Immagine di sinistra: Lacerazioni di Lorena Florio, Immagine di destra: Mattia Pajè, Ciao, 2019, courtesy Fondazione smART e l'artista. Foto di Francesco Basileo.

12 community, progetti, collettivi e spazi culturali a Roma

Tra moda, arte e fotografia, queste sono le realtà che si stanno affermando nel tessuto urbano della Città Eterna come epicentri di ricerca e hub sperimentali.

di Carolina Davalli
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13 dicembre 2021, 10:43am

Immagine di sinistra: Lacerazioni di Lorena Florio, Immagine di destra: Mattia Pajè, Ciao, 2019, courtesy Fondazione smART e l'artista. Foto di Francesco Basileo.

Roma è da sempre un bacino in cui correnti artistiche, movimenti culturali e fenomeni sociali hanno trovato spazio per potersi affermare, ibridandosi a vicenda e riuscendo a plasmare il substrato creativo della città.

Il brusio culturale di questa metropoli si concretizza in una scena artistica underground formata da una moltitudine di hub culturali, collettivi, spazi multidisciplinari e progetti di ricerca. Qui sotto, abbiamo raccolto i più rilevanti.

12 progetti e collettivi culturali a Roma che dovresti conoscere

THIS IS US

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Fotografia di Maria Di Stefano, Michael e Barbara, Tor Sapienza, 2021

Progetto fotografico ideato dall’artista multimediale Maria Di Stefano e curato da Veronica He, THIS IS US raccoglie 30 ritratti inediti di giovani di seconda generazione con l’obiettivo di restituire un’immagine quanto più autentica, intima e reale della loro esperienza nella capitale. In uno scambio tra esperienza personale, pratica artistica e contesto urbano, il progetto occupa gli spazi pubblicitari che costellano il percorso della linea del tram 19—che attraversa la città di Roma da Centocelle a Prati—riattivando superfici spesso dimenticate o ignorate. Riappropriandosi dello spazio pubblico, i ritratti realizzano una mostra diffusa che lega esperienze, sguardi e storie collettive e personali in un continuo incontro.

Segui THIS IS US qui e partecipa all’esposizione fino al 20 dicembre 2021.

Megazinne

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Illustrazione di Linda Giulianoconlao

Pubblicazione editoriale indipendente nata dalle menti creative di Ilena Ilardo e Giulia Vigna, Megazinne nasce con l'obiettivo di cambiare la percezione del corpo femminile, distaccandosi dalle visioni distorte, conservatrici e di stampo patriarcale a cui è stato soggetto da secoli. Attraverso articoli, approfondimenti e riflessioni sugli studi e le questioni di genere, la rivista—che ha lanciato il suo terzo numero, incentrato sulla rappresentazione femminile all'interno del mondo del lavoro, proprio qualche settimana fa—collabora con creator, giornalistз e creativз per ottenere quanti più sguardi e punti di vista su ogni argomento che viene trattato. Per ogni numero, le fondatrici scelgono una fondazione o Onlus a cui devolvere il ricavato della vendita, e ad oggi hanno collaborato con Lilt Firenze, la sezione provinciale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, DiRe, associazione che si occupa della tutela delle donne vittime di violenza, e per il terzo numero con AIDOS, l'associazione italiana donne per lo sviluppo.

Segui Megazinne qui.

MACRO

collettivi artistici e piattaforme culturali a Roma MACRO museo

Curato dal nuovo direttore creativo Luca Lo Pinto, il progetto “Museo per l’Immaginazione Preventiva” occuperà gli spazi del MACRO fino a dicembre 2022, presentando una rassegna di progetti, esposizioni e performance inedite. Distorcendo le norme museali e scalfendo le tradizioni curatoriali, il progetto nasce con l’obiettivo di mettere in discussione tutto ciò che ha a che fare con l’ambiente allestitivo, le pratiche artistiche e la loro fruizione. Esempio di questa attitudine è la suddivisione del programma come se fosse un magazine tridimensionale, composto da dieci rubriche—Solo/MultiPolifoniaAritmiciIn-DesignStudio Bibliografico, Musica da camera, Palestra, Retrofuture, Appunti per una collezioneAgorà—ogni volta curate da specifici artistз o gruppi. A dicembre non mancano gli appuntamenti e ogni sezione verrà interpretata da attivazioni e progetti inediti. Segnaliamo in particolare dal 17 dicembre 16MM RUN, una rassegna di proiezioni dedicate a film sperimentali realizzati in 16 mm, e REGENERATION: (Soma)tic Poetry Rituals, la performance relazionale di CAConrad che dal 9 dicembre vivrà nella mostra personale preesistente di Jason Dodge, Cut a Door in the Wolf.

