11 album che hanno rivoluzionato la musica negli anni '90

Il meglio di hip-hop, grunge, Britpop e punk-pop: la lista definitiva dei must che DEVI assolutamente ascoltare.

di Frankie Dunn
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25 agosto 2021, 8:35am

Non ti è mai venuto il dubbio di avere delle lacune enormi in certi ambiti, come quella di aver tralasciato una serie di album importanti che ascoltandoli potrebbero potenzialmente cambiarti la vita? Forse è perché potrebbero essere stati pubblicati prima della tua nascita o semplicemente perché nessuno ti ha mai fatto conoscere la musica di qualità. In ogni caso, non è mai troppo tardi per recuperarli.

Ammettiamolo, gli anni ‘90, sono stati una decade particolarmente felice per la musica. Hanno visto l’evoluzione dell’hip-hop nel genere che conosciamo oggi, il Britpop ha conquistato la scena internazionale e il grunge si è fatto strada anche nel mainstream, influenzando nel frattempo anche la moda. Oggi, la musica anni ‘90 sta rinascendo, con artisti come Beabadoobee palesemente influenzati dalle sonorità grunge e talenti come Olivia Rodrigo che nel suo album di debutto, SOUR, sposa sia il pop-punk che il più recente emo. Nel frattempo Willow Smith, Chase Hudson e molti altri stanno chiedendo l’aiuto di Travis Barker dei Blink 182 per produrre i loro dischi.

Quello che stiamo cercando di dirvi è che questo articolo potrebbe essere un buon punto di partenza per colmare le tue lacune in ambito musicale. Continuate dunque a leggere per seguire il nostro corso introduttivo agli album più importanti usciti negli anni '90, partendo dall’eclettico debutto di Björk, passando per il pilastro del rap Illmatic di un allora diciottenne Nas.

Björk - Debut (1993)

Dopo che la sua band punk, The Sugarcubes, si sciolsero, Björk si trasferì da Reykjavik a Londra per incidere tutte le canzoni che si era tenuta per sé—alcune delle quali stava conservando da quando era ancora da adolescente (inclusa Human Behaviour, che venne poi candidata ai Grammy). Debut è un cocktail di trip-hop, acid house, pop, jazz e qualsiasi sonorità che potesse sconvolgere l’industria della musica dell’epoca, che all’epoca ruotava attorno al grunge e al Britpop, notoriamente appannaggio di uomini cis-bianchi con in mano delle chitarre. In quel momento i-D mise Björk in copertina dopo aver fatto un’incursione nel suo appartamento, momento in cui la cantante ci aveva rivelato che pensava che l'album fosse soltanto "Ok” aggiungendo: "Penso che riuscirò a fare un album di cui sarò soddisfatta solo tra tre o quattro dischi.” Ci permettiamo di dissentire.
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TLC - Crazysexycool (1994)

Con Creep e Waterfalls, Crazysexycool delle TLC (il loro secondo album) è un progetto musicale senza tempo caratterizzato da sonorità R&B seducenti. Leggenda narra che il trio di Atlanta—T-Boz, Left Eye e Chilli—decisero il titolo dell’album mentre erano in viaggio in Europa, per ibridare le loro tre personalità così diverse l’una dall’altra. L’album ha conquistato ben 12 dischi di platino, vendendo oltre 23 milioni di copie in tutto il mondo e vincendo due Grammy. Il gruppo è diventato anche la prima band nera a vincere il Video of the Year ai VMA per Waterfalls, una canzone che parlava dell’epidemia di HIV e di tossicodipendenza. Oltre a toccare tematiche importanti, le TLC sono state fonte di ispirazione per le Destiny's Child, la band di Beyoncé.
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Nirvana - Nevermind (1991)

Kurt Cobain ha fatto la storia quando ha trafugato le sonorità di band heavy rock come i Black Flag per rileggerle attraverso la lente del pop. Da questo connubio è nato Nevermind, l’album che ha permesso al grunge di raggiungere le masse. L’album ha ottenuto un successo clamoroso, con singoli come Smells Like Teen Spirit, pezzi che sono diventati immediatamente gli inni dei teenager incompresi di tutto il mondo. Fun fact: avendo prodotto fino a quel momento con l’etichetta indie Sub Pop Records, Nervermind è stato il loro primo album prodotto sotto una grossa etichetta mainstream e parrebbe che per questo il trio avesse pensato di chiamare l’album Sheep (in italiano, “Pecora”)… perché pensavano che quello sarebbe stato il tipo di persona che avrebbe comprato il loro album. Fortunatamente, hanno cambiato idea. Dopodiché, Nevermind è diventato uno degli album più venduti della storia. Secondo una recensione di Spin dell’epoca, “ti rirtoverai a canticchiare tutte le canzoni di quest’album per il resto della tua vita”. E non si sbagliavano. Ascolta l’album qui.

