Immagini via LaFragile

LaFragile trasforma in tatuaggi tutte le tue opere d'arte preferite

Lo stile del "mini-realismo" porta quadri, film e illustrazioni sulla pelle di chi si fa tatuare.

di Giorgia Imbrenda
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23 marzo 2020, 10:31am

Immagini via LaFragile

Tatuaggini è la rubrica di i-D che vi fa conoscere i nuovi tattoo artist italiani di cui non avete mai sentito parlare. Sono giovani, hanno uno stile unico e stanno riscrivendo le regole della loro industria. Li scegliamo perché rispettano i valori in cui i-D crede e per cui lotta da sempre, che sono tolleranza, diversity e inclusività.

Oggi vi presentiamo Alice Lando, in arte LaFragile. Se vorrete farvi tatuare da lei, questo è il suo account Instagram. Siamo sicuri risponderà ai vostri DM in tempo zero.

tatuatore lafragile intervista

Ciao! Ci racconti come hai iniziato a tatuare? E qual è stato il primo tatuaggio che hai fatto?
La prima volta ho provato un po’ per caso in una domenica di noia, e me ne sono innamorata. Mi è piaciuta l’estrema concentrazione da mantenere, quasi come se fosse un rito; una bolla nella quale entri e ci siete solo tu e il tuo lavoro, tutto il resto sparisce, rimane al di fuori. Ho riprodotto un flash traditional di uno squalo sulla coscia del mio compagno, che ancora oggi guardo sorridendo.

Come descriveresti il tuo stile?
La riproduzione in piccola scala di soggetti provenienti principalmente dal mondo dell’arte, dell’illustrazione e del cinema. Credo che la definizione più adatta sia “mini-realismo”.

tatuatore lafragile intervista

Cos’è per te il colore? E come mai hai deciso di non usare la linea nera?
Il colore è un elemento che mi permette di avvicinarmi maggiormente al reale, nonché una difficoltà tecnica alla quale mi piace sottopormi. È un po’ una sfida contro me stessa, vedere ogni volta quanto più in là riesco a spingermi. Ho deciso di rimuovere la linea nera per lo stesso motivo, per dare ai lavori un’ulteriore realismo e per distaccarmi dalle classiche regole che spesso limitano la visione di questa professione.

Guardando i tuoi tatuaggi, è impossibile non notare la fortissima influenza dell’arte pittorica. Ci parli un po’ meglio del rapporto tra tatuaggio e pittura?
Il mio legame con la pittura ha due aspetti importanti: il primo è sentimentale. Sono sempre stata affascinata da ciò che è antico, che trasmette una storia oltre alla sola bellezza estetica. È un mezzo per tornare alle origini, al fatto a mano con cura, tempo e sentimento. Il secondo invece è un fattore tecnico. Come dicevo prima, mi è sempre piaciuto sfidarmi quando lavoro e riprodurre un quadro in scala così ridotta, in tutti i suoi dettagli, mi impegna e appaga.

tatuatore lafragile intervista

Hai mai detto di no alle richieste dei tuoi clienti?
Certo, capita molto spesso. Sono abbastanza selettiva nella scelta dei soggetti. Per me la cosa più importante in assoluto è realizzare qualcosa di cui io possa andare orgogliosa di aver trasmesso ad una persona. Qualcosa che sia io che il mio cliente possiamo guardare soddisfatti. Se questo fattore viene a mancare, allora per me non ha senso.

Quale consiglio daresti a chi si è comprato ora la prima macchinetta e vuole iniziare a tatuare?
Il consiglio che darei è quello di amare. Di amare tantissimo quello che si sta per realizzare. Senza questo non c’è il perché, qualsiasi lavoro perde totalmente di senso. In questo mondo nessuno ti regala nulla, anzi, ti devi fare avanti con i denti, e se non ami con tutto te stesso il tuo sogno, non andrai da nessuna parte.

tatuatore lafragile intervista

Qual è il tatuaggio che hai fatto a cui sei più legata in assoluto?
Non credo ci sia un tatuaggio in particolare al quale sono più legata. Ci sono delle tipologie che mi piacciono in maniera particolare, alcuni quadri o illustrazioni, quelli un po’ più di nicchia, che non tutti richiedono. Ma oltre al fattore estetico, per me conta la storia che racchiudono, mi lego molto al loro significato, e alle persone. Uno degli aspetti più importanti resta per me il rapporto con il cliente, l’empatia con la persona che ho di fronte. Ormai con alcuni è nato un rapporto quasi di amicizia; è sicuramente la parte che più mi rende felice di quel che faccio.

Chi sono tre tatuatrici donne in Italia che stanno spaccando?

Ammetto purtroppo di non essere molto informata sul panorama italiano, guardo molto all’arte internazionale. Quando guardo un'artista non riesco a separare i suoi lavori dalla personalità che esprimono. Se dovessi nominarvi tre tatuatrici donne che spaccano e che mi piacciono dal punto di vista umano, vi direi: - Aimèe Cornwell, UK - Kate Mackay Gill, UK - Alice Carrier, USA.

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Consideri il mondo del tatuaggio un ambiente prevalentemente maschilista, oppure pensi che le cose pian piano stiano cambiando?
Le cose stanno cambiando, ma molto dipende dall'ambiente. Io, oltre ad essere una donna, sono entrata a far parte di questo mondo abbastanza giovane, appena finite le scuole superiori, e la combo di questi due fattori spesso ha fatto in modo che mi guardassero dall’alto al basso. Ammetto poi di avere un carattere abbastanza timido con gli sconosciuti (a parte i clienti) e tendo spesso ad isolarmi per non creare fastidi. Questo atteggiamento in un uomo viene visto come concentrazione sul proprio lavoro mentre, a volte su una donna da l’impressione di poca cordialità. Alla fine credo che la differenza maggiore la facciano il tempo e la voglia di andare un po’ oltre alle apparenze.

tatuatore lafragile intervista
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Ecco un altro tatuatore che abbiamo intervistato di recente, Michele Volpi:

Crediti

Intervista di Giorgia Imbrenda
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