Segui MACRO e scopri tutta la programmazione di dicembre qui.

EKI Magazine

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Lacerazioni di Lorena Florio

Fondato da Camilla Cattabriga, Claudia Sicuranza ed Eleonora Contessi, EKI è un magazine semestrale indipendente redatto in lingua italiana e inglese che parla del concetto di luce, declinato in ogni sua forma. Ospitando artistз affermatз ed emergenti sia locali che internazionali ha come obiettivo quello di creare uno spazio di condivisione e confronto per indagare il tema della luce con sguardo ampio e approcci tentacolari. Mixando tecniche, visioni, sguardi e punti di vista, ogni numero della rivista analizza a fondo e traccia nuove definizioni e identità del concetto luce. Il primo numero a tema LUCE NOTTURNA è appena uscito e include le collaborazioni di direttricз della fotografia, fumettistз, tecnici della luce, illustratricз e compagnie teatrali—per nominarne alcunз—offrendo una panoramica delle applicazioni e interpretazioni di questo ampio concetto.

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ADA

collettivi artistici e piattaforme culturali a Roma ADA
Xenia Perek About Zu, in collaboration with Arthur Guilleminot, 2019 Vertoon: Queer In Transition Compagnietheater, Amsterdam photo by Raymond Van Mil Courtesy of ADA Rome

Fondata nel 2017 e diretta da Carla Chiarchiaro, ADA è una galleria d’arte dedicata alla promozione e supporto della nuova generazione di artistз emergenti. Ospitando progetti che vanno dalla performance all’installazione, passando per la fotografia e l’arte visuale, ADA mette in mostra corps di opere delineando così percorsi espositivi e concettuali condivisi. Segnaliamo il 17 dicembre la live performance The olympic sprint with the giggle laughter #1 e #2 di Xenia Perek, che anticipa la mostra fotografica personale che aprirà a gennaio 2022.

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Gandhara

collettivi artistici e piattaforme culturali a Roma gandhara
Altri Luoghi, 23\06\21, Agata Ferrari, fotografia di Giacomo Riccardi

Fondata nel 2018 da sette creative, Gandhara è una community emergente di giovani appartenenti alla scena culturale romana che prende il suo nome dalla storica regione del Gandhara ( I secolo a.C.- V secolo d.C.). In questa ragione dell’Asia meridionale andavano a confluire influssi differenti, ibridandosi a vicenda e dando così forma a un humus multiculturale incarnato da uno stile di carattere greco-romano-buddhista. Lo spirito di azione del collettivo risiede in questa idiosincrasia, nel desiderio di costruire uno spazio dove i confini tra discipline e pratiche si aprano all’interazione. Il cluster si definisce come spazio di ricerca di artistз e creativз all’avanguardia, luogo in cui ideare eventi interattivi dove tecniche espressive vengono a coesistere in una proposta curatoriale concettuale e visuale. Gandhara diventa così una dimensione immaginaria, una nuova terra nomadica dove personalità differenti si fondono per realizzare esposizioni libere da limiti espressivi. In questa perpetua interazione tra media, atmosfere e sperimentazioni esperienziali sorge un confronto tra pubblico e artistз, che si misurano in un discorso alla pari senza gerarchie o elitarismi.

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Garbatella Images

collettivi artistici e piattaforme culturali a Roma Garbatella Images
Chiara Ernandes

Evento site-specific a cura di Francesco Zizola, Sara Alberani e Francesco Rombaldi, questo progetto artistico si manifesta nello spazio della galleria romana 10b photography e nel contesto dell’iconico quartiere romano Garbatella. Fino al 20 dicembre, infatti, l’hub ospiterà le ricerche visuali e le sperimentazioni progettuali delle artiste Olivia Brighi, Chiara Ernandes, Lorena Florio e Priscilla Pallante che affronteranno il tema del "corpo" inteso come territorio di sperimentazione artistica e spazio per un’indagine interiore di scoperta personale. Corpo diventa così un luogo di incontri tra discipline, storie personali e contesto urbano, capace di delineare un immaginario che fonda archivi visivi pubblici e personali, input iniziale dell’intera ricerca. Da lì prendono forma distorsioni e manipolazioni che facilitano l’acquisto di una visione inedita sulla propria soggettività e quella del quartiere.

Scopri di più sul progetto Garbatella Images presso la galleria 10b Photography qui.

