Entrambe le immagini: Luca Trevisani, Via Roma 398, Palermo, 2018

cosa vedere a palermo durante manifesta12, evitando cliché e trappole per turisti

La nostra guida a Manifesta12 ed eventi collaterali, quelli di cui altrove non si parla ma che vale assolutamente la pena vedere.

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lug 12 2018, 3:50pm

Entrambe le immagini: Luca Trevisani, Via Roma 398, Palermo, 2018

Sole, Italia, mare, ozio, cultura e natura. Il denominatore comune è Palermo, capitale italiana della cultura 2018 e città ospite di Manifesta12, la Biennale Nomade Europea nata ad Amsterdam nel 1990. Evento itinerante per definizione, Manifesta è una piattaforma d’elezione per scoprire artisti emergenti, idee stimolanti, nuove opere d'arte appositamente commissionate ed esperienze creative che dialogano con spettacolari luoghi nascosti della città ospitante. Il tema dell'edizione 2018 è “Il Giardino Planetario. Coltivare Coesistenza,” scelto dal comitato curatoriale composto da Bregtje van der Haak, Andrés Jaque, Ippolito Pestellini Laparelli e Mirjam Varadinis. Quindi natura, ma anche accoglienza.

Palermo città d'Europa

E così Manifesta ci fa scoprire una nuova Palermo, portandoci luoghi che anche gli stessi palermitani non conoscono—Palazzo Butera, Orto Botanico, Teatro Garibaldi, Giardino dei Giusti, Casa del Mutilato, Fondazione “Casa Lavoro e Preghiera” di Padre Messina, Volpe Astuta, Oratorio di San Lorenzo, Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, Oratorio della “Madonna Rifugio dei Peccatori Pentiti”, Palazzo Trinacria, Costa Sud, Palazzo Costantino, Palazzo Ajutamicristo, ZEN, Pizzo Sella, Palazzo Forcella De Seta, Chiesa dei SS. Euno e Giuliano e Piazza Magione, giusto per citarne alcuni—, oppure hanno smesso di conoscere o ancora, come spesso accade, non calcolano perché parte di quella scenografia quotidiana che fa da sfondo alla routine.

Ma perché la scelta è ricaduta proprio su Palermo? Per la commissione giudicante questa città si erge a emblema di due importanti temi che identificano l'Europa contemporanea: migrazione e cambiamenti climatici, a cui si aggiunge in seconda battuta l'impatto concreto che questi hanno sul luogo in cui viviamo. La storia a più strati e profondamente condensata di Palermo—occupata da numerose civiltà europee e indissolubilmente legata all'Nordafrica da oltre due millenni—ha lasciato tracce evidenti, dando vita a una società multiculturale situata nel cuore dell'area mediterranea.

Nel corso della storia Palermo è sempre stata un laboratorio di differenze in divenire. Attraverso l’alternarsi di dominazioni straniere e flussi migratori (dagli antichi Greci, Arabi e Normanni, fino alle recenti migrazioni contemporanee delle popolazioni provenienti dal Nord Africa, Sud-est asiatico e Medio Oriente) questa città riveste da secoli il ruolo di meta di un processo evolutivo costante, arricchendosi e ridefinendo la sua essenza, così come quella della sua popolazione. Le strade, l’architettura, i giardini, l’eredità culturale e le storie personali di Palermo rappresentano il risultato di un sincretismo di culture che rendono la città un modello in costante cambiamento, metafora delle trasformazioni in corso in tutto il Mediterraneo e oltre. Un giardino di tesori naturali, architettonici, culturali e artistici tutti da scoprire per chi ha voglia di passare un’estate diversa dal solito e nutrire lo spirito, oltre che ritemprare le membra stanche dopo un anno di lavoro e città grigie.

Ma cosa vedere tra le mille proposte di Manifesta12 e i suoi eventi collaterali? Tutto sarebbe la risposta ideale. Ma difficilmente si avrà tempo a disposizione per esplorare ogni aspetto di questa Palermo artistica e inaspettata. A chi ha poco tempo consiglierei quindi di non perdere due cose in particolare: Incompiuto: la nascita di uno Stile di Alterazioni Video a cura di Davide Giannella e Raymond a cura di Luca Trevisani in collaborazione con Olaf Nicolai.

