Latex, latex ovunque: vi presentiamo il brand Dead Lotus Couture

Dai cappelli a tesa larga ai cappotti, questo brand usa il latex come se fosse cotone.

di Giorgia Imbrenda
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05 marzo 2020, 1:26pm

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Dead Lotus Couture, brand emergente nato a Londra da Nange Magro, giovane designer di origini italo-giapponesi. Dopo aver studiato Arte e Design a Milano, si trasferisce a Londra per frequentare un Master in Digital Fashion presso il London College of Fashion nel 2011. Ancora fresca di laurea lancia poi il suo brand personale, Dead Lotus Couture, un mondo magico dove processi tecnici e tessuti innovativi sono alla base di qualunque capo. Combinando ricerche artistiche e tecnologia, Nange dà vita a un universo utopico, sensuale e provocatorio dove a farla da padrone incontrastato è il latex.

L'abbiamo incontrata per farci raccontare la sua avventura.

Intervista Nange Magro rubrica Rebel Label brand Dead Lotus Couture

Come racconteresti Dead Lotus Couture a chi ancora non lo conosce?
Dead Lotus Couture promuove l'individualità e l'accettazione, sfidando convenzioni e preconcetti che troppo spesso caratterizzano la società in cui viviamo. L'idea principale è quella di applicare caratteristiche dei capi di lusso alla lavorazione classica del latex, creando capi di un certo livello qualitativo, dal design insolito per il mercato del latex: purtroppo c'è ancora poca informazione su questo materiale, molte persone fanno fatica a riconoscere capi di qualità, specialmente se acquistati on-line.

Quanto c’è di Nange nel tuo brand? Voglio dire, in che modo il tuo stile personale influenza il design delle tue collezioni?
Prima di fondare il mio brand ho riflettuto a lungo su chi sono in quanto artista e cosa voglio comunicare al mondo attraverso il mio lavoro. Dead Lotus Couture esplora sia il mondo italiano che giapponese, ma con un occhio sempre sull'idea all inclusive per qualsiasi gender, razza e taglia. Un aspetto personale che si riflette molto nel brand è anche l'uso di diversi media e collaborazioni con artisti provenienti da diversi ambiti, come Mark Maxwell, Natalie Shau, Kellindo ( il chitarrista di Janelle Monae) e Kai Kai Noise, musicista di Dua Lipa.

Intervista Nange Magro rubrica Rebel Label brand Dead Lotus Couture

A latere di Dead Lotus Couture lavori anche a Mechapolypse, progetto personale che incorpora moda, arte e soprattutto tecnologia. Ce ne parleresti meglio?
Il Mechapolypse è stato il mio progetto di master presso il London College of Fashion, per cui ho creato un design basato sul concetto di integrazione tra individuo e tecnologia, un abito controllato tramite onde celebrali, che si illumina e cambia forma reagendo al livello di concentrazione di un individuo. Il capo è caratterizzato dall'uso di un'interfaccia cervello-computer collegato a un dispositivo EEG (encefalogramma) per modificare le forme del vestito e controllare luci a LED. Quando raggiunge l'apice, l'abito si illumina completamente e la prima gonna inizia a muoversi rivelando quella in latex nascosta sotto. È proprio tramite questo progetto che ho avuto il mio primo contatto con il latex, ed è stato amore a prima vista.

Nei capi Dead Lotus Couture è forte la predominanza del latex a livello di tessuti, perché? Ci sono anche altri tessuti o lavorazioni che caratterizzano il brand?
Sono sempre stata attratta dalla sperimentazione utilizzando diversi materiali. Appena ho scoperto il latex, mi sono subito innamorata del suo odore e della sensazione tattile che trasmette. Conferisce un senso di potere a chi lo si indossa, ed è al contempo naturale, organico e sostenibile. Per questo lo utilizzo per veicolare un'idea di donna forte, decisa e convinta della propria sensualità, che lo indossa per il proprio piacere e non per quello altrui, come spesso gli stereotipi vogliono farci penare. Mi piace anche creare outfit che accostano il latex ai tessuti classici, creando contrasti improbabili, come ricami, pizzi, pelo ecologico.

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Qual è il tuo processo di progettazione e sviluppo dietro ogni collezione?
Qualsiasi cosa, qualsiasi momento e qualsiasi luogo possono diventare per me una fonte d'ispirazione. Ho notato che trovo le idee migliori quando mi sto per addormentare, sono sotto la doccia o durante un viaggio. Sicuramente anche l'arte e il cinema influenzano il mio processo creativo, permettendomi di costruire un messaggio e una sfilata-performance attorno a ogni collezione. Ad esempio lo spettacolo legato a Dead Lotus Couture è ispirato a cinque fantasmi appartenenti a storie del folklore giapponese, e trasmette un mood malinconico, elegante e drammatico.

O penso anche all'ultima collezione lusso OPERIO, che in latino significa "celare". L'idea rimanda infatti alla proprietà del latex di nascondere e rivelare allo stesso tempo, lasciando a chi lo indossa la libertà di mostrare o coprire la propria identità. Il progetto propone diverse giocose interpretazioni di stili classici, ispirandosi al cinema di culto di Wes Anderson e John Carpenter. Una volta deciso il tema e messaggio che voglio trasmettere mi concentro sui design, lavorando su schizzi e cartamodelli, che a loro volta possono diventare nuove fonti di ispirazione.

Intervista Nange Magro rubrica Rebel Label brand Dead Lotus Couture

Qual è stato il momento più difficile della tua carriera finora?
La carriera di designer indipendente è costellata di momenti difficili, quindi è difficile individuarne uno preciso. Ma penso che sia un fattore positivo: le difficoltà sono uno stimolo all'evoluzione. Lo stallo e la noia sono le cose che realmente mi spaventano.

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li porteresti?
Capucci, Galliano e certamente McQueen! Cena a casa, per una serata tranquilla piena di chiacchiere e scambi di idee.

Come hai sviluppato la comunicazione del brand? Instagram sembra essere fondamentale oggi, è così anche per Dead Lotus?
I social sono una piattaforma essenziale per qualsiasi business. Instagram per me è una sorta di portfolio in costante update.

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Crediti

Testo Giorgia Imbrenda
Immagini su gentile concessione Dead Lotus Couture di Nange Magro

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