DITO Publishing

collettivi artistici e piattaforme culturali a Roma DITO publishing
Abisso di Alessio Pellicoro

Fondata nel 2020 da Martha Micali e Klim Kutsevskyy, DITO Publishing è una casa editrice indipendente con un focus sulla fotografia contemporanea e le arti visive. Inserendosi nel tessuto urbano come realtà radicale e svincolata dalle produzioni massive di un’industria editoriale già satura, il progetto realizza libri e progetti editoriali in tiratura limitata ed edizioni speciali, sviluppando i lavori in sinergia con gli artisti coinvolti. Prestando particolare attenzione alla ricerca dei materiali e al design del libro, il progetto collabora costantemente con lalegatoria di Roma.

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KAKTUS FARM

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Fotografia di Stefy Pocket

KAKTUS FARM è una casa di moda, un progetto artistico, un marchio di arredamento e uno stile di vita. La visione creativa di Pietro De Feo, fondatore del progetto, affonda le sue radici nella street culture e nel mondo dei graffiti, attingendo dallo spettro di colori eccentrici, texture, lettering e stili che contraddistinguono queste sottoculture. A tutto ciò si aggiunge un’idea, quella di “farm-are”, ossia definire un processo produttivo artigianale che rende ogni pezzo unico eppure potenzialmente illimitato. La filosofia è quella del “one on one” e del “no sold out”, una metodologia che offre uno sguardo sulla reale produzione dei prodotti e del loro valore artistico. A maggio 2021 nasce il Kaktus Box, uno showroom in pieno centro storico che ospita opere dei vari artisti che hanno collaborato con il brand, offrendo servizi non solo di workspace ma anche di vendita di piante grasse.

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Fondazione smART

collettivi artistici e piattaforme culturali a Roma fondazione smart
Mattia Pajè, Ciao, 2019, courtesy Fondazione smART e l'artista. Foto di Francesco Basileo.

Fondazione smART – polo per l’arte nasce nel 2018 come ente no profit per la promozione e diffusione dell’arte contemporanea. Attraverso iniziative espositive, eventi didattici e operazioni culturali specifiche, lo spazio si è fatto strada nel panorama culturale romano come luogo di sperimentazione e punto di incontro tra pratiche, immaginari e progettazioni. Realizzando mostre, laboratori, workshop e incontri con artistз, curatorз, criticз del settore, la Fondazione alimenta anche la collaborazione con altre fondazioni, associazioni, gallerie, accademie, musei con l’obiettivo di innescare sinergie vincenti in linea con la propria visione. Segnaliamo dal 13 dicembre l’apertura di Graziosi abissi di Roberto Fassone a cura di Saverio Verini, prima personale dell’artista a Roma e mostra articolata in cinque movimenti a ognuno dei quali corrisponde un allestimento immersivo inedito.

Segui Fondazione smART qui.

1M sotto la metro

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Fotografia di Elisaveta Yudina

Se sei stato a Roma in questi giorni, avrai sicuramente notato la presenza di installazioni interattive e azioni artistiche immersive presenti sulla linea della metropolitana. Questo è opera del progetto 1M Sotto la metro a cura di Arianna Forte—organizzato da Fusolab in collaborazione con Flyer e ATAC e promosso da Roma Culture—che, già alla sua seconda edizione, ha come obiettivo quello di innescare mostre diffuse di arte interattiva metropolitana. Occupando 5 stazioni della Metro C di Roma con esposizioni e azioni interattive, il progetto si inserisce nel contesto dell’arte pubblica stimolando una nuova e inedita relazione tra artistз e un pubblico non specializzato—i passeggeri della metropolitana—attraverso l’allestimento di opere di new media art e arte interattiva.

Segui RomeOutOfMediaArt e il progetto 1M sotto la metro qui.

VEGA

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Fondato da Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati, VEGA è un duo di artisti visivi e registi cresciuti a Roma, circondati da intrecci di rovine e un tessuto urbano in continua espansione. Questo li porta a voler gettare nuova luce su materiali perduti e a una spasmodica curiosità per gli archivi. La loro pratica nasce dall’urgenza di innescare cortocircuiti tra elementi definiti o già contestualizzati (materiali d’archivio, storie, tradizioni, riti) e teorie, linguaggi ed estetiche contemporanee, in un racconto che permetta a ciò che è rimasto sommerso di venire alla luce attraverso interpretazioni inedite. Nata nell'intersezione tra video arte e cinema, la loro ricerca—che attinge dalle mitologie e personaggi dall’Italia, impressionati da una visione gotico-cosmico-mediterranea—incorpora elementi di performance, nel tentativo di integrare la fisicità e la presenza del corpo e l’immaterialità del video, ibridandole.

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Crediti

Testo: Carolina Davalli
Immagini: per gentile concessione delle piattaforme, spazi e collettivi

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