Fotografe di Anastasia Danilov

Ibridazioni e contrasti: vi presentiamo il brand emergente DIMA LEU

Fondato dal designer Dima Leu, il progetto vuole sfocare le linee tra abbigliamento maschile e femminile creando una moda fluida e consapevole.

di Giorgia Imbrenda
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31 dicembre 2021, 5:00am

Fotografe di Anastasia Danilov

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di DIMA LEU, brand emergente based in Italy nato dalla mente creativa dell’omonimo designer Dima Leu.


Con collezioni che spaziano da influssi sartoriali a sperimentazioni estetiche innovative, il marchio fondato nel 2015 ha già fatto molto parlare di sé sia per quanto riguarda il campo del menswear che dell’abbigliamento da donna. Tutte le sue collezioni presentano infatti capi unisex e fluidi, e sono il risultato di una produzione che ha alla base processi sostenibili—un processo che prende forma, per esempio, nella volontà di creare capi in edizione limitata partendo da tessuti di scarto e Made in Italy.

Incuriosite dalla filosofia dietro al brand e dal recente lancio di questo progetto personale, abbiamo intervistato il designer per saperne di più sulla storia e gli obiettivi dietro a DIMA LEU.

brand emergente DIMA LEU intervista rebel label

Ciao Dima! Raccontaci di te, della tua formazione e di come sei diventato uno stilista.
Ciao! Sono nato nella piccola città di Leova in Moldavia e sono cresciuto in Italia. Mi sono formato all’Università IUAV di Venezia con una laurea in design della moda e nel 2015 ho creato il mio brand, iniziando a vendere i miei prodotti attraverso alcuni dei più importanti rivenditori internazionali come Opening Ceremony, DSM e Journal Standard. Recentemente—nel 2020—ho vinto il contest WHO IS ON NEXT? come miglior designer menswear emergente e fino ad oggi non smetto mai di esprimermi attraverso la pratica della progettazione di moda. Così è iniziato il mio percorso di designer.

Come definiresti in tre parole il tuo progetto?
Creatività, fantasia, libertà.

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Qual è l'unicità di DIMA LEU? Quell’elemento che lo differenzia da tutti gli altri brand presenti oggi sul mercato?
L'unicità del mio marchio sta nel fatto che racconta la visione di un singolo. Tutte le persone sono uniche e straordinarie a modo loro, e il mio lavoro si differenzia dagli altri brand esattamente nella stessa maniera. Non mi paragono ad altri mondi, seguo ciò che sento e creo ciò che mi dà piacere e gioia. Il segreto della mia unicità è fidarmi di me stesso e non vergognarmi mai di chi sono.

L'ultima collezione ANDANTE è un tripudio di innovazione e combina costruzioni bidimensionali e geometrie. Da cosa è nata l'ispirazione?
Nell’estate 2021 si è concluso il mio triennio di permanenza e lavoro nella splendida Valle d'Itria, un percorso che ho voluto coronare e celebrare attraverso la mia ultima collezione—che è il risultato della mia ricerca degli ultimi anni. Il progetto rappresenta la conclusione di una fase creativa del mio lavoro e l'inizio di una nuova.

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Il tuo brand è unisex e genderfluid, qual è il concept dietro a queste scelte?
La creatività non ha e non dovrebbe avere vincoli, è un luogo dove non ci sono leggi, confini. Per me il concetto di vestiario unisex è come un foglio bianco attraverso il quale chi lo indossa può esprimere liberamente il proprio carattere e la propria identità. Il femminile e il maschile sono due punti estremi di un segmento che contiene infinite variazioni, tutte modellisticamente interessanti. A livello di costruzione, questo incontro rappresenta sempre più uno stimolo alla sperimentazione e alla ricerca di un compromesso estetico e progettuale. Ammiro molto le sperimentazioni sull’unisex di Rudi Gernreich degli anni ’70 e tutta la rivoluzione del denim che c’è stata prima. Oggi il concetto dell'unisex fa parte della nostra cultura e mi interessa molto la ricerca di un nuovo modello di femminilità e di mascolinità.

Credi che i social media, soprattutto Instagram, siano indispensabili per permettere a un brand emergente di farsi conoscere?
Oggi esistono tantissime opportunità sia nel mondo reale che in quello virtuale per farsi conoscere e i social network sono solo uno degli strumenti.

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li porteresti?
Mi piacerebbe invitare Elsa Schiaparelli, Vievienne Westwood e Ann Demeulemester a cena a casa mia.

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Parlando di sostenibilità: perché è importante e in che modo si può ridurre l'impatto ambientale di un brand?
La sostenibilità consiste nel creare capi di qualità che durino nel tempo e invitino il consumatore a un acquisto più consapevole. Credo che un designer possa contribuire alla salvaguardia dell’ambiente producendo abbigliamento di qualità e proponendo al mercato alternative al fast fashion e all'abbigliamento destinato a diventare spazzatura.

Dove ti vedi tra 5 anni?
Tra 5 anni mi vedo in un nuovo mondo costruito sulla qualità, la comprensione reciproca, l'amore e la gioia.

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Crediti

Testo: Giorgia Imbrenda
Fotografie: Anastasia Danilov
Stylist: Lidia Litvinova

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