Blue Beauty: cos'è e perché è il futuro sostenibile del settore

A proposito di acquisti consapevoli, c'è un nuovo movimento salva-oceani.

di Beatrice Birolo
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29 settembre 2021, 10:39am

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Maria Laura Buoninfante

Prestare attenzione agli ingredienti presenti nei prodotti beauty che utilizziamo è fondamentale per la tutela della nostra salute, evitando di incappare in sostanze tossiche o nocive per il nostro corpo—per questo, qualche mese fa abbiamo creato una guida per leggere le etichette senza perderti tra simboli e diciture incomprensibili. Ma i danni provocati da queste sostanze si estendono ben oltre la nostra persona nel momento in cui le fragranze sintetiche—i siliconi presenti nel nostro shampoo, ad esempio—vengono sciacquate via e finiscono dritte nei mari, a contatto con la flora e la fauna marine.

Ora è il momento di passare alla fase successiva: riconoscere quali dei tuoi prodotti beauty di tutti i giorni, anche quelli con l’INCI perfetto per te, hanno un impatto distruttivo sul pianeta, sia per le conseguenze che provocano una volta dispersi nell’ambiente, sia per gli effetti nocivi dei processi con cui vengono trattati dalle aziende. Ed ecco che entra in gioco la Blue Beauty.

Cos’è la Blue Beauty, il nuovo trend sostenibile

Per arginare l’impatto ambientale dei prodotti beauty, sempre più brand stanno adottato diversi metodi sostenibili per ridurre gli sprechi. Si tratta di un vero e proprio movimento attualmente in crescita, chiamato Blue Beauty. Fondato da Jeannie Jarnot, direttrice di spa ed esperta di healthy beauty, dopo aver scoperto la presenza di una quantità allarmante di ingredienti tossici nell’industria termale. Da quel momento, Jarnot ha avviato una ricerca per sviluppare una serie di pratiche per rendere il settore beauty più clean, trasparente ed etico, che ha preso il nome di Blue Beauty. Come possiamo dedurre dal nome, questo trend ha l’obiettivo di sensibilizzare il settore beauty—utenti e aziende—sulla salvaguardia di mari e oceani e di spronare i brand a rendere i loro prodotti più sicuri ed ecosostenibili.

Come posso adottare una Blue Beauty routine?

La Blue Beauty prevede, come dicevamo sopra, una serie di pratiche sviluppate per rendere il settore più sostenibile e ridurne l’impatto sull’ambiente. Prima di tutto, è importante verificare non solo le sostanze presente nei prodotti beauty, ma anche la loro provenienza, leggendo attentamente le etichette. In secondo luogo, limitare lo spreco di plastica e facilitarne il riciclo, ad esempio utilizzando flaconi ricaricabili e abbandonando i prodotti mono-uso.

Qual è la differenza tra Blue Beauty e Green Beauty?

La differenza tra il movimento Blue Beauty e il trend Green Beauty è che quest'ultima, di cui vi avevamo già parlato in questo articolo—la guida di i-D alla sostenibilità nella moda, nel beauty e non solo—, ha come obiettivo quello di sensibilizzare e informare sull’impatto che le sostanze presenti nei prodotti beauty hanno sulla nostra pelle e sul nostro corpo. La Blue Beauty, invece, si interessa non solo di questo aspetto, ma anche dell’impatto di queste sostanze prima e dopo l’applicazione su di noi.

L’obiettivo ultimo del Blue Beauty è quello di tutelare gli oceani del nostro pianeta, riducendo la presenza di sostanze nocive per la flora e la fauna dell’ecosistema marino dovute ai nostri prodotti beauty, di skin care o make up.

Come posso applicare la Blue Beauty nei miei acquisti di prodotti di skin care e make up?

Non è necessario stravolgere la tua beauty routine buttando via qualsiasi prodotto presente nel tuo bagno. Quello che dovresti fare, da ora in poi, è adottare una prospettiva più attenta, per individuare quali brand seguono l’approccio Blue Beauty.

Come farlo? Prima di tutto, controlla se sono presenti ingredienti nocivi nei prodotti beauty che utilizzi: se nell’etichetta leggi di micro-plastiche, teflon o siliconi, sappi che, una volta sciacquati via dal tuo corpo, finiranno negli oceani, in pasto alla fauna marina, causando un'alterazione del loro processo di digestione, col rischio di fare loro perdere la voglia di mangiare provocando la morte per denutrizione. Per evitare questi danni, è fondamentale verificare che gli ingredienti presenti nel prodotto siano biodegradabili.

Un’altra aspetto a cui prestare attenzione riguarda il modo in cui un articolo viene prodotto, verificando, per esempio la quantità di acqua che viene utilizzata e smaltita e l’inquinamento che comporta la sua creazione e la vendita.

