Sinistra: Maria Clara Macrì. Destra: Spyros Rennt.

Il meglio della fotografia queer contemporanea è in questo libro

"New Queer Photography" unisce più di 50 diverse prospettive contemporanee sulle vite della comunità LGBTQ+ di tutto il mondo.

di Juule Kay
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05 ottobre 2020, 10:22am

Sinistra: Maria Clara Macrì. Destra: Spyros Rennt.

Ogni giorno su Instagram vengono postate più di 100 milioni di immagini. Un numero che spaventa chiunque, ma non Benjamin Wolbergs, l’editor del libro New Queer Photography. Per lui questo flusso di input visivi è assolutamente positivo: “Oggi qualsiasi artista può presentare il proprio lavoro sui social media ed essere riconosciuto a livello globale,” afferma. “Questo fenomeno genera una grande diversità di estetiche, mondi visuali e tematiche che è possibile rintracciare anche nella fotografia queer.”

Parole che trovano riscontro anche nei fatti, perché New Queer Photography unisce più di 50 diverse prospettive contemporanee sulle vite della comunità LGBTQ+ di tutto il mondo, dai talenti emergenti come quelli di cui vi parliamo in questo articolo, fino ad arrivare a filmmaker e fotografi già affermati come Matt Lambert e Laurence Philomene. “Era importante per me presentare il maggior numero di fotografi e immaginari queer possibili, fidandomi della mia intuizione più che degli approcci più tradizionali,” afferma Benjamin rispetto il processo di ricerca del libro, durato più di quattro anni.

Qui ti presentiamo alcuni dei talenti emergenti inclusi all’interno progetto.

Lia Clay Miller per il libro fotografico
Lia Clay Miller
Lia Clay Miller per il libro fotografico
Lia Clay Miller

Lia Clay Miller

Raccontaci la storia dietro le tue foto pubblicate su New Queer Photography.
Alcune foto sono parte di una serie di ritratti che ho scattato ad amici, mentre altre fanno parte di editoriali a cui avevo lavorato in passato. L'immagine della persona seduta vicino ad una finestra con ali d'angelo ritrae il mio caro amico Nico, purtroppo scomparso l'anno scorso. L'idea di avergli fatto indossare delle ali d'angelo non era stata una scelta deliberata, finché poi non è successo il peggio.

Cosa deve avere uno scatto per funzionare, secondo te?
Ci sono molte cose che rendono una foto “buona”, per me. Non ha molto a che fare con la tecnica, ma credo che una fotografia straordinaria possa essere sempre ricondotta in qualche modo al fotografo che l’ha scattata. Si sa e basta, e diventa un oggetto unico, slegato dal mare di immagini che ci passano davanti ogni giorno.

Chi sono le persone davanti al tuo obiettivo?
Le persone davanti al mio obiettivo cambiano sempre, ma i miei scatti preferiti sono sempre quelli delle persone con cui riesco a trovare una sorta di connessione, che capiscono cosa voglio ritrarre e che sono disposti ad avere un dialogo significativo con me per aiutarmi a creare quell’immagine. La maggior parte delle persone che ritraggo sono persone transgender, e credo che sia perché percepisco che la comunicazione all’interno di quello spazio è qualcosa che capiamo e condividiamo.

Cosa vorresti dire a chi sta leggendo questo articolo?
Non lasciare che il settore ti definisca, definisci te stesso all’interno dell’industria. È un piccolo cambiamento di prospettiva, ma è quello che più conta, credo.

@liaclay

Hao Nguyen per il libro fotografico
Hao Nguyen
Hao Nguyen per il libro fotografico
Hao Nguyen

Hao Nguyen

Raccontaci la storia dietro le tue foto pubblicate su New Queer Photography.
Sono per lo più lavori personali che ho scattato ritraendo i miei amici più stretti e le persone che ho conosciuto attraverso i social media.

Cosa speri che le persone portino via dal tuo lavoro? E cosa impari tu dal tuo stesso lavoro?
Spero che le persone possano comprendere quanto il viaggio di ognuno sia unico nel suo genere. Da parte mia, guardare le immagini che ho scattato è un continuo promemoria per me stesso, perché mi spinge ad essere una persona migliore. Cerco di vedere le qualità che ammiro in ogni individuo con cui mi connetto, sperando di scoprirne altrettante in me stesso.

Hai un forte interesse per l'identità e l'espressione queer. Cosa ti ispira quando crei le tue immagini?
Ciò che mi continua ad ispirare nel mio lavoro è la voglia di vedere cambiamenti in me stesso. Ho conosciuto uno spettro più ampio della comunità LGBTQ+ solamente dopo aver vissuto nel cuore di New York due anni fa. Venendo dalla periferia al di fuori di Toronto, mi ci è voluto un pò ad adattarmi, oltre a rendermi conto dell'importanza dello stare insieme e della capacità di esprimere me stesso nella forma più vera ed autentica.

