Cos'è il "tech-induced tripping" AKA come strafarsi con la tecnologia

Nel futuro prossimo gli psichedelici potrebbero essere legali, largamente accessibili e molto meno costosi. Come? Grazie a delle app, dedicate proprio a regalarti trip indimenticabili.

di Abby Moss
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07 maggio 2021, 10:39am

Image via FlickrImmagin

Si potrebbe affermare che, almeno nell'ultimo anno, l'idea di fare uso ricreativo di sostanze psichedeliche è diventata sempre più largamente accettata. Sicuramente c'è ancora molta strada da fare—soprattutto in Italia—prima che si arrivi a una vera e propria legalizzazione delle droghe leggere, eppure, grazie ad alcune produzioni Netflix come il lungometraggio Un buon trip: avventure psichedeliche—in cui partecipiamo ai racconti dei trip avuti da figure del calibro di ASAP Rocky, Ben Stiller e Carrie Fisher—e serie come The Goop Lab di Gwyneth Paltrow—grazie a cui ci immergiamo in ritiri psichedelici con il team Goop—fare uso di droghe ricreative ha acquistato uno status per nulla marginale nella conversazione collettiva.

Cosa dicono le ricerche scientifiche sulle sostanze psichedeliche e le malattie mentali

I sostenitori della causa sono convinti che, tra la pandemia, la sensazione di ansia pervasiva e i cambiamenti nel nostro stile di vita, non potrebbe esserci momento migliore per guardarci dentro e ripensare più attentamente a noi stessi, al nostro subconscio e al nostro stile di vita. Anche da una prospettiva scientifica, l'interesse è aumentato notevolmente, al punto che l'Imperial College di Londra ha aperto il primo Psychedelic Research Center al mondo nel 2019 e la John Hopkins University ha fondato il Centre for Psychadelic and Consciousness Research all'inizio del 2020. I ricercatori di entrambe le istituzioni sperano di portare avanti la conversazione indirizzando i propri studi specificatamente per trattare malattie mentali come la depressione e i disturbi da stress post-traumatici, scoprendo al contempo nuove informazioni su come funziona il mondo interiore contenuto nella nostra mente e all’interno della coscienza umana.

Detto questo, era solo questione di tempo prima che i designer di app iniziassero a cavalcare questo fenomeno. Le app di meditazione sono all’ultima moda, e spopolano su tutte le piattaforme. Ma può la tecnologia assisterci e guidarci in dei trip? Possono le app entrare realmente nelle nostre menti e nel nostro subconscio?

Come funziona il trip indotto dalla tecnolocia (“tech-induced tripping”) e perché è un’esperienza da fare?

Tom Galea è il co-fondatore di Lumenate, una nuova app che afferma di poter ricreare un'esperienza a cavallo tra meditazione profonda e esperienze psichedeliche, utilizzando nient'altro che la luce del cellulare. "Volevamo creare qualcosa che fosse il più accessibile possibile,” afferma Tom. "Prima, non esisteva un metodo accessibile a tutti per poter indagare e imparare di più sulla propria mente. Volevamo creare qualcosa che ispirasse le persone ad intraprendere un percorso di crescita personale.”

“Alcuni hanno affermato di aver visto immagini intense e di essere stati travolti da pensieri strani e dissociati. Altri, riportano effetti visivi più tranquilli e astratti, come fare esperienza di un ‘bel rosso’ o di percepire ‘forme rosse, gialle e nere’.”

Lumenate funziona così: invita i propri utenti a scegliere un “mood”, a oscurare la stanza in cui si trovano, indossare delle cuffie e rivolgere la luce della fotocamera del telefono verso i propri occhi chiusi. La luce così inizia a lampeggiare con una frequenza e intensità controllata dalla distanza a cui si trova il telefono dal volto dell’utente. Secondo il sito web di Lumenate, la luce lampeggiante “fa sì che i neuroni nel cervello reagiscano e si attivino rispondendo a questo segnale. Quando le oscillazioni di luce vengono ripetute aa una data frequenza, i neuroni regolano il proprio ritmo naturale, per sincronizzarsi con questo input.” Così, grazie a questi ritmi, frequenze e intensità di stimoli, è possibile “guidare il cervello nello stato desiderato,” in totale sicurezza.

I pro e contro delle app per fare trip psichedelici

Essendo il tipo di persona che ha assunto psilocibina, sia in micro-dosi che in dosi piene, e che pratica regolarmente meditazione profonda in vasche per la deprivazione sensoriale, mi sentivo pronta a imbarcarmi in un’esperienza psichedelica assistita dalla tecnologia. Se non altro, un’app da 6 euro al mese è sicuramente un vero affare rispetto ai 50 euro che pago per ogni sessione di deprivazione sensoriale, o i soldi che spendo per comprarmi i kit per coltivare funghi allucinogeni in casa.

Prima di iniziare, ho voluto controllato le review che gli utenti di Lumenate hanno scritto sul gruppo Facebook del brand, che conta poco più di 2000 membri (sul sito web, la prima testimonianza arriva dalla direttrice creativa, l'attrice Rosamund Pike). Alcuni hanno riportato di aver visto immagini intense e strani pensieri dissociati. "La visione passa in un flash da una modalità quasi caleidoscopica a immagini di quelle che potevano essere delle foto di famiglia di persone che non ho mai visto o incontrato,” ha scritto un utente. Altri riportano invece effetti visivi più tranquilli o astratti come la visione di un “bel rosso” o “forme rosse, gialle e nere.”