Air - Moon Safari (1998)

Voci di corridoio dicono che il duo musicale Air sia il secondo progetto musicale preferito da Sofia Coppola, un gradino sotto a quello di cui fa parte suo marito, ovviamente, i Phoenix. Infatti, nel 1999 è riuscita a convincere il gruppo francese a comporre la colonna sonora del film drammatico con cui ha debuttato come regista, Il giardino delle vergini suicide, ed è riuscita a farli partecipare anche alle colonne sonore di Lost In Translation e Marie Antoinette. Prima di tutto questo, però, il primo disco degli Air, Moon Safari, già spaccava. Il singolo Sexy Boy e il suo sound elettronico baciato da vocoder hanno sonorità molto familiari per chi lo ascolta oggi: non solo aveva ottenuto all’epoca un enorme successo su entrambe le sponde dell'Atlantico, ma più di recente è anche apparso in diversi episodi di Skam e Sex Education. Se fai partire il disco e chiudi gli occhi, ti sembrerà di essere stato catapultato in un bar su una spiaggia tropicale o su una navicella che fluttua in mezzo allo spazio.
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Fiona Apple - Tidal (1996)

Quanti anni avevi quando hai pubblicato il tuo primo album? Beh, Fiona Apple ne aveva 18. Ha cominciato a fare musica a 12 anni, prendendo ispirazione dai suoi eroi del jazz e della poesia per incanalare un’infanzia traumatica all’interno di una carriera artistica. Tidal—e più specificamente il terzo singolo estratto dall’album, Criminal—si adattava perfettamente alla scena alt-rock dell'epoca, proiettando l'artista verso il pantheon delle celebrità. Cosa che non le è molto andata a genio. Quando ha vinto il premio come Best New Artist nel 1997 ai VMA, ha sfruttato l’occasione fornita dal discorso di ringraziamento per condividere i suoi pensieri a riguardo: Questo mondo è una stronzata. Non dovreste modellare la vostra vita basandovi su ciò che pensate che noi pensiamo sia bello e su ciò che indossiamo e su ciò che diciamo e via dicendo. Siate voi stess* Dopo che i glaciali occhi blu della cover dell’album vi avranno ammaliato, ascoltate Sullen Girl, una accurata rappresentazione in versi della depressione.
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Erykah Badu - Baduizm (1997)

Ispirato dalle sue radici africane, l’album di debutto di Erykah Badu, texana leggenda del neo-soul, fu pubblicato nel 1997 e venne subito acclamato dal pubblico. Una delle migliori narratrici della nostra epoca, l’allora ventiseienne scriveva canzoni con l’intenzione di diffondere saggezza con un sound anni ‘70 che univa le culture soul e hip-hop. Singoli quali On & On e Appletree—con quest'ultimo che segna la prima volta che Erykah smette di rappare e preferisce cantare—divennero dei successi su larga scala al punto che le fecero ottenere un Grammy per il miglior album R&B. Baduizm è seducente, spirituale e spinge chi lo ascolta a riflettere.
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Green Day - Dookie (1994)

Certo, ascoltare i Green Day è sicuramente divertente, ma lo sapevate che il loro terzo album di studio, quello che ha valso loro un Grammy—il primo sotto un’etichetta multinazionale e ad oggi ancora il loro album che ha venduto più copie—tocca argomenti piuttosto importanti? Questa meraviglia che ricorda un romanzo di formazione parla di tematiche come l’ansia (Basket Case) e il percorso fatto da Billie Joe Armstrong in adolescenza per accettare la propria bisessualità (Coming Clean). Dato che Dookie ha regalato il punk-pop alle masse, possiamo ringraziare i Green Day per aver ispiratogli artisti che ora sono a capo dell’attuale revival di questo genere.
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Nas - Illmatic (1994)

