Come il mascara è diventato parte essenziale di ogni make-up

Lo usavano già gli Antichi Egizi, e tra mille peripezie ripercorriamo i momenti salienti della sua evoluzione.

di Greta Giannone
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20 ottobre 2020, 9:29am

Beauty i-Dentity è la rubrica in cui la make-up artist Greta Giannone racconta la storia del trucco e il costume, un prodotto alla volta. Ne analizziamo l’evoluzione, ripercorrendone le tappe salienti a partire dalla sua nascita fino ad oggi e facendo magari anche qualche supposizione sui futuri impieghi. L'obiettivo è tracciare le modalità dell'apparire con cui l'essere umano esprime la propria creatività e personalità attraverso l'estetica.


Tutto ciò che conosciamo nasconde una storia, anche gli oggetti più scontati e banali, quelli che nella nostra testa esistono da sempre, come se si fossero materializzati insieme al Big Bang. Sono sempre con noi, ma raramente ci interroghiamo sul modo in cui sono nati e si sono evoluti. Un esempio? Il mascara.

Se aprite il beauty case di qualsiasi persona che è solita truccarsi, nel 99 percento dei casi ci troverete un mascara. Non servono grandi abilità per metterlo, non si possono fare danni se lo si applica nel modo sbagliato e, insomma, il suo effetto è adatto a qualsiasi occasione: tutte caratteristiche che lo rendono il miglior alleato del nostro sguardo.

Soprattutto in questo momento storico, quando il viso è mezzo coperto dalla mascherina, sono i prodotti per occhi a farla da padrone. Fondotinta e rossetto passano in secondo piano, e non possiamo fare altro che cercare di recuperare con un po' di mascara.

Ma qual è la storia di questo prodotto? Come veniva utilizzato e quand’è che è diventato un must have, parte essenziale di ogni make-up? Tutto ha inizio nell’Antico Egitto, dov’era abitudine diffusa tra uomini e donne trattare le ciglia con un prodotto a base di galena o antimonio e grasso animale, ma non per motivi estetici. Come tanti altri prodotti di cosmesi, la sua funzione originaria era quella di proteggere chi lo utilizzava da malattie, in questo caso degli occhi, o da spiriti malvagi.

Questo uso passa agli antichi Greci, che prediligono la sobrietà di uno sguardo al naturale, senza caricarlo di ulteriori prodotti colorati oltre al kajal. Sono gli antichi Romani a dare la svolta decorativa al prodotto, aggiungendo del sughero bruciato alla ricetta egizia. Il nuovo ingrediente dona all’unguento un colore scuro, tendente al nero. L’effetto è immediato: lo sguardo si intensifica e l’attenzione di chi ci guarda viene catalizzata proprio dagli occhi, in modo non troppo dissimile dall’uso che facciamo oggi del mascara. Ma durerà poco, perché con l’arrivo del Medioevo i parametri estetici cambiano radicalmente.

L’ideale delle ciglia folte subisce una battuta d’arresto: proprio come le sopracciglia, durante questa epoca venivano rasate completamente per dare spazio, e dunque importanza, alla fronte. Secondo i canoni di bellezza vigenti infatti, più la fronte era alta e spaziosa, più il viso di una donna poteva essere considerato attraente. Alla questione estetica si aggiungeva poi la pressione religiosa: lo sguardo femminile era considerato una tentazione, ed era quindi necessario annullarne l’espressività in modo tale da inibire il suo potenziale effetto negativo sugli uomini.

I tempi duri per le ciglia lunghe e folte si protraggono poi per tutto il periodo Elisabettiano. L’ideale da seguire all’epoca era quello nordeuropeo e caucasico, quindi ciglia chiare, color oro o bionde, in linea con le parrucche che più andavano di moda all’epoca. Per ottenerle bastava adottare il metodo di Sua Maestà la Regina, che consigliava ad amiche e suddite l’utilizzo di paste e polveri sbiancanti a base di fuliggine. Peccato che l’uso frequente di queste sostanze altamente tossiche causò a lei e a chissà quante donne inglesi la perdita quasi totale di ciglia, sopracciglia e capelli.

Bisogna aspettare il periodo vittoriano per trovare il primo mascara simile a quello che conosciamo oggi, con uso concettualmente vicino al nostro. Per la precisione, l’anno di svolta è il 1860, quando Eugène Rimmel rivoluziona il mondo della cosmesi, tanto che il suo cognome diventa sinonimo del prodotto da lui creato, in alternativa al forse più comune termine “mascara”. La sua invenzione, inutile dirlo, diede una scossa al mondo della cosmesi, e con due semplici ingredienti: polvere di carbone e vaselina, che mischiati insieme diedero origine al primo mascara vero e proprio della storia. Il suo successo fu enorme e immediato, tanto che “Rimmel” rimane per molti anni sinonimo di mascara.

Storia del mascara: nascita ed evoluzione di un prodotto beauty fondamentale

Quasi in contemporanea con Rimmel, nei primi anni del ‘900, a Chicago Maybel e il fratello farmacista Thomas Williams inventano la versione americana del mascara, il Lash-Brow-Ine, ovvero una mistura di oli lucidanti e polvere di carbone. Nel 1915 nasce Maybelline, la compagnia di cosmetici oggi nota in tutto il mondo, e nel 1917 il prodotto viene leggermente rivisitato e perfezionato da Thomas, che dà vita al Maybelline Cake Mascara, una specie di “panetto” di mascara custodito in un contenitore di latta, accompagnato da istruzioni e apposito spazzolino per l’applicazione.

Da quel momento si innesca una serie di miglioramenti continui. Tra gli anni ‘40 e ‘50, ad esempio, vengono ideate le prime formule waterproof, mentre è il regista cinematografico David W. Griffith a introdurre le ciglia finte. E se oggi possiamo applicare il mascara con una praticità e comodità, lo dobbiamo a Helena Rubinstein, fondatrice dell’omonima azienda, che inventa l’apposito tubetto con scovolino.

Storia del mascara: nascita ed evoluzione di un prodotto beauty fondamentale

Per tutta la seconda metà del Novecento la competizione fu alle stelle, e le case di cosmetica fecero a gara a chi trovava l’idea più innovativa, alzando sempre di più l’asticella. Così nel 1957 entrò nel mercato il prestigioso Mascara - Matic, mentre nel 1960 Revlon creò il primo mascara colorato, disponibile in malva e verde scuro, chiamato Brush on Mascara. E ancora, nel 1971 nacque il primo mascara a base acquosa, Great Lush di Maybelline, e nel 1988 Max Factor annunciò il No Color Mascara**,** con una formula trasparente e mai vista prima, la cui testimonial fu Madonna—un ritorno alle origini questo, al concetto egizio e greco di ciglia folte e rinvigorite senza la necessità di appesantire lo sguardo con il colore nero.

Ed eccoci arrivati a oggi, dove la varietà di mascara a nostra disposizione è immensa. Possiamo ottenere ciglia definite e separate, moltiplicate e intense, scegliendo tra scovolino in elastomero o setole naturali, in silicone o con dentatura rigida, volumizzante, ibrido, a mezzaluna, allungante e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo a nostra disposizione un’immensità di nuance differenti, oltre alla possibilità di acquistare prodotti che non solo intensificano il nostro sguardo, ma curano anche le nostre ciglia grazie alla presenza di vitamine e olii nel prodotto.

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Crediti

Testo di Greta Giannone
Artwork copertina di Maria Laura Buoninfante

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