Alterazioni Video, Diga di Blufi - Blufi Palermo, 2018, 520 x300 cm

Incompiuto: La nascita di uno Stile

Si tratta della prima indagine sul più importante stile architettonico italiano degli ultimi 50 anni. Attraverso un’estesa documentazione, raccolta dal collettivo Alterazioni Video in dieci anni di ricerca e di interventi sul campo, questo progetto racconta la prospettiva attraverso la quale rileggere il paesaggio italiano contemporaneo, con 750 opere documentate su tutto il territorio nazionale, di cui 250 proprio in Sicilia.

Incompiuto: La nascita di uno Stile è realizzato da Alterazioni Video a cura di Davide Giannella, promosso dall’Associazione Incompiuto Siciliano, vincitore della prima edizione del bando Italian Council 2017, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. Se volete scorrazzare metaforicamente tra queste moderne rovine, quasi foste dei William Turner contemporanei, non perdetevi il percorso espositivo ideato da Giannella, visitabile fino al 20 settembre al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo diretto da Letizia Battaglia Cantieri Culturali alla ZISA Via Paolo Gili, 4. E per chi non avesse occasione di trovarsi a Palermo, Incompiuto è anche una pubblicazione edita da Humboldt Books.

Alterazioni Video, Incompiuto: La nascita di uno Stile (The Birth of a Style) Exhibition view at Centro Internazionale di Fotografia directed by Letizia Battaglia, Palermo 2018

Raymond

Altra tappa imprescindibile per questo piccolo Grand Tour artistico è Raymond, progetto affascinante, complesso e multidisciplinare a cura di Luca Trevisani in collaborazione con l’artista tedesco Olaf Nicolai. A cavallo tra il Grand Hotel et des Palmes e il Museo Civico di Castelbuono, dove la mostra Raymond Controfigura inaugura invece il 29 luglio questa esplorazione ha come perno la figura di Raymond Roussel; eccentrico romanziere, drammaturgo, musicista e poeta francese che al Grand Hotel palermitano soggiornò e venne trovato cadavere nella stanza 224 il 14 luglio 1933, giorno della festa di Santa Rosalia Patrona della città. Visionario, dandy mesmerista, viaggiatore radicale ed eccentrico presidente della Repubblica dei Sogni, Roussel è stato tra gli innovatori più strenui del secolo scorso. Il progetto che porta il suo nome è un’esposizione sui generis, che s’inserisce nella quotidianità di un posto senza tempo, ne assorbe i ritmi e lo abita come avrebbe potuto fare un viaggiatore dello scorso secolo, senza fretta, assaporandone l’ozio e gli agi.

Raymond, così come il Roussel da cui prende il nome, coltiva una vocazione poetica, seduce il viaggiatore/spettatore traslandolo momentaneamente in un mondo parallelo, un percorso selvatico, sensuale e intellettuale che si dipana tra spazi privati e comuni. Non esiste una traccia da seguire per vivere quest’esperienza culturale, ma ci si immerge in un pianeta in cui le opere generano narrazioni, alternando elementi visivi, piccoli principi di composizione, azioni, performance e gesti sottili. Gli interventi pensati per l’occasione dagli autori invitati arricchiscono il tempo trascorso dagli ospiti dell’Hotel, disegnando un’esposizione, a volte visibile solo a chi di una stanza possiede le chiavi, o riesce—in qualche modo—a guadagnarne l’accesso.

Entrambe le immagini: Luca Trevisani, Via Roma 398, Palermo, 2018

Arte al Grand Hotel

In un momento storico in cui tutto è rapido, in cui l’immagine e la sua condivisione sono tutto (o quasi), Raymond riporta all’intimità, alla lentezza, al gustarsi un’atmosfera senza tempo, al pensare e immaginare un modo proustiano di viver la vita. Addentriamoci allora nel Grand Hotel et des Palmes dove il 7 maggio 2018 Aleksandra Mir ha letto The Punk di Gideon Sams dal letto della sua camera agli altri ospiti (nome della performance: Aleksandra Mir, Midnight Seance, 2018). Oppure potremmo provare a dare uno sguardo alla stanza 121 dove, appesa al muro, una stampa in bianco e nero di grande formato copre una delle pareti. È Suicide Machine, lavoro del 2017 di Massimo Bartolini. E volgeremmo poi lo sguardo all'angolo della Sala Azzurra, perché a catturare la nostra attenzione sarebbe un oggetto vibrante e ipnotico, 33 giri (2018) di Eva Marisaldi; una giostra da tavolo per sassi posta su una piattaforma rotante.

