Chi è Andy Picci, il 3D artist dietro le grafiche più oniriche di Instagram

Cieli maestosi, lettering sognante e la sensazione che guardando i suoi artwork ci si possa perdere in un mondo parallelo: questi gli elementi fondamentali dell’estetica onirica di Andy.

di creato in collaborazione con Istituto Marangoni
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15 maggio 2020, 4:21pm

Artwork di Andy Picci

Spesso, quando si intraprende un percorso di studi in ambito artistico, la preoccupazione per cosa succederà una volta terminato può gettare in uno stato di confusione e incertezza. Ma non è detto che sia necessariamente un male, e ci sono tante storie che lo dimostrano. Come quella di Andy Picci (@andypicci): “Fin dai miei primi studi e poi nella parte iniziale della mia carriera, tutti mi hanno sempre detto che ciò che stavo facendo non era arte, non era niente e non aveva valore.” Ma Andy ha dimostrato che si sbagliavano di grosso, e per questo volevamo conoscere meglio la sua storia.

Così abbiamo deciso di partire con lui per il nostro progetto REN@ISSANCE TALKS insieme a Istituto Marangoni Firenze: una serie di quattro talk in cui ci confronteremo di volta in volta con un artista diverso per riflettere sulle possibili ibridazioni tra arte e moda. In una fase storica in cui le estetiche si evolvono alla velocità di un click e la sperimentazione sembra sconfinata, è importante fermarsi un attimo, fare un bel respiro e riflettere sullo stato delle cose.

L’ottica di Andy è multimediale, come lo è stato il suo percorso artistico. Finché non ha individuato il suo specifico ambito di ricerca: interrogarsi sul concetto di persona, tra dimensione reale e virtuale. Un tema strettamente legato alla moda, come sottolinea Gloria Maria Cappelletti, Editor at Large di i-D Italy: “L’estetica che scegliamo è connessa alla nostra identità, a come vogliamo sentirci e presentarci. Tutto questo succedeva offline, ma ora che abbiamo una vita così attiva online interrogare il sé diventa un’operazione duplice.”

Di fronte a questa libertà di sperimentazione e metamorfosi digitale potenzialmente sconfinate, le nuove generazioni hanno bisogno di capire come realizzare le loro idee, partendo dalla storia dell’estetica e dell’arte digitale per sviluppare nuove visioni personali. Ed è questo l’obiettivo ultimo di Istituto Marangoni Firenze: proporre corsi che studiano il passato ma guardano al futuro. D’altronde, spiega Francesca Giulia Tavanti (Art Programme Leader di Istituto Marangoni), proprio a partire dal Rinascimento l’arte ha iniziato a creare una realtà altra, virtuale, non dissimilmente da come fanno oggi gli artisti digitali come Andy.

Se però il mondo dell’arte è sempre stato bloccato da un certo scetticismo verso la novità, ora che la nostra vita reale è stata messa in stand by possiamo vedere il virtuale per ciò che è: una dimensione alternativa che aumenta le opportunità del reale. In questa prospettiva, il settore moda sta riflettendo molto sul proprio futuro, interrogandosi su cosa succederà tra digital fashion week, presentazioni online e shooting virtuali.

Non ci resta che stare a vedere e immaginare quali saranno i possibili scenari. Intanto, Andy ci lascia con un consiglio prezioso: pensate fuori dagli schemi e credete in voi stessi. Perché è meglio sbagliare facendo ciò che volete che facendo ciò che vuole qualcun altro. Non è una questione di successo o insuccesso, di giusto o sbagliato, ma di come volete vivere in questo mondo, come volete esprimervi e comunicare. La creatività è l’unico limite.

Se vi abbiamo incuriositi, qui sotto trovate il talk completo: 44 minuti di riflessioni creative a cui ispirarvi.

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