Cosa significa per te essere queer?
Essere queer significa staccarsi continuamente dal vivere nella normalità.

@haonguyen.jpg

Maria Clara Macri per il libro fotografico
Maria Clara Macri
Maria Clara Macri per il libro fotografico
Maria Clara Macri

Maria Clara Macrì

Raccontaci la storia dietro la tua serie di foto pubblicate su New Queer Photography.
La selezione fa parte del mio progetto In Her Rooms, scattato durante i miei viaggi negli Stati Uniti ed in Europa. Non ho mai viaggiato con un piano preciso, l'unica forza trainante era trovare nuovi soggetti. Attraverso di loro, sono riuscita ad ritrarre una donna capace di creare la propria cultura, il proprio mondo e il proprio modo di vivere al di fuori delle convenzioni che la società ci impone—una donna costantemente in procinto di scoprire se stessa.

Sei famosa per la sperimentazione con l'empatia, l'intimità e la rappresentazione femminile. Quanto è importante l’empatia nel tuo lavoro?
Condivido l'empatia con le persone, soprattutto con gli estranei. Fa parte del mio modo di essere, con e senza fotocamera. Penso che sia perché sono in un processo costante di esplorazione delle mie emozioni. Mi dà il privilegio di essere onesta e senza filtri quando sono con gli altri. In questo modo, chi si interfaccia con me si sente subito accettato, accolto e compreso. L'empatia è l'energia in cui ci troviamo. Senza empatia, In Her Rooms non sarebbe mai potuto esistere.

Dove trovi le donne che scatti, e chi sono?
Ho contattato alcuni dei miei primi soggetti su Instagram, soprattutto quando ero a New York, e altre donne invece mi hanno scritto perché volevano far parte del progetto. La maggior parte l’ho incontrata per strada, e alcune erano amiche di altri soggetti che avevo scattato. Sono tutte ragazze dalla forte personalità. Creative, libere e selvagge. Figlie della Luna che hanno il coraggio di essere se stesse, anche con le loro fragilità. Adesso fanno parte della mia vita anche se sono lontane—le mie amiche e sorelle.

La maggior parte di loro sono nude o coperte a malapena. Cosa significa per te “intimità”?
Non collego l'intimità con l'essere nudi. La nudità è la forma autentica di noi stessi, l'intimità è un mondo, un sentimento, un luogo. Intimi sono i nostri dialoghi prima e durante le riprese, è il luogo in cui ci troviamo sia fisicamente che spiritualmente. Il più delle volte, l'intimità è la conseguenza diretta dell'empatia. Probabilmente sono più nuda dei miei soggetti quando condivido le loro foto perché parlo della mia visione e del mio senso di sensualità, del mio sguardo intimo sulle donne, della mia fantasia, delle mie esperienze e della mia verità.

@meryornot

Spyros Rennt per il libro fotografico
Spyros Rennt
Spyros Rennt per il libro fotografico
Spyros Rennt 

Spyros Rennt

Raccontaci la storia dietro le foto pubblicate su New Queer Photography. Sono tutte immagini scattate a diversi eventi queer tra il 2017 e il 2019. Le location variano, alcune sono state scattate a Berlino, altre a Parigi e Atene. Tra tutte, solamente un’immagine non è stata scattata in qualche club o festa, come al Boar di Berlino o al Menergy di Parigi.

Sei a casa nella vita notturna di Berlino. Qual è stato l'impatto della pandemia sulla tua vita e sul tuo lavoro dopo la chiusura di tutti i club?
Il mio lavoro consiste principalmente nel documentare la mia vita e le mie esperienze. I club possono essere chiusi, ma c'è ancora una vita da vivere al di fuori di essi. Il fatto che la città avesse uno dei blocchi più lievi ed un numero basso di casi in generale, significava che le interazioni sociali potessero essere più intime (e un po’ underground). Ho creato alcuni dei miei lavori più interessanti dopo maggio di quest'anno, dentro e fuori gli appartamenti delle persone, facendo tante nuove amicizie e riscoprendo la mia città.

Cosa hai imparato su te stesso e sul tuo lavoro negli ultimi sei mesi?
Ho scoperto che prendersi una pausa, rallentare, studiare e osservare i vecchi lavori può portare ad un nuovo flusso di creatività ed ispirazione.

Cosa ti fa sperare per il futuro, soprattutto per quanto riguarda la comunità LGBT +?
Il fatto che siamo creativi, resilienti, pieni di risorse e ci sosteniamo a vicenda.

@spyressence

Bettina Pittaluga per il libro fotografico
Bettina Pittaluga
Daniel Jack Lyons per il libro fotografico
Daniel Jack Lyons
Laurence Philomene per il libro fotografico
Laurence Philomene
Matt Lambert per il libro fotografico
Matt Lambert
Robin Hammond per il libro fotografico
Robin Hammond

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Crediti


Tutte le immagini su gentile concessione di New Queer Photography

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