stato solamente dopo molti anni che ho capito quanto fosse una realtà nascosta e underground.

Le persone che sono diventate i documentaristi chiave di subculture o scene underground spesso affermano che scattare fotografie era ben diverso da oggi. Le persone erano molto meno coscienti di come comportarsi di fronte a una macchina fotografica e di che fine avrebbero fatto quelle immagini. Ti ritrovi in questa idea, che ai tempi le fotografie erano molto meno costruite?
Assolutamente sì. In quel momento non esistevano ancora gli smartphone. Dunque non accadeva spesso che le persone scattassero immagini durante una serata. Così, quando fotografavo le persone, che non erano abituate a mettersi in posa, era tutto molto più naturale. Quando è iniziata la cultura del selfie, quello è stato il momento in cui ho smesso di portarmi dietro la macchina fotografica alle serate.

Foto rave anni 90 seana gavin

L'anno scorso ho intervistato Linda Sterling, e lei mi ha detto che "le rivoluzioni devono accadere prima in segretezza, ma oggi sembra che ci sia un bisogno collettivo di dover condividere tutto nel giro di pochi secondi." Immagino che tu sia d'accordo con questa idea, ed è in parte il motivo per cui hai smesso di scattare.
Sì, è vero, e credo che ci sia un approccio molto diverso alle cose oggi, sopratutto a causa di Instagram. Sarei un'ipocrita se dicessi che non lo uso, perché in effetti ne sono diventata abbastanza dipendente anche io. Ma credo che privi le persone della possibilità di essere effettivamente presenti nel momento. Per creare un post su Instagram, bisogna comunque metterci la testa! E credo che sia questo ciò che rende il Berghain così speciale. È l'unico posto dove sono stata recentemente in cui ti sequestrano il cellulare prima di entrare, così che tu possa essere completamente immerso nell'esperienza.

Credo che il tuo ultimo frammento di diario dica: "Siamo tornati a Londra con la sensazione che sarebbe stato un anno incredibile. Mi sentivo così piena di energie e emozionata del futuro." Mi chiedevo com'è stato in effetti quel periodo della tua vita, dopo che hai scritto queste parole.
È stato abbastanza triste, in realtà. Ricordo di essere stata a questa festa pazzesca a Barcellona per Capodanno, ed eravamo tutti incredibilmente emozionati ed energici quando siamo tornati a Londra, ma un paio di mesi dopo è morta la mia amica, quella a cui ho dedicato il libro. Quella è stata la fine per me. È stano, in qualche modo sembra che sia accaduta la stessa cosa nel 2020. A Capodanno avevamo delle aspettative altissime, sembrava l'inizio di qualcosa di pazzesco. Eravamo tipo: “Oh wow, è il 2020, è un numero particolare, sembra molto futuristico" e abbiamo divagato su tutto ciò che ci avrebbe portato, e quanto sarebbe stato un anno stupendo. Poi, solamente due mesi dopo, è scoppiata una pandemia globale. Quindi sì, alla fine quell'anno non è stato per nulla come speravo.

'Spiralled' di Seana Gavin è stato pubblicato da IDEA.

Foto rave anni 90 seana gavin
Primo giorno dell'anno, un'industria abbandonata vicino a Roma, 2002
Foto rave anni 90 seana gavin
Una festa nella campagna, vicino Brighton, 2000
Foto rave anni 90 seana gavin
Festa Tomahawk, Francia, 1999
Foto rave anni 90 seana gavin
Gambe, sound system di Kekate, Czech Tek, 1999
Foto rave anni 90 seana gavin
Pausa picnic dal punto A al punto B, Germania, 2000

Crediti


Tutte le immagini su gentile concessione di Seana Gavin e IDEA

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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