Artwork di Carolina Micella

Come Anna Dello Russo ha definito l'estetica pre-influencer degli anni '10

Editor, giornalista e icona della moda, AdR ha scandito il passaggio della fashion industry verso il digitale a colpi di outfit eccentrici e provocatori.

di Benedetta Curti
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09 novembre 2021, 11:31am

Artwork di Carolina Micella

Da quando si è trasferita per la prima volta a Milano agli inizi degli anni ‘80, Anna Dello Russo (meglio conosciuta semplicemente come AdR) ha conquistato l’industria della moda grazie alla sua creatività visionaria, che si è spesso riflessa sulle sue scelte di stile. Giornalista, Fashion Editor di Vogue Italia al fianco di Franca Sozzani, autrice, blogger e oggi Editor at Large di Vogue Japan, ma anche proto-influencer e icona della moda, Dello Russo ha scosso lo status quo della moda italiana ed estera affermandosi come una delle personalità più riconoscibili del settore, come figura più fotografata della moda e celebrità internazionale, conquistando un fedele seguito di fan molto tempo prima che esistesse il concetto di insta-fame.

Pioniera del concetto di street style, AdR ha incarnato l’essenza degli anni ‘10 della moda—gli anni dei primi fashion blog, di The Sartorialist e delle pagine inspo su Tumblr, per intenderci—scandendo la traversata della moda verso il mondo digitale a colpi di look sperimentali, eccentrici e ricercati, capaci non solo di sconvolgere insider del settore, ma anche di offrire uno spiraglio sulle potenzialità dell’abito, spesso costretto a moodboard generaliste in cui le proporzioni, gli accostamenti e i tagli “giusti” dettavano le regole del vestiario.

Anna Dello Russo ha rappresentato per il secondo decennio dei Duemila l’alternativa a una moda mainstream pervasiva e sciapa, imbevendo il sistema di riferimenti, accenni e proposte colte e fuori dal comune, sapendo cogliere l’essenza della contemporaneità e del cambiamento prima ancora che diventasse sostanza. Il suo nome è talmente iconico che si è trasformato in una sigla—AdR, appunto—e per celebrarlo abbiamo selezionato alcuni dei momenti più leggendari della sua parabola di stile, dal primo minimalismo, all’ossessione per la sartoria, fino ai suoi picchi di eccentricità.

Fotografata da Helmut Newton, 1986

Nei primi anni ’80, Anna Dello Russo inizia a lavorare nel team editoriale della rivista Donna, venendo presto notata da Condé Nast e presa sotto l'ala di niente meno che Franca Sozzani, da poco a capo di Vogue Italia, e con cui lavorerà fianco a fianco fino a quando, dal 2000 al 2006, prenderà le redini della rivista L’Uomo Vogue. Da allora ha lavorato con i mostri sacri della fotografia come Helmut Newton e Michel Comte, contribuendo a lanciare i grandi stilisti, da Hedi Slimane a Roberto Cavalli.

In questo scatto siamo agli inizi della sua carriera, esattamente nel 1986. Helmut Newton, che ha definito Anna una “maniaca della moda”, la coglie mentre attraversa camminando il cortile del Palazzo di Brera avvolta in un lungo cappotto nero. La scarpa è bassa, da uomo, il portamento signorile, il capo chino e intento a inspirare il fumo di una sigaretta che completa un quadro che sembra esser l’antitesi della regina dello street style per come la conosciamo oggi.

Al 90esimo anniversario di Vogue Paris, 2010

Nel 2010, era già partita la AdR mania. Erano gli anni dei primi blog, della digitalizzazione dell’editoria e della street photography, e stava cominciando l’epoca in cui un mondo prima riservato a pochi sarebbe diventato sempre più accessibile alle masse di fashionistas tramite il web. Anna Dello Russo era riuscita a cogliere la portata di quel cambiamento prima ancora dell’esplosione dei social media, cavalcando l’onda dei trend e diventandone padrona in pochissimo tempo, grazie a uno stile impareggiabile e iconoclasta.

Così, in poco tempo, Anna diventa un magnete per gli obiettivi, sfoggiando stupefacenti creazioni in occasione di red carpet, Gala e Fashion Week. In questa foto ci troviamo al Gala in maschera programmato in occasione del 90esimo anniversario di Vogue Paris, a cui AdR partecipa indossando un abito da sera bianco di Emilio Pucci e un cappello mozzafiato firmato Gareth Pugh. L’accessorio finirà più avanti tra i lotti all’asta Christie’s indetta nel 2018 dalla fashion icon, organizzato per finanziare borse di studio per i giovani talenti emergenti, e occasione in cui una selezione di suoi pezzi d’archivio verrà battuta per un totale di 147 mila euro.

