Immagini tratte dal numero di i-D "The Role Model Issue" dell'autunno 2012. Fotografia di Matt Jones.

Sei uno studente di moda in erba? Ecco le piattaforme essenziali per fare ricerca

Il tempo dei moodboard realizzati su Instagram è finito.

di Alexandre Zamboni
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19 maggio 2020, 10:55am

Immagini tratte dal numero di i-D "The Role Model Issue" dell'autunno 2012. Fotografia di Matt Jones.

Know your Fashion History è la rubrica di i-D Italy in cui ripercorriamo i momenti salienti della storia della moda contemporanea, che ne influenzano e manipolano il presente determinandone spesso il futuro. Ogni articolo si propone di raccontare fenomeni legati all’industria della moda, i suoi personaggi chiave e le sue ripercussioni—mai senza un pizzico di ironia.

Oggi vi illustriamo le piattaforme online attraverso cui è possibile immergersi nella storia del costume e della moda contemporanea. Dagli archivi digitali ai canali Youtube, impariamo a conoscere il passato per interpretare con più consapevolezza il presente.


Di quali strumenti ha bisogno uno studente di moda per affrontare al meglio un percorso universitario? Che cosa consigliare ai futuri designer, stylist, modellisti e illustratori di moda? La risposta è una sola: leggere, osservare e sognare. Assimilare cultura, in ogni sua forma. In un momento storico come questo è importante che le nuove generazioni di studenti di moda abbiano un background culturale solido e che utilizzino le risorse a disposizione per creare in modo intelligente.

Il tempo dei moodboard realizzati con Instagram è decisamente finito. Per ideare contenuti freschi e di spessore è fondamentale conoscere il passato, così da essere consapevoli dei propri riferimenti e di ciò che è stato creato. Detto in altre parole: bisogna essere al corrente della conversazione culturale attuale e fare tanta, tantissima ricerca. Non basta seguire qualche pagina aesthetic su Tumblr e Instagram per fare una collezione cool e scattare il lookbook con un Motorola del 2006. Dovete essere curiosi, unici e rigorosi.

Per uno studente è fondamentale collegare le opere e gli autori, così come imparare a distinguere e conoscere le fonti da cui attinge. Per questo motivo, è pericoloso affidarsi unicamente ai social quando si fa ricerca.

E se vi state chiedendo perché sconsigliamo di fare ricerca su queste piattaforme, data l'esistenza di numerosi account che propongono contenuti dedicati alla storia della moda, la risposta è semplice: certo, i profili interessanti sono facilmente reperibili su IG, ma nella maggior parte dei casi le foto vengono postate senza il nome dell’autore, o comunque senza informazioni precise e non all’interno di un contesto, mentre per uno studente è fondamentale collegare le opere e gli autori e imparare a distinguere e conoscere le fonti da cui attinge.

Per questo motivo, è pericoloso affidarsi unicamente ai social media quando si fa ricerca: danno l’illusione di offrire molte informazioni e arricchirci, ma in realtà causano confusione e approssimazione. Per gli studenti di moda è invece importante elaborare i dati assimilati con cognizione di causa, creare delle mappe mentali e utilizzare delle piattaforme specifiche che hanno catalogato le informazioni professionalmente all’interno di un disegno più ampio, il cui scopo è proprio archiviare nozioni con uno scopo divulgativo.

Oggi abbiamo la fortuna di avere a portata di click un database di informazioni sterminato, in cui è però facile perdersi. Per gli studenti di moda è invece importante elaborare i dati assimilati con cognizione di causa.

Non aspettate di cominciare l’università per ampliare il vostro bagaglio culturale in materia di moda. Chiudete Tik Tok, smettetela con i selfie e aprite il laptop. Per fare ricerca non serve necessariamente andare in biblioteca, potete cominciare a farvi una cultura di moda anche in quella giungla di dati che è la rete, comodamente seduti sul vostro divano. Grazie alla tecnologia, oggi abbiamo la fortuna di avere a portata di click un database di informazioni sterminato, in cui è però facile perdersi.

Ovviamente, i libri rimangono la prima scelta quando si tratta di apprendimento, approfondimento e ricerca, ma in mancanza di essi internet offre una serie di piattaforme straordinarie dove si possono visitare virtualmente le mostre dei più importanti musei del mondo, seguire panel di discussione sulla moda eco-sostenibile o vedere in diretta l’ultima sfilata di Junya Watanabe.

