Il report sulla crisi climatica, spiegato in poche parole

Ci stiamo avviando verso "l'inferno in Terra", e i 48° a Siracusa lo dimostrano. Ma non tutto è perduto.

di Douglas Greenwood; traduzione di Gloria Venegoni
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13 agosto 2021, 9:52am

Li-An Lim via Unsplash

Abbiamo iniziato questa seconda settimana di agosto con un monito che il cocktail di secoli di utilizzo di combustibili fossili, di viaggi transatlantici eccessivi e di consumo di carne rossa e latticini smodato ci ha portato a una crisi climatica ora quasi completamente irreversibile. Mentre gli incendi e le inondazioni continuano a verificarsi in diversi continenti con forza sempre maggiore, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change—IPCC) ha pubblicato lunedì mattina uno dei report più spaventosi di sempre. I dati raccolti mostrano l’impatto ambientale devastante causato dalle decisioni prese dai politici al potere negli ultimi decenni. Come ha affermato il professore Tim Palmer dell'Università di Oxford: "Se non fermiamo presto le nostre emissioni, in futuro la Terra potrebbe diventare un inferno."

Il rapporto di 1300 pagine e 13 capitoli dell'IPCC è l’aggiornamento più recente sulla situazione del clima attuale e fornisce prove schiaccianti sul ruolo svolto dall'attività umana nel causare la crisi in corso. Sapete, quella situazione che molti dei politici più importanti del mondo minimizzavano come una fake news. António Guterres, il segretario generale delle Nazioni Unite, ha definito il report un "codice rosso per l'umanità." Greta Thunberg ha commentato il report su Instagram, dicendo che non conteneva "alcuna sorpresa.”

Non hai tempo di leggere tutto il report sulla crisi climatica? Ecco le informazioni principali che devi sapere

Gli esseri umani sono responsabili del surriscaldamento del pianeta

Il documento conferma ciò che molti di noi già sapevano: è “inequivocabile” che le azioni dell'uomo hanno portato al surriscaldamento della Terra. Tutto, dall'esaurimento dello strato di ozono e allo scioglimento dei ghiacciai dovuto al riscaldamento degli oceani può essere ricollegato all'attività umana. L'IPCC l’ha scoperto simulando a computer come si sarebbe sviluppato un riscaldamento naturale della Terra, se gli esseri umani non fossero stati presenti e a influenzarlo fossero state soltanto l'attività solare e vulcanica: i grafici del report mostrano che sarebbe avvenuto un cambiamento di temperatura marginale. La presenza umana, di fatto, ha causato un aumento della temperatura di quasi 1,5° solo dalla metà del XX secolo. Più i gradi salgono, più la crisi peggiora.

Se continuiamo così, il disastro climatico è assicurato

L'IPCC ha dichiarato che, se non verrà drasticamente ridotta la produzione di CO2 produciamo, la temperatura aumenterà da 1,5° a 2° entro il 2034, quindi tra soli 13 anni. E quella data potrebbe avvicinarsi ulteriormente se non tagliamo anche le emissioni di carbonio. Potrebbero non sembrare molti, ma con questo piccolo cambiamento nella temperatura della superficie terrestre i catastrofici eventi meteorologici a cui stiamo assistendo ora diventerebbero all'ordine del giorno. "Molti cambiamenti nel sistema climatico aumentano con l’innalzamento del riscaldamento globale," si legge nel report. "Questi includono l'aumento della frequenza e dell'intensità di temperature estreme, innalzamenti anormali delle temperature marine, l’aumento di forti precipitazioni, cicloni tropicali intensi e di siccità, che impattano l’agricoltura e l’ecologica di alcune regioni, nonché la riduzioni del ghiaccio marino artico, del manto nevoso e del permafrost." Insomma, inondazioni improvvise e incendi boschivi potrebbero presto diventare la norma, non l’eccezione.

