Mediterranea: un weekend di eventi per decolonizzare i nostri bias

Per il suo compleanno, il centro italo-arabo del Giambellino, a Milano, ha organizzato il Twiza Fest: due giorni di workshop, talk, musica e performance per esplorare il quartiere e parlare di migrazione e produzione culturale.

di Antonella Di Biase
|
25 giugno 2021, 12:03pm

Milano Mediterranea è un centro italo-arabo di arte partecipata nato nel quartiere Giambellino di Milano circa un anno fa. Un progetto che parla la lingua del mare anche se si trova nel cuore di una delle aree più ribelli e stratificate della città lombarda—fatta di case popolari e villette dove fino a pochi decenni fa spadroneggiavano i gangster della piccola malavita milanese, la ligera.

Per sabato 26 e domenica 27 giugno Milano Mediterranea ha organizzato la festa del suo primo compleanno, il Twiza Fest, due giorni di workshop, talk, musica e performance con un forte taglio decoloniale. Un’occasione per esplorare il quartiere, apprezzare della buona arte e parlare di migrazione e produzione culturale con chi ragiona al di fuori della solita solfa mainstream.

Un banner bilingue di Milano Mediterranea sul naviglio.

Il programma è intenso, va dalla mattina a sera inoltrata: workshop di falegnameria e riparazione, masterclass di arte e narrativa, talk con curatori, ricercatori, attivisti, rapper e molti altri, performance e concerti che mettono in scena i risultati delle residenze che si sono tenute nel centro per le arti tra gennaio e giugno 2021. A seguito di una call aperta l’anno scorso, infatti, la direzione artistica di Milano Mediterranea e il comitato di quartiere—formato da diverse realtà di produzione culturale preesistenti: gallerie, associazioni, teatri—hanno selezionato tre artistə provenienti dal bacino mediterraneo e residenti a Milano.

I vincitori hanno un background molto diverso che va dalla performance alla grafica, passando per la musica, l’editoria e l’attivismo. C’è MOMBAO, un duo italo-iraniano di sintetizzatore e batteria che per Milano Mediterranea ha fatto una ricerca sui canti popolari di Giambellino, Giorgia Ohanesian Nardin, artista, coreografə ricercatorə indipendente e agitatorə queer di discendenza armena che ha riflettuto sul rapporto tra corpi e oppressione, e infine EMIGRANIA un duo formato da un illustratore e un grafico che presenteranno un lavoro performativo e installativo a partire da una ricerca sul quartiere e i suoi abitanti. 

Consulta il programma di sabato e domenica, e ricorda che bisogna registrarsi gratuitamente, qui. Se ti interessano l’arte decoloniale e le performance, segui anche Milano Mediterranea su Instagram.

attivista che scatta una foto

Crediti:

Testo di Antonella Di Biase
Foto su gentile concessione di Mediterranea

Leggi anche:

Tagged:
queer
arte
Cultură
milano
eventi
migranti
Mediterranea