L'emo sta tornando? L'abbiamo chiesto a Avril Lavigne, LILHUDDY e Maggie Lindemann

È ufficiale. Dalla nostalgia degli anni 2000 fino a Olivia Rodrigo, il revival dell'emo è qui e ora.

di Beatrice Hazlehurst
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19 agosto 2021, 4:00am

Durante la prima settimana di lockdown di oltre un anno fa, abbiamo cercato conforto nella musica. Dua Lipa ha rilasciato Future Nostalgia e Justin Bieber ha risposto con Work From Home EP. Ma la novità più inaspettata è arrivata da Machine Gun Kelly. Conosciuto per le sue partnership di livello (e per i suoi dissing altrettanto raffinati), ha reclutato il suo collaboratore di lunga data Travis Barker per registrare su Zoom una cover di Mysery Business, il successo più noto dei Paramore. "Giuro che il punk-rock sta per tornare," leggiamo in uno dei commenti più quotati sotto al video della canzone.

A quel punto, però, il ritorno del rock era però già avvenuto. MGK si era già impossessato del pop-punk con due singoli di successo e Yungblud con gli occhi da panda era già entrato nel circuito mainstream all'inizio del 2019 grazie a una collaborazione con Halsey dai toni decisamente emo, mentre band come i Movements e i Knuckle Puck si erano impegnati a riportare in auge la nostalgia per gli anni 2000.

Se il Rinascimento dell’emo era già iniziato ben prima della quarantena, sembra che il nostro improvviso confinamento in cameretta ci abbia spinto a una regressione collettiva verso l’angoscia adolescenziale. Quando le "emo challenge" hanno iniziato a proliferare su TikTok—gli utenti dai capelli arcobaleno facevano a gara a quanto le loro anime fossero spezzate in base al numero delle tracce dell'era emo che riuscivano a ricordare—è diventato chiaro che l'estetica e i suoni della musica dell'era di Myspace avevano ormai raggiunto ogni angolo di Internet. Tra coloro che ne hanno predetto il ritorno, c'era, ovviamente l’auto-proclamata eroina punk-pop, Avril Lavigne.

“Le mode passano, ma la storia tende a ripetersi,” dice Avril. “Penso che molte persone abbiano provato sentimenti di ribellione in questo periodo, ma ora sono anche più aperte e oneste riguardo alle proprie emozioni e alla propria salute mentale. Penso che per questo la musica emo oggi colpisce in modo empatico tante persone.”

E questa facilità di identificazione si sta rivelando una miniera d'oro per gli artisti emergenti. L'album di debutto di Olivia Rodrigo, SOUR, e il suo secondo singolo deja vu l’hanno resa la portavoce di tutte le donne insicure e rifiutate. In un attimo, i critici hanno riconosciuto in lei la vibe da melodramma liceale e i riferimenti tipici degli anni 2000, soprattutto nella traccia good 4 u, con il suo ritmo esplosivo e il videoclip diretto da Petra Collins. E in ancor meno tempo, i fan hanno paragonato la traccia a Misery Business.

Poi c'è Willow Smith, che ha reclutato Travis Barker per produrre un nuovo singolo in cui potersi lamentare degli amici falsi, nemmeno fosse il 2006. Ma è l’ascesa artistica di Maggie Lindemann a incarnare al meglio questo trend. Raggiunto il successo con la sua hit melensa del 2016 Pretty Girl quando aveva solo 18 anni, ora è cresciuta; ha raggiunto milioni di fan, ha tagliato i suoi lunghi capelli castani e li ha sfumati di rosso, ha accorciato le unghie e le ha smaltate di nero. Le canzoni dell’EP di debutto della ventiduenne, Paranoia, presentavano proprio la suspense e i ritornelli esplosivi caratteristici dei pezzi emo. Abbandonata senza remore l’immagine da brava ragazza, Maggie mostra il suo lato più oscuro con Paranoia.

"Sono estasiata all’idea che il pop-punk sia di nuovo di successo," rivela Maggie. “Sono cresciuta trovando conforto nel pop-punk e sognando di poter andare un giorno al Warped [Tour]. Quindi, ora che ci sono davvero, sono emozionatissima, e voglio dare alle persone la stessa gioia."

Per Maggie, il suo ultimo progetto è stato una testimonianza della sua evoluzione come artista e della liberazione dal dover interpretare il personaggio della ragazza della porta accanto. Ma, prima di tutto, ha rappresentato l'occasione per rendere omaggio ai suoi artisti preferiti. Gli Sleeping with Sirens e i Paramore hanno influenzato tutte le sue scelte creative, ma è da Avril che ha preso spunto per il proprio stile. E se in effetti l’impatto della cantante canadese sulla moda degli anni 2000 è innegabile—cravatte sottili, pantaloni cargo e capelli tinti di scuro—, il fatto che sia durato per due decenni è incredibile. Dopotutto, Maggie aveva tre anni quando è uscito Complicated.