Infine, ti consigliamo di optare per packaging ricaricabili o riutilizzabili, limitando la quantità di acquisti che effettui—un esempio sono i deodoranti compostabili Wild—, oppure individuare prodotti che utilizzano confezioni in PCR (plastica-post consumo), il che significa che non è stata realizzata senza produrre nuova plastica. Si tratta di un'iniziativa già adottata da alcuni grandi brand—come Lush, MAC Cosmetics e The Body Shop, quest’ultimo ha inoltre introdotto delle stazioni di ricarica e riciclaggio dei prodotti nei propri negozi di tutto il mondo.

Ultima accortezza: quando possibile, cerca di acquistare nei negozi locali vicini a te, riducendo i chilometri che intercorrono tra utente-prodotto.

Impara a rendere multitasking i prodotti beauty

Ogni volta che stai per acquistare un prodotto beauty (e non solo), prima chiediti sempre: ne ho davvero bisogno? Ho davvero bisogno di un prodotto diverso per ogni tipo di esigenza? No, la verità è che abbiamo bisogno di molti meno prodotti di quanti pensiamo e di quanti i brand di beauty vogliono farci credere. Il punto è concentrarci sulla qualità, l’etica e l’efficacia dei prodotti che acquistiamo: less is more.

Molti dei prodotti beauty che hai, possono rivelare diverse applicazioni multitasking. Ad esempio, il tuo rossetto in stick preferito può diventare un blush picchiettandolo sulle guance, e anche un ombretto se applicato sulle palpebre, ottenendo un effetto sbavato.

Quali brand applicano la Blue Beauty?

I brand di trucco e skin care che stanno aderendo al movimento Blue Beauty sono in crescita. Vediamone alcuni:

Uno dei primi brand ad applicare le pratiche del Blue Beauty è stato Kevin Murphy, evitando che 360 tonnellate di plastica finissero negli oceani. Come? Ha convertito i packaging dei prodotti del brand in Ocean Waste Plastic al 100%.

Biossance ha formulato un’alternativa sostenibile ed etica allo squalene, sostanza presente nell’olio di fegato degli squali. Come? Il team di scienziati del brand ha scoperto un modo per produrre questo ingrediente super idratante utilizzando la canna di zucchero brasiliana.

REN Clean Skincare ha introdotto “pump” riciclabili da usare per alcuni dei prodotti del brand e ha ideato una nuova linea Atlantic Kelp & Magnesium, interamente realizzata con plastica raccolta nell’oceano.

Kjaer Weis è una linea danese di prodotti beauty biologici certificati. Ha ideato un sistema di ricarica per fondotinta compatti, ombretti, mascara e blush, utilizza prodotti, packaging e materiali di spedizione riciclabili e compostabili al 100%.

Fai attenzione alle creme solari!

Potreste pensare che siamo fuori stagione per parlare di creme solari, ma in realtà ogni stagione è la stagione delle creme solari. I raggi UV e UVB, infatti, colpiscono la tua pelle ogni volta che esci di casa, anche quando non te ne accorgi, anche nelle giornate grigie, anche quando fa freddo. Per questo, è importante applicare sul viso ogni giorno, dopo la crema idratante, un sottile strato di crema solare.

Nella scelta di quale crema utilizzare, devi prestare attenzione a ingredienti, produzione e packaging come per qualsiasi altro prodotto beauty. E soprattutto d’estate, perché, nel momento in cui entri in acqua, la crema che hai applicato sul corpo rilascia sostanze che possono essere dannose per l’ecosistema marino.

Per farvi un esempio, il brand francese Caudalie ha inserito nella propria linea di prodotti beauty creme solari che proteggono la nostra pelle dai raggi UVA e UVB e al tempo stesso non presentano ingredienti inquinanti per l’ambiente marino.

Come posso informarmi sul Blue Beauty?

Per raccogliere informazioni sulle pratiche del Blue Beauty esistono diverse piattaforme, una di queste è rePurpose Global, che calcola l’impatto ambientale delle aziende beauty (e non solo), offrendo certificazioni e proponendo soluzioni per ridurre l’impatto ambientale e il plastic footprint. Si tratta di un servizio dedicato anche agli utenti privati. Vuoi sapere quanta plastica consumi all’anno? Nella homepage di rePurpose Global troverai un piccolo quiz da fare in pochi minuti per ottenere la risposta.

Un’altra piattaforma è Know The Origin, che ti permette di sapere da dove proviene il prodotto di uno dei brand presenti nel database del sito e ripercorrere tutta la sua intera storia, in totale trasparenza.

Crediti

Testo: Beatrice Birolo
Artwork cover: Maria Laura Buoninfante

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