Ecco qui, dunque, i principali siti per iniziare a intraprendere il vostro percorso culturale della moda, quelli che ogni studente di moda deve non solo conoscere, ma anche utilizzare assiduamente per fare ricerca. Alcune sono piattaforme molto conosciute, altre un po’ meno, ma tutte propongono dei contenuti che possono essere utili sia ad una matricola del primo anno che non sa dove sbattere la testa, sia ad un liceale curioso che preferisce la moda alla matematica [ogni riferimento è puramente casuale, NdA], sia ad uno studente navigato che vuole approfondire le proprie conoscenze e tenersi aggiornato.

SHOWstudio

Fondata nel 2000 dal fotografo Nick Knight, questo sito all’avanguardia d’ora in poi sarà il vostro mezzo preferito per rimanere connessi alla contemporaneità. Da vent’anni la piattaforma pubblica contenuti che hanno anticipato i tempi, rendendo possibile l’accesso ad eventi che prima si potevano solo sognare. Tra i primi ad utilizzare lo streaming live infatti, il team di SHOWstudio ha saputo reinventare la comunicazione digitale della moda, intuendo con largo anticipo le potenzialità dei media digitali per la moda. All’interno del sito potete trovare un insieme eclettico di contenuti multimediali: cartamodelli scaricabili di capi di J.W. Anderson e John Galliano, interviste ad Anna Sui ed Iris van Herpen, e chi più ne ha più ne metta. L’aspetto più interessante del sito risiede proprio nel far parlare gli insider del settore, svelando le storie e sviscerando il processo creativo dietro a vestiti, sfilate e fotografie.

Models.com

Ovvero, il database per conoscere i volti del settore. Ma non solo: attraverso questo sito, fondato nel 1999, avrete accesso ad un incredibile archivio di sfilate, campagne pubblicitarie, editoriali e video. Models.com è molto organizzato e digitando il nome di una modella, di uno stylist o di un designer otterrete una cronologia completa dei suo lavori, dai più recenti ai più vecchi. Si tratta della piattaforma ideale per rintracciare le connessioni tra i professionisti e i nomi dietro le immagini che vediamo ogni giorno sui social. Ideale per chi si interessa più all’aspetto marketing e comunicazione.

EFHA

Se non conoscete ancora questo archivio online, affrettatevi a visitarlo e ad immergervi nella suo immenso database. EFHA sta per European Fashion Heritage Association e si tratta di una raccolta virtuale delle collezioni di più di 40 grandi e piccole istituzioni museali, provenienti da 14 paesi dell’Unione Europea. Lo scopo di questa incredibile piattaforma è rendere accessibile gratuitamente l’eredità culturale della moda europea a studiosi, curiosi e professionisti. La collezione raccoglie circa un milione di elementi tra oggetti e abiti storici, accessori, foto e disegni. Potete perdervi nei suoi meandri o seguire gli articoli pubblicati mensilmente sul sito e approfondire la storia delle sorelle Fontana o la couture anni ‘90 di Jean Paul Gaultier. EFHA aspetta solo voi.

Google Arts and Culture, Indossiamo la cultura

Si tratta del portale più completo della rete per scoprire le mostre e le collezioni dei luoghi del sapere della moda, dal LACMA di Los Angeles fino al KCI (Kyoto Costume Institute). All’interno del sito potrete non solo collegarvi ai siti di 179 Istituzioni ma anche immergervi in più di 400 storie create da musei come il Victoria and Albert di Londra e la fondazione Gianfranco Ferré, per citarne alcuni. L’approccio è molto didattico e accessibile, permettendo anche a profani di avvicinarsi alla storia di figure affascinanti come Alexander Mcqueen ed Henriette Fortuny. Inoltre, consigliamo vivamente in questo tempo di lockdown la visita virtuale di mostre, ad esempio Game Changer del Momu di Anversa, che rintraccia i designer che hanno radicalmente cambiato la silhouette durante il ventesimo secolo.

Costume Institute MET

Tutti conoscono il celeberrimo Met Gala, il famigerato primo lunedì di maggio, vetrina per celebrities di diverso rango e cibo per i rotocalchi. Abbandonate il red carpet e fate un giro nel portale digitale del Costume Institute, dipartimento del Metropolitan di New York, il celebre museo della grande mela che quest’anno avrebbe dovuto festeggiare i suoi 150 anni con la mostra About Time: Fashion and Duration (qui trovate una preview).