Alcuni utenti hanno commentato di aver già attestato l’aumento dei primi benefici, al di là del trip, come un miglioramento della qualità del sonno e una drastica riduzione dell’ansia. "Da quando ho iniziato a usare Lumenate, la mia routine notturna tossica e negativa è completamente cambiata in positivo,” ha scritto un altro utente. "Ora mi addormento molto più velocemente, faccio sogni più interessanti e vividi, provo meno ansia e mi sveglio sentendomi riposato e felice."

“Ho notato quanto fossero sensibili i miei occhi a contatto con la luce lampeggiante e, invece di abbandonare il mio corpo fisico e avvicinarmi più consapevolmente al mio subconscio, mi sono trovata nella condizione contraria.”

Tuttavia, nel mio caso, nessuno di questi presunti effetti si è avverato. Quasi subito, ho trovato questa pratica leggermente spiacevole. Ho faticato a sentirmi a mio agio e ad abbandonarmi al flusso—un elemento essenziale per qualsiasi esperienza che includa l’accesso a stati alterati di coscienza. Ho notato quanto fossero sensibili i miei occhi a contatto con la luce lampeggiante e, invece di abbandonare il mio corpo fisico, mi sono trovata nella condizione contraria. Ho iniziato a ossessionarmi sul fatto che la luce potesse danneggiare i miei occhi nonostante la voce dell’app—che probabilmente intendeva essere rassicurante—affermasse che l’intensità di quella luce non era più forte di quella che potevano sperimentare gli occhi chiusi all’aperto, durante una giornata nuvolosa. Alla fine della prova, avevo già praticamente deciso che l'app non facesse per me.

Dalle terapie alla quotidianità: modi per usare le app per trip psichedelici

Lumenate non è l'unica azienda che unisce tecnologia e trip psichedelici. WavePaths, sviluppato grazie a un'ampia ricerca scientifica portata avanti da menti del calibro del dottor Robin Carhart-Harris, capo dello Psychedelic Research Center dell'Imperial College, offre "ambienti musicali per l’adattamento e il supporto" a tutti coloro che si sottopongono alle terapie psichedeliche. Tuttavia, la principale differenza tra questa app e una come Lumenate è il fatto che che WavePaths è da utilizzare insieme a sostanze psichedeliche (piuttosto che come alternativa a esse), all'interno di ambienti di ricerca scientifica controllati.

La ricerca iniziale di Lumenate ha utilizzato scanner EEG—che osservano i pattern elettrici del cervello—con risultati che mostrano chiaramente quali effetti sprigiona l’app: "significanti neurali a metà tra la meditazione profonda e un trip di LSD.” Le loro scoperte non sono state sottoposte a una revisione di un team, ma sono state analizzate da neuroscienziati e ricercatori psichedelici (incluso il dott. Carhart-Harris).

Michelle Janikian è l’Editor di Psychedelics Today e l'autore di Your Psilocybin Mushroom Companion, una guida pratica per esplorare il proprio subconscio con l’aiuto di funghi allucinogeni. Dopo aver provato l'app, le ho chiesto se il “tech-induced trip” possa offrire un metodo efficace per esplorare la propria mente. “Esattamente come un trip indotto dalla droga, questa tecnologia potrebbe sicuramente aiutare le persone a uscire dai propri processi mentali quotidiani,” afferma Michelle. "Penso che dipenda da cosa si vuole ottenere da questo mezzo. In definitiva, uscire dalla propria comfort zone può essere utile ma solo per alcune persone questo significa assumere sostanze psichedeliche; per altri, questa esperienza potrebbe essere raggiunta da azioni più banali e semplici, come una passeggiata in un parco o una zona della città che non si conosce." Inoltre, Michelle afferma che questo tipo di app potrebbe essere inteso semplicemente come una prima forma di sperimentazione personale,” come un modo per sentirsi più a proprio agio con uno stato alterato di coscienza, prima di decidere se esplorare altre esperienze.”

Se ti sale male, ecco come puoi interrompere il trip

Nonostante le prime deludenti impressioni, c'è sicuramente un vantaggio dato da esperienze psichedeliche assistite da app rispetto a quelle indotte dalla droga che mi ha realmente incuriosita. Un trip di LSD o funghi allucinogeni può durare diverse ore e non può essere "spento,” nemmeno nel momento in cui il trip sta andando nel verso sbagliato. I trip assistiti da app possono essere intrapresi prima di colazione, a letto o anche tra una riunione e l'altra e, se senti di non essere nel mood o che non sta andando nel verso giusto, puoi fermarti in qualsiasi momento con un semplice tap sullo schermo del telefono.

È vero, probabilmente non sarà  un’esperienza totalizzante come assumere LSD per la prima volta o profonda quanto una meditazione praticata a lungo. Ma se visti come uno strumento aggiuntivo, piuttosto che come un'alternativa sintetica, queste app potrebbero aiutarci a esplorare nuove routine mentali o anche solo ricordarci di prenderci qualche momento per noi stessi, quando tutte le distrazioni del mondo “reale” iniziano a farsi sentire. E in un momento in cui le persone stanno tornando alle proprie routine pre-pandemia, al lavoro e alla loro vita sociale, questo tipo di pratica potrebbe assumere un certo fascino.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Testo di Abby Moss

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