Anche i fumatori avrebbero il loro momento e potrebbero spegnere la sigaretta, o meglio il sigaro, in una delle sculture/posacenere create da Bojan Sarcevic ( Problems & Issues, 2018). Capitando al Des Palmes di domenica, durante la colazione chissà che non saremmo noi i fortunati che riceveranno uno dei 56 tovaglioli di raso decorati con una lettera R ricamata, omaggio di Fabio Quaranta agli anni vissuti da Roussel sul pianeta terra. qualora vi trovaste a soggiornare in hotel o passaste da quelle parti la mattina potreste incontrare il personale di pulizia che sostituisce una certa quantità di saponette nelle camere con dei saponi d’artista parti dell’edizione Au Service (2018) di Olaf Nicolai; se avrete la fortuna di trovarvi al Grand Hotel la sera del 27 luglio 2018, nella Sala degli Specchi potrete assistere al live immersivo dell’artista giapponese Tomoko Sauvage.

Sulla sinistra: Bojan Šarčević, Problems & Issues, 2018, plaster, cigarettes and cigar ash. Sulla destra: Leonardo Pivi, Mosaico maschera doppia rondine (inspired by the stories of Francesco Cavaliere), 2018, 58x65x3cm.

La controfigura di Raymond

Il 29 luglio, al Museo di Castelbuono nei pressi di Palermo, inaugura un ulteriore capitolo ed espansione del progetto, Raymond Controfigura, con lavori di Lucia Amara, Meris Angioletti, Gianfranco Baruchello, Lupo Borgonovo, Francesco Cavaliere, Maurice Florence, Kinkaleri, Amedeo Martegani, Christoph Meier, Ute Muller, Fabio Quaranta, Luca Trevisani e Luca Vitone. Al suo interno, gli artisti riflettono nello specifico sull’approccio al linguaggio di Roussel. All’interno del Castello di Ventimiglia, sede del Museo, prende vita un ambiente labirintico, fatto di oggetti, suoni, odori, specchi e immagini in movimento. Come nei romanzi rousselliani, anche qui tutto è sdoppiato, ripetuto, ritrovato e riscoperto.

Palermo diventa così meta d’elezione per un’estate di tempo sospeso, cultura, natura, in cui scoprire e ri-scoprire luoghi magici e ricchi di stimoli. Per chi decidesse di fare della città di Santa Rosalia la propria meta estiva, un palermitano doc consiglia di dormire a Palazzo Lungarini o all'Hôtellerie B&B e di visitare la Cattedrale, il Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina, i Quattro Canti (chiesa San Cataldo - Santa Maria dell’Ammiraglio, San Giuseppe dei teatini, Santa Caterina) e la Fontana della Vergogna, Monreale, la palazzina Cinese vicina al Parco della Favorita sulla strada per Mondello, il Mercato del Capo, la Chiesa dell'Immacolata Concezione al Capo nella zona del Teatro Massimo, Il quotidiano mercato delle pulci, Mondello, le Catacombe con l’Antro dei Beati Paoli, la Stanza Araba o Camera delle Meraviglie, Palazzo Valguarnera-Gangi, Palazzo Alliata di Villafranca, Palazzo Mazzarino, l’Archivio di Stato, e il Santuario di Santa Rosalia.

Vi abbiamo convinti a partire? Noi vi aspettiamo a Palermo. Ci vediamo lì!

Sulla sinistra: Eva Marisaldi, 33 giri, 2018, wood, turntable, stones, 40x40x40cm. Sulla destra: Lupo Borgonovo, Ombeline, 2018, iron, paper, acrylic, variable dimensions.

Crediti


Testo di Federica Tattoli
Immagini su gentile concessione di Incompiuto: la nascita di uno Stile e Raymond