Business Of Fashion

Ai futuri studenti di economia e marketing della moda, ma in realtà a tutti i curiosi, consigliamo di iscriversi al sito Business of Fashion, piattaforma creata per analizzare le dinamiche dell’industria globale della moda—un sistema che genera migliaia di miliardi e milioni di posti di lavoro. Il sito è a pagamento, ma potete aver accesso a tre articoli al mese gratuitamente ed esplorare anche BOF 500, la lista completa delle personalità più influenti del fashion system. Anche la newsletter è gratuita, ed è a sua volta uno strumento di curatela di moda: ogni giorno, BOF vi consiglia via email 5 articoli da leggere, pubblicati però da altre testate.

Fashion History Timeline

Questa piattaforma online nasce da un’iniziativa della facoltà di storia dell’arte del FIT (Fashion Institute of Technology) e si propone di ripercorrere la storia del costume e della moda dall’antichità ad oggi, come una vera e propria linea del tempo digitale. Fashion History Timeline offre numerosi contenuti che decriptano il vocabolario della moda attraverso i secoli e spiega il significato di numerosi vestiti, tendenze e opere d’arte che hanno influenzato la cultura visuale. All’interno potrete trovare recensioni dei costumi di film come Elisabeth (1999) e saggi sul vestito da sposa della regina Vittoria e sulla moda del rinascimento italiano. Il portale è in continua evoluzione e presto verrà arricchito con biografie di designer del XVIII e XIX secolo, ma anche contenuti sulla moda non occidentale.

Vogue Runway

Anche i muri conoscono la bibbia delle sfilate, erede del leggendario sito Style.com. E probabilmente chiunque, prima o poi, ha sbirciato o ha osservato la sezione details del suo designer preferito. Il consiglio che vi diamo, però, è di utilizzare la piattaforma in modo diverso e osservare con più attenzione i contenuti disponibili all’interno. Non guardate solo l’ultima sfilata di Prada, ma addentratevi nella fashion week di Tblisi per scoprire gli ultimi pezzi di George Keburia, il lookbook del brand danese Cecilie Bahnsen, e l’ultima sfilata della Central Saint Martin. Inoltre, il sito viene costantemente aggiornato anche a ritroso: oltre alle sfilate più recenti, potete esplorare in HD le collezioni vintage, principalmente anni ‘90, di case di moda come Margiela e Chanel. Infine, non siate pigri e andate della sezione backstage e trucco per osservare da vicino i trucchi di Pat Mcgrath e le acconciature di Guido Palau, non rimarrete delusi.

La sezione moda di Youtube

Il mese scorso abbiamo stilato un elenco dei migliori documentari da guardare su YouTube per avere un’infarinatura generale del sistema moda. Il senso era: chiudete Netflix per una sera, e aprite invece Youtube ma non per perdervi in video come Best vines e Random stuff I have saved in my iPhone [di nuovo, ogni riferimento è puramente casuale, NdA]. Godetevi invece tutti questi magnifici scorci del mondo della moda, e già che ci siete date un occhio al canale di Loïc Prigent e di HauteLeMode: oltre che farvi 4 genuine risate potreste addirittura imparare qualche aneddoto interessante.

Covers / i-D

Ultimo ma non ultimo, un po' di sano campanilismo, per ricordarvi che online è disponibile il database completo delle cover di i-D, dal 1980 ad oggi: 40 anni di occhiolini e momenti di rottura, elaborati da figure come Alastair McKimm e Naomi Campbell. Qu trovate le nostre 35 cover preferite di sempre, ad esempio, mentre qui abbiamo ripercorso la storia delle copertine più iconiche. Scoprirete così che nel 1993 Sonic the Hedgehog (sì, proprio il riccio blu dei videogiochi) fu una delle prime cover star immaginarie, anticipando di un decennio buono la tendenza dei modelli virtuali; oppure che nel 1987 la rispettabile stella del cinema Rachel Weisz posò come coniglietta playboy, ben prima di diventare famosa.


Siamo giunti alla fine di questa veloce, ma indispensabile lista delle piattaforme di ricerca per studenti di moda. Per la gioia del vostro bagaglio culturale e dei vostri docenti, che non dovranno così sentirsi dire: “Non so chi sia Peter Lindbergh o Rei Kawakubo”, frequentare questi siti vi permetterà di arrivare al primo anno di università non completamente sprovveduti.

Ma questo è solo l’inizio. Anche le biblioteche sono luoghi del sapere imprescindibili, dove cibarvi di manuali, saggi e magazine, di moda e non solo, poiché è senz’altro importante conoscere il proprio settore, ma va sempre tenuto presente che non si tratta di una bolla a sé stante, bensì di un settore in dialogo costante con le più svariate discipline.

Crediti

Testo di Alexandre Zamboni
Immagini tratte dal numero di i-D "The Role Model Issue" dell'autunno 2012. Fotografia di Matt Jones.

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