Il cabaret queer di Milano che porta sul palco drag burlesque e stand-up comedy

Si chiama "Drama Milano" e la fotografa Clotilde Petrosino ne ha documentato gli show degli ultimi 6 mesi prima del lockdown.

di Amanda Margiaria
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26 giugno 2020, 10:06am

"Quando ho varcato la soglia di Ostello Bello in via Medici, scendendo le scale non immaginavo che mi sarei trovata in un posto che avrei sentito come un'altra casa nei mesi a venire. Le pareti verde scuro, le luci soffuse, la corsa alle ultime prove prima di andare in scena, mentre gli artisti si preparavano in un bagno minuscolo, mi sono mancate e mi mancano tuttora."

Drama Milano cabaret queer
Drama Milano cabaret queer

Così esordisce Clotilde Petrosino quando mi racconta la genesi di Drama, il progetto fotografico a cui ha lavorato nella seconda metà del 2019 per documentare Drama Milano, il primo cabaret queer della città. In particolare, mi spiega, si è concentrata sulla vita dietro le quinte dei performer e del team che lavora allo show.

Drama Milano cabaret queer
Drama Milano cabaret queer

Clotilde è una pluripremiata fotografa che vive a Milano, dove si occupa di moda e reportage, concentrandosi sulle tematiche di identità e sessualità. Si appassiona al medium fotografico da bambina, quando il nonno le lasciava scattare le ultime due o tre foto dei suoi rullini. Clotilde decide poi di fare della fotografia il suo lavoro, ma a caro prezzo, come mi racconta: “Deludendo le aspettative e i programmi della mia famiglia, che voleva che prendessi una laurea in medicina, ho dovuto finanziare quasi completamente la mia formazione. Arrivando anche a fare due lavori mentre studiavo.”

Drama Milano cabaret queer
Drama Milano cabaret queer

Per Clotilde la fotografia è un mezzo che le permette di fare due cose contemporaneamente: da un lato, raccontare le storie che catturano la sua attenzione; dall'altro, osservare quelle storie, così come le persone e i luoghi in cui vengono costruite, ma sempre in punta di piedi. "Come fotografa sono quasi invisibile," ammette candidamente. "Mi mimetizzo, cerco di non disturbare nessuno, ma nel mio silenzio, quando scelgo di seguire una storia, mi lego indissolubilmente a essa e alle persone che racconto."

Drama Milano cabaret queer
Drama Milano cabaret queer

Per Drama è stato esattamente così: dopo essere stata invitata a uno spettacolo dal direttore artistico e regista Stefano Protopapa, Clotilde non ha più mollato la sua storia, documentandone gli appuntamenti settimanali per oltre sei mesi. Ma, mi confida, non è finita qui: appena gli show riprenderanno, anche lei tornerà a sviluppare Drama, con l'obiettivo di creare un corpus fotografico pluriennale, da pubblicare eventualmente sotto forma di libro.

Drama Milano cabaret queer
Drama Milano cabaret queer

Così Drama, per lei, è diventata una seconda casa, un luogo dove rifugiarsi in una città che conosceva a malapena, essendosi trasferita a Milano da poco più di un mese. "A chi dice che è una città frenetica, dove è difficile trovare persone disponibili e ambienti accoglienti, rispondo con questa storia," sintetizza con sincerità. "Mi sono sentita accolta, rispettata e coinvolta fin dal primo giorno. Spesso mi ritrovavo a cenare insieme a loro, o ad aiutare qualcuno a vestirsi: dietro le quinte si respirava un’atmosfera intima, familiare. Gli artisti si supportano e aiutano a vicenda, in modo coerente con il messaggio di inclusione che trasmettono all’esterno." Perché, come conclude Clotilde:

Drama Milano cabaret queer
Drama Milano cabaret queer

"La libertà di poter essere se stess*, di sentirsi liber* di essere, senza paura del giudizio, senza paura di essere discriminat* o aggredit* è un bene prezioso e, purtroppo, ancora oggi difficile da ottenere. Se ognuno di noi, nel suo piccolo, proverà a cambiare le cose, prima o poi le cose cambieranno davvero. Restare neutrali, o lottare per i propri diritti solo una volta l'anno non aiuterà il cambiamento."

Drama Milano cabaret queer
Drama Milano cabaret queer

Crediti

Testo di Amanda Margiaria
Fotografia di Clotilde Petrosino

Drama Mothers
Stefano Protopapa - direzione artistica e regia
La Gacta - social media e stage kitten
Claudio - social media e archivio
Federico Salis - grafche e illustrazioni
Gabro - backstage mgr e amministrazione
Ella Bottom Rouge - host

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