Come raccontiamo la violenza attraverso le immagini?

Questa la domanda al centro di "BLAST", progetto artistico che analizza il modo in cui viene oggi estetizzata la violenza.

di Carolina Davalli
|
23 dicembre 2020, 10:07am

Sofia Borelli, Saturday night walk, 2019 video, HD, color, sound, 6’58’’

Schiena (IL LUNGO LASSO DI TEMPO CHE IMPIEGHERÀ QUESTO MOMENTO AD ANDARSENE DALLA MIA MENTE) Sabato 23 novembre 2019, Brescia. Foto di Alessandra Bellini.

Voce del verbo blastare, uno dei termini che affiora sempre più frequentemente nelle conversazioni online, così diffuso che anche l’Accademia della Crusca si è dovuta adeguare. Un verbo giovane, che nella sua accezione più cruda parla però di violenza, vergogna e scherno pubblico, tratti dell’uomo fin dall’antichità. Questo verbo è il sigillo di BLAST, il progetto di ricerca curato da Marta Ferretti e Jessica Bianchera, in cui si indagano le estetiche della violenza attraverso le immagini in movimento.

Un progetto espositivo, curatoriale e didattico che intende esplorare la percezione e la documentazione legate alla violenza, discernendo pattern espositivi, intrighi retorici o planimetrie narrative subdole, in cui il sottile velo tra realtà, finzione e assurdità si fa sempre più labile. La provocazione di BLAST è paralizzante nella sua semplicità, proponendo un discorso che analizzi la relatività dei racconti e dei resoconti legati anche alle violenze più drammatiche.

Elisa Caldana, Diego Tonus Still frame from the film Topography of Terror (19.12.2016) CGI film, full HD, color, surround sounds, 31 min.  2017 credits gli artsti.jpg
Elisa Caldana, Diego Tonus, Topography of Terror (19.12.2016), 2017 still frame from film, CGI film, full HD, color, surround sounds, 31’ © Elisa Caldana, Diego Tonus

Esiste ancora una morale, oppure ciò che governa ogni è puro cannibalismo mediatico? Perché certe narrazioni prendono forma su determinate piattaforme, in particolare quelle digitali? Si può tracciare un’iconografia, un’estetica della violenza? Queste sono alcune delle domande a cui si cercherà di rispondere durante il programma, attivo da dicembre 2020 fino a ottobre 2021 e diviso in 5 aree specifiche in cui saranno i linguaggi dell'arte contemporanea a fare da framework teorico e progettuale per un’esplorazione di questi temi complessi e sfaccettati.

Con Learning prende forma una serie di workshop e attività didattiche trasversali; Forum innesca una tavola rotonda di presentazioni e talk dagli insider del settore; la sezione Virtual invece manterrà attivo un dialogo virtuale con il pubblico da casa con un programma dedicato fruibile esclusivamente online; e il tutto prende una forma materica in Exhibition, la mostra collettiva di opere video realizzata in occasione della 16esima edizione di ArtVerona; Alliances è infine la sezione in cui si celebra la rete di collaborazioni con enti e istituzioni pubbliche e private.

Le prime proiezioni online partiranno a gennaio con una selezione di lunghi e cortometraggi curata da Francesco Lughezzani e saranno visibili sulla sala web del Circolo del Cinema. Qui si darà spazio a artisti e registi afroamericani per raccontare la violenza subita dalla propria comunità, come il cancro della brutalità della polizia e le tossiche strategie di controllo sociale.

Insomma, BLAST è un’universo in cui diverse galassie interattive e multidisciplinari navigano e si intercettano, un luogo sicuro in cui problematizzare e interrogarsi su questi temi e dove le estetiche della violenza diventano un discorso urgente e cruciale, proprio perché ne siamo costantemente siamo immersi.

Per seguire lo sviluppo del progetto visita i canali social media e il sito dell’evento.

BLAST mostra estetiche della violenza verona
Giuliana Racco, The Limbo Party, 2020 video still, single channel, HD, color, sound, 25’
BLAST mostra estetiche della violenza verona
Simona Andrioletti, Defence. What do you do with your anger, 2020 Video still, MOV file, color, sound, 10’42”

Crediti

Testo di Carolina Davalli
Immagini su gentile concessione dell’Ufficio Stampa Urbs Picta

Tagged:
arte
blast
mostra
violenza