All'età di soli 20 anni, Nas era già riuscito a raccontare cosa significasse crescere nelle case popolari di New York a metà degli anni '90. Il suo album di debutto prende le sonorità jazz, le musiche del film hip-hop Wild Style e campiona anche il rombo del treno che passava dove abitava, per inserirli tutti in 10 tracce—tra cui le iconiche NY State of Mind e The World Is Yours—che ci rimandano un'immagine molto vivida della vita nella Grande Mela, che spesso può essere brutale. Riconosciuto come uno dei rapper più influenti di tutti i tempi, i testi che compongono l’album di debutto di Nas, Illmatic, sono pura poesia.
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Rage Against The Machine - Rage Against The Machine (1992)

Nel 1963, un monaco buddista di nome Thích Quảng Đức si diede fuoco per protestare contro l'oppressione del buddismo perpetrata dall’allora presidente cattolico del Vietnam. Quando John F. Kennedy vide una foto dell’immolazione scattata da Malcolm Browne, ritirò il suo sostegno al governo vietnamita. Quindi, quando la band rap-metal Rage Against The Machine (RATM) mise quella stessa fotografia sulla copertina del loro album di debutto, la gente sapeva di doversi aspettare qualcosa di radicale. Fu soprattutto la seconda canzone dell’album Killing In The Name, a esplodere portando i RATM all’attenzione del pubblico.

Scritta nel 1991 dopo che quattro poliziotti di Los Angeles erano stati filmati da una telecamera a circuito chiuso mentre picchiavano brutalmente Rodney King, un autore e attivista nero, le lyrics parlavano di razzismo endemico, una storia sin troppo familiare ancora oggi. “Some of those that work forces / Are the same that burn crosses,” [Alcuni di quelli che sono stati obbligati dal lavoro / sono gli stessi che bruciano le croci, NdR] urla Zack de la Rocha con tono che diventa man mano sempre più frenetico. “You justify those who died / By wearing the badge / They're the chosen whites.” [Giustifichi coloro che sono morti / indossando il distintivo / sono i bianchi prescelti, NdR]. Nessun giro di parole.
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Pulp - Different Class (1995)

Solo per un momento, proviamo a dimenticarci degli Oasis e ignoriamo i Blur, e rivolgiamo la nostra attenzione alla band di Sheffield che per un certo periodo fu la cosa migliore che emerse dalla scena del Britpop: i Pulp. Singoli come Disco 2000 e Common People erano sovversivi, divertenti e orecchiabili da morire. Un anno dopo, in preda al successo dell’album e frustrato da come funziona l'industria della musica, il cantante Jarvis Cocker interruppe la performance di Michael Jackson ai BRIT Awards, mostrando le chiappe davanti al palco in segno di protesta. In seguito avrebbe spiegato che lo fece perché quella era la sua opinione di un mondo che permetteva a una popstar di essere equiparata a Cristo, assecondando le fantasie di individui stra-ricchi e super potenti. Come dargli torto.

Elliott Smith - Elliott Smith (1995)

Fan di Phoebe Bridgers? Allora amerai Elliott Smith. Il famoso cantautore che viveva nel cottage di Biancaneve di Loz Feliz, è l’idolo musicale di Phoebe, da cui l’artista prende ispirazione per produrre gran parte della sua musica e che ha ispirato anche l’argomento che viene trattato nella title track del suo album del 2020, Punisher. In un’intervista ci aveva raccontato che per punisher si intende qualcuno che non sa quando smettere di parlare.

"Gran parte della mia musica prende ispirazione da lui," ha affermato, ammettendo che sarebbe diventata lei stessa una punisher se avesse mai avuto l’occasione di incontrare Elliott, il quale, dopo una lunga lotta contro la depressione e il disturbo da abuso di sostanze morì a soli 34 anni. La prima canzone del suo secondo album è Needle In The Hay—canzone resa famosa perché fa da colonna sonora alla scena del tentativo di suicidio di Richie Tenenbaum in I Tenenbaum di Wes Anderson—e il resto dell'album è altrettanto sconvolgente (ed emo).
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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Testo di Frankie Dunn

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