Intervista a Francesco Murano, il designer emergente che ha vestito Beyoncé

All'epoca non aveva neanche iniziato la sua carriera, e si è improvvisamente trovato catapultato in un videoclip di Queen B. Da lì è cambiato tutto.

di Chidozie Obasi
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01 dicembre 2020, 5:00am

“Ero un bambino che non amava i giochi convenzionali, me li creavo io, utilizzando materiali diversi. A volte rompevo i giocattoli che trovavo per poi costruire con quei pezzi qualcosa di completamente nuovo.”

In questi pensieri è racchiusa la filosofia di Francesco Murano, giovane designer italiano che è riuscito ad attirare l’attenzione della stylist di Beyoncé—sì, è lui che ha disegnato le décolleté indossate dalla Queen nel videoclip di Spirit, come ci aveva già raccontato in questa intervista.

Nel suo concetto di moda, un ibrido di arte classica e stile barocco, tutti gli elementi convivono tra loro con eleganza e slancio avanguardistico, mixando tessuti, forme e volumetrie per creare silhouette anticonvenzionali che sfidano i codici più combattivi della modernità, rifuggono l’omologazione e affermano la sua personalità, pur conservando un sapore vissuto, consapevole della propria tradizione.

Mentre Francesco si prepara al lancio dei suoi prossimi progetti per il 2021, lo abbiamo incontrato per parlare del suo percorso, tra successi e ostacoli, e di come possa succedere di vedere i propri capi indossati da Beyoncé. 

Intervista al designer emergente Francesco Murano

Domanda a bruciapelo per rompere il ghiaccio: com’è nata la tua passione per la moda?
Non c’è un momento preciso. Ricordo che da piccolo odiavo i vestiti che indossavano le Barbie delle mie amiche, e quindi le svestivo e rivestivo con quello che trovavo intorno a me. Amavo creare abiti con le lenzuola e i centrini ricamati da mia nonna (è stata in parte lei a trasmettermi questa passione) e imploravo le mie amiche di farmi da modelle, ma c’erano giorni in cui ero veramente insopportabile, così quando ero a corto di personale diventavo io il modello. Ammetto che la cosa mi divertiva ancora di più. Crescendo, queste mie passioni si sono consolidate, insieme a quella per il disegno, così ho frequentato lo IED Moda di Milano e poi ho avviato il mio progetto.

Intervista al designer emergente Francesco Murano

Posso immaginare che iniziare non sia stato facile…
È iniziato un po’ tutto per caso. Durante l’ultimo anno allo IED, nel 2019, ho partecipato al bando del concorso “Milano Moda Graduate” della Camera Nazionale della Moda Italiana, ma non mi sarei mai aspettato di ricevere il Primo Premio e il Vogue Talent. Da lì sono entrato nella grande famiglia del CNMI Fashion Trust, che si occupa di promuovere e sostenere i designer esordienti. Per me il loro supporto è stato fondamentale.

Come descriveresti il tuo modus operandi?
Confusionario. È come se dentro alla mia testa avessi una nuvola di pensieri e immagini sfocate, non chiare, e dovessi trovare degli escamotage per concretizzare quei pensieri astratti. A volte è difficile e snervante, altre mi intestardisco su idee quasi irrealizzabili, ma in un modo o nell’altro arrivo sempre alla soluzione. Quando ho bene in mente l’immagine, inizio a disegnare gli schizzi e fare ricerca sulle silhouette, che per me sono l’elemento fondamentale che contraddistingue un immaginario e dà carattere al capo.

Intervista al designer emergente Francesco Murano

In effetti, i tuoi capi sono diventati celebri per la loro sinuosità e volumetria scultorea…
L’arte è una delle mie passioni, ed è sempre presente nei miei lavori. Costituisce il legame tra il mio pensiero astratto e il capo finito. Al momento sto portando avanti un progetto sugli “opposti”, un concetto astratto che sono riuscito a concretizzare nella moda attraverso lo studio della scultura classica e barocca, i periodi storici di riferimento della mia estetica.

Qual è stato il tuo trampolino di lancio?
Ovviamente, Beyoncé! 

A questo proposito, raccontaci di quei giorni, ora che è passato un po’ di tempo…
Eppure non so ancora come descriverla… È successo tutto per caso. Dopo aver vinto il concorso della CNMI sono stato contattato su Instagram da Zerina Akers, la stylist di Beyoncé. Così ho spedito l’intera collezione in America, prima per il videoclip di Spirit, dove Beyoncé ha indossato un paio di decolleté disegnate da me, e poi ho realizzato un custom-made che ha indossato al party ufficiale pre-Grammy 2020, organizzato dall’etichetta discografica Roc Nation. Ricordo che rimasi senza parole, non potevo credere che il mio idolo stesse indossando una mia creazione fatta su misura per lei. Sono ancora sotto shock.

Intervista al designer emergente Francesco Murano

In che modo questa esperienza così atipica per un emergente, ha influito sulla tua creatività?
Per me è stato davvero stimolante. È incoraggiante per un creativo vedere che una delle star internazionali più influenti al mondo faccia una ricerca così capillare sui talenti emergenti. Ciò dimostra grande professionalità, attenzione e amore.

Solitamente, come reagisce il pubblico ai tuoi design?
Le reazioni sono tante e svariate, certe volte anche negative, ma fa parte del gioco. Uno dei feedback positivi che ricevo spesso riguarda la mia capacità di realizzare capi con una certa armonia estetica e sontuosità, ma allo stesso tempo indossabili.

Intervista al designer emergente Francesco Murano

Con tutto ciò che sta accadendo nel mondo, come ti senti?
Diciamo che c’è una parte di me che si lascia abbattere e un’altra che lotta per rimanere concentrata e lucida. Bisogna rimanere focalizzati sui propri obiettivi ora più che mai, e non è semplice, ma altrimenti si rischia di perdersi.

E ora, quali sono i tuoi programmi futuri?
Non mi focalizzo mai sui progetti futuri, mi spaventa. Mi lascio trasportare da quello che mi accade intorno. Sicuramente continuerò a creare e a studiare, ma mi rendo conto che viviamo un momento storico cruciale: questa pandemia ci ha messo, ci mette e continuerà a metterci a dura prova, e dobbiamo ficcarci in testa che sta avvenendo un cambiamento irreversibile nella società, da cui usciremo tutti diversi e temo danneggiati. La chiave è capire come trasformare questi svantaggi in vantaggi, girandoli a nostro favore, riuscendo a servirsi delle poche risorse che abbiamo a disposizione. Non è per niente facile, ma sono sicuro che prima o poi ne usciremo.

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Crediti

Testo di Chidozie Obasi

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