Ce l’abbiamo fatta: abbiamo danneggiato irreversibilmente il pianeta

Mentre molti fattori del riscaldamento globale sono ancora recuperabili, ci sono alcuni danni irreversibili. I più significativi sono quelli alle calotte glaciali. Il rapporto cita gli eventi meteorologici freddi (come per esempio le bufere di neve) come l'unica anomalia meteorologica la cui frequenza sta diminuendo invece che aumentare, mentre è aumentato in modo significativo il numero delle ondate di calore. Di conseguenza, "è praticamente certo che un cambiamento irreversibile e profondo sia già in corso" per quanto riguarda lo scioglimento dei ghiacci e il surriscaldamento degli oceani, afferma il report. Presto, il mese di settembre potrebbe non vedere più la formazione di ghiacci nell'Oceano Artico.

I politici e i giganti dei combustibili fossili potrebbero essere processati per la crisi climatica che hanno causato

L'IPCC e altre organizzazioni per il clima hanno recentemente citato in tribunale la compagnia petrolifera Royal Dutch Shell, sostenendo che la loro produzione di CO2 consisteva in una violazione della legislazione sui diritti umani. Alla fine, la corte ha stabilito che "i propositi e le politiche interne del gruppo Shell sul lungo termine sono piuttosto insignificanti, indefiniti e non vincolanti," il che significa che per legge devono ridurre le loro emissioni di carbonio del 45% entro il 2030. La speranza è che questo report fornisca prove sufficienti del comportamento scorretto dei giganti dei combustibili fossili e della complicità dei politici. "Porteremo questo report con noi in tribunale," ha affermato Kaisa Kosonen di Greenpeace. "Rafforzando le prove scientifiche che creano un nesso causa-effetto tra le emissioni umane e le condizioni climatiche estreme a cui stiamo assistendo, l'IPCC ha fornito strumenti nuovi e ancora più potenti per dimostrare che l'industria dei combustibili fossili e i governi sono i diretti responsabili della crisi climatica."

Possiamo impedire che la crisi climatica peggiori ulteriormente

Mentre gli effetti del cambiamento climatico sono ormai evidenti, possiamo però attuare delle pratiche per evitare che la situazione peggiori significativamente. Serve che chi è al potere agisca. Serve raggiungere il prima possibile il livello zero di emissioni di CO2: utilizzando tecnologie più pulite per ridurre i gas serra e smaltendo i combustibili fossili in modo sicuro—come la cattura e lo stoccaggio del carbonio. "Prima si pensava che le temperature sarebbero aumentate comunque, anche dopo il raggiungimento dello zero netto di emissioni, ma ora non possiamo fare altro che sperare che la natura sia clemente con noi,” ha affermato il professore Piers Forster dell'Università di Leeds, che ha lavorato al report. "Se siamo in grado di raggiungere lo zero per le emissioni di CO2 e di gas serra, dovremmo persino essere in grado di invertire parte dell'aumento della temperatura.”

Non tutte le speranze sono perdute, ma sono necessarie misure drastiche, che devono essere prese il prima possibile, se vogliamo avere qualche speranza di mantenere bassi i livelli del mare e le temperature, proteggendo le persone di tutto il mondo dalle conseguenze della crisi climatica.

Puoi leggere l’intero report dell’IPCC qui. 

Per rimanere aggiornato sulla crisi climatica e sapere cosa puoi fare per contribuire a migliorare la situazione, oltre a Greta Thunberg potresti seguire:

  • La pagina dell’Unione Europea dedicata alla crisi climatica: qui.
  • La pagina Instagram di NRDC (Natural Resources Defense Council): @nrdc_org
  • Il collettivo di creator ambientalista Eco Tok: sia su Instagram che su TikTok
  • La pagina Instagram Storie Sfuse: @storie_sfuse
  • La pagina Instagram della scienziata ambientale Lisa Casali: @ecocucina
  • Sul sito del WWF della Svizzera italiana puoi calcolare la tua impronta ecologica: qui

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Testo di Douglas Greenwood

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