Durante la New York Fashion Week, 2011

Difficile immaginare una Fashion Week senza tutti gli occhi puntati su Anna Dello Russo, a maggior ragione se a completare i suoi outfit eclettici sono accessori di frutta dorata o ingigantita—sua vera e propria ossessione. Piegando il concetto di more is more a suo gusto, lo stile esuberante, bold e senza limiti dell’icona ha graziato le strade delle capitali della moda con una pletora di accessori iconici, in particolare quando si trattava di cappelli.

Tra piume, ornamenti, blocchi di colore e design appariscenti, più volte l’influencer e giornalista italiana è stata ritratta indossando copricapi rappresentanti frutta esotica, con veletta, in pelliccia, delle dimensioni più disparate. "Cherry. Cherry, on my 'ead," sentiamo canticchiare AdR in un’intervista per The Guardian. Di Alan Journo, il cerchietto con veletta e gigantesca ciliegia oro riesce a esaltare anche più mio minimal e tagliente cappotto Balmain.

Al MET Gala, 2011

Se per un periodo lo stile Dello Russo è stato simbolo di abiti spumeggianti, da sera o nude, per tutta la sua carriera la editor e giornalista non ha mai davvero abbandonato la sua passione per una sartoria tipicamente maschile. Infatti, la vediamo indossare in occasione del MET Gala di New York a tema Alexander McQueen: Savage Beauty un completo dello stilista britannico. Giacca redingote, clutch Bulgari e un cappello a forma di uovo con veletta di Alan Journo.

Per il video della campagna “Anna Dello Russo x H&M”, 2012

Fashion shower è il video di presentazione della capsule collection che Anna Dello Russo progetta nel 2012 con il colosso H&M. Come affermò durante la conferenza stampa per il lancio della collezione: “Una fashion shower è un atteggiamento. Significa non essere conformista, non essere pigri, perché è necessario avere una grande energia. La moda ha bisogno di un’energia che sia giovane e sana”. Un’energia di cui AdR si è sempre fatta portavoce e personificazione, e che ha espresso nella sua versione più eccentrica nella videoclip dell’iconica (e problematica) hit. Tubino nero in latex, thigh boots, cuffie dorate e tutto il resto.

Al party “Hallowood”, 2012

Moda è provocazione. Almeno, questo è quello che Anna Dello Russo ci ha insegnato look dopo look, in un processo iconoclasta che vede nello styling l’occasione per sovvertire norme, tradizioni e canoni sociali. E quale esempio migliore di questo modus operandi, se non la decisione di indossare questo abito Fausto Puglisi in occasione del party milanese “Hallowood”? Per questo evento, l’editor mette a soqquadro l’intero panorama iconografico tipicamente italiano per incarnare la figura di un papa bdsm, completo di occhiali grafici, mitra e paramenti barocchi.

Durante la Fashion Week di Parigi, 2013

Ormai è chiaro quanto Anna Dello Russo metta sperimentazione e ironia sempre al primo posto: abiti lunghi in pieno giorno, chiodi di pelle accostati a pezzi couture, volumi ampi e altezze vertiginose, denim e redingote, menswear e tacchi a spillo. Chiunque abbia seguito le evoluzioni di stile di questa icona della moda, molto probabilmente conoscerà già questo look. Miniabito Valentino, un cappello da Topolino—ancora una volta firmato dal suo milliner preferito Alan Journo—e scarpe mary jane con calzino. Uno degli outfit che ha fatto la storia dello street style anni ‘00.

Alla sfilata Emporio Armani, 2017

Pochi capi hanno sollevato tanto scalpore quanto il mini abito a forma di cuore di YSL firmato Hedi Slimane che ha calcato la passerella della collezione F/W 16 del brand segnando uno dei fashion moment più iconici dello scorso decennio. Ma a rendere onore a questo pezzo essenzialmente camp è stata, chiaramente, Anna Dello Russo, che ha deciso di indossarlo in occasione della sfilata Emporio Armani S/S 17—un brand che, ironicamente, è tutto fuorché eccentrico. Con un’operazione kitsch ma radicalmente autentica e genuina, AdR è riuscita a incarnare la sua passione e il suo amore per la moda, rendendo omaggio alla natura più teatrale e drammatica di questa disciplina.

In centro a Milano, 2021

Dopo quasi due anni lontani dalle sgargianti passerelle, questo settembre è tornata finalmente la Milano Fashion Week in formato ibrido. E come non aspettarsi anche un ritorno in grande stile degli outfit di Anna Dello Russo? In questa serie di scatti la vediamo indossare un total look The Attico in palette di colori vibranti. Sotto il blazer arancione si intravede una bralette leggera, abbinato a pump rosa fluo—uno dei colori prediletti di AdR. Ma a completare il tutto sono, come da rituale, gli accessori: oltre al maxi-occhiale, vediamo orecchini a cerchio, bracciali e un’imponente collana oro. Un mix and match audace, ma perfetto.

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Crediti

Testo: Benedetta Curti
Artwork di copertina: Carolina Micella

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