"Ero consapevole che stavo facendo qualcosa di diverso," spiega Avril. "Mi sono resa conto abbastanza rapidamente che il modo in cui mi vestivo stava avendo un impatto molto più grande di me."

maggie lindeman seduta a terra a gambe incrociate su sfondo verde con stivaloni
Fotografia su gentile concessione di Maggie Lindemann

Chase Hudson, meglio conosciuto come LILHUDDY, è nato il mese prima del disco di debutto di Avril Lavigne, Let Go. Membro fondatore dell'epicentro di content creator Hype House, Chase, ha svolto un ruolo non secondario nel catalizzare il successo di Addison Rae e delle sorelle D'Amelio, diventando a pieno titolo un sogno per i tiktoker adolescenti. Mentre il diciottenne avrebbe potuto crogiolarsi sul proprio poster estraibile su Tigerbeat, ha invece optato per una svolta più dark. Archiviando i suoi post più puliti su Instagram, Chase ha tirato fuori il LILHUDDY borchiato, soft-goth e coperto di piercing e inciso il suo primo singolo come artista solista: un’ode emo nu-wave intitolata The Eulogy of You and Me.

"Mi ha fatto capire molto di più su chi sono," racconta Chase spiegando la sua affinità con l'emo pop-punk. “Nella musica mi sono ritrovato… mi fa sentire più vivo. Gli strumenti musicali veri mi danno un flow molto più autentico di qualsiasi 808 posizionato su una traccia.” Per quanto The Eulogy of You and Me sia probabilmente scritta per essere più accessibile alla giovane fanbase di Chase rispetto a quanto lo siano le produzione dei suoi artisti di riferimento, la band metal-pop Pierce the Veil è una fonte di ispirazione fondamentale per LILHUDDY—che è senza dubbio destinato a diventare uno dei leader della nuova ondata dell’emo.

"Quando l’emo comincerà a diventare sempre più popolare, tutti ne saranno travolti, e spero che ne verrà rispettata l’essenza," dice Chase. “Oggi abbiamo artisti che stanno spianando la strada a questo revival: hanno preso il genere per farlo rivivere ed evolvere. Intanto, Internet e i social media hanno contribuito a costruire una nuova comunità di fan."

Tuttavia, quando il movimento emo è tornato alla ribalta, non tutte le band erano felici di essere associate a questo genere. Anche se i My Chemical Romance rimangono in cima al roster delle band emo/pop-punk di Chase Hudson—e la band è stata spesso indicata come una delle principali innovatrici del genere, al pari dei Panic! At The Disco, Greenday e dei Paramore—, il frontman Gerard Way si oppone ancora oggi all’associazione della band all’emo, e ha negato a i-D un'intervista per distaccarsi ulteriormente dal genere. Nel 2007, Gerard ha dichiarato al sito web di un college americano, The Maine Campus: "Penso che l'emo sia una pila di m*rda. Ci siano band alle quali veniamo associati che sono considerate emo e, di conseguenza, questo ci renderebbe emo. Ma non è ciò che siamo.”

Emo o meno, Avril crede che le band garage dei primi anni 2000 siano state tra le prime a dimostrare che i gruppi musicali non avevano bisogno di uno "studio costoso" per creare un prodotto di qualità. Inoltre, la loro fanbase locale e il loro atteggiamento fai-da-te li hanno fatti sentire particolarmente vicini al loro pubblico. È questo il motivo, secondo Avril, per cui sia i creatori che i fruitori di musica "emo" considerassero questo genere una sorta di rifugio sicuro, dove l'incompreso "poteva sentirsi parte di qualcosa".

avril lavigne che sorride a bracia incrociate con una tshirt grigia e una cravatta
Fotografia di Scott Gries/Getty Images

"Anni dopo, ascolto le mie canzoni e capisco in che modo possono connettersi profondamente a livello emotivo con le persone," dice Avril. “Attraverso la mia musica stavo esprimendo delle opinioni. Sapere che altre persone sono state ispirate dalla mia arte è il regalo più grande di tutti.” Maggie fa eco a questo sentimento, aggiungendo che per lei emo è sinonimo di “libertà”: “Sento di poter esprimere me stessa come voglio attraverso la mia musica, il modo in cui mi vesto, il modo in cui mi trucco, senza essere giudicata…”

Mentre Gerard ha certamente ragione nel non voler paragonare musicalmente i MCR e i loro coetanei a queste sonorità, "emo" in realtà esula dalla classificazione di mero genere musicale per diventare un concetto più espanso. Certo, è facile disprezzare artisti con suoni vagamente simili ai propri quando raggiungono all’improvviso una popolarità enorme, in particolare quando sono lodati—o si vantano—per il loro impegno controculturale. Ma quando gli emarginati diventano la folla, significa che c’è spazio per una nuova ondata di creativi anticonformisti, pronto a plasmare una nuova era. Che sia un ritorno a una certa corrente o ne sia un derivato, non bisognerebbe comunque ridurla a una semplice fase (mamma, stai leggendo?).

“Penso che questo genere in passato sia stato sottovalutato e bistrattato,” dice Chase, “e ora merita di essere riportato in auge sotto qualsiasi forma. Sono disposto a lottare per far sì che questo accada.”

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Testo di Beatrice Hazlehurst

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