abbiamo passato un pomeriggio facendo shopping con dua lipa

E abbiamo parlato di Robbie Williams, agende decisamente piene di impegni e jet-lag difficili da gestire.

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giu 8 2018, 10:17am

In questo periodo, la settimana di Dua Lipa si svolge (almeno) in due fusi orari diversi. L'idea di passare un mese intero in Australia le sembra incredibile, ci dice mentre curiosa tra gli scaffali della boutique dove la incontriamo. È nel paese per aprire i concerti di 24K Magic, il tour negli stadi di Bruno Mars, e tra una data e l'altra la sua etichetta le ha fissato una serie pressoché infinita di appuntamenti con la stampa. Difficile considerarla una vacanza, ma i ritmi qui sono comunque più lenti di quelli a cui è abituata. "Sono anche riuscita ad andare in spiaggia un paio di volte," dice ridendo durante un panel show in tarda serata.

Nata in Inghilterra da genitori albanesi scappati dalla Guerra del Kosovo prima della sua nascita, all'età di 11 anni è poi tornata a vivere nella terra d'origine della sua famiglia. Poco dopo, però, Dua si è resa conto che a Londra avrebbe avuto più possibilità di realizzare le sue ambizioni musicali e a 15 anni si è nuovamente trasferita in Gran Bretagna, da un vecchio amico di famiglia. Per farsi conoscere ha iniziato a far ascoltare a chiunque incontrasse le cover di Christina Aguilera e Jessie J che postava sul suo canale YouTube. Il passaparola ha funzionato e a 18 anni Dua ha firmato il suo primo contratto. Intanto, faceva la cameriera in un ristorante di SoHo. Poi è arrivato il suo primo singolo nella top 20, Hotel Than Hell. Lo scorso anno ha pubblicato il suo primo album, primo nella classifica UK con il brano New Rules e le ha fatto ottenere più nomination ai BRIT Award di qualunque altra artista donna nella storia. (Alcuni sottolineano che a scrivere New Rules non è stata Dua, sebbene abbia lavorato ai testi di dieci tracce su dodici del suo disco.)

La nostra intervista è l'ultima del giorno per Dua. La sera salirà sul palco prima di Bruno Mars, ma per il resto del pomeriggio è nostra. Dopo esserci salutati si dirige verso la National Gallery of Victoria, mentre un gruppo di ragazze la salutano estatiche accanto a un'installazione di Yayoi Kusama.

Ciao Dua, c'è una domanda che mi gira in testa da un po' di tempo. Noi di i-D siamo abbastanza in fissa con l'ultimo album di Charli XCX, Pop 2. Sappiamo che voi due siete piuttosto amiche, quindi possiamo sperare in un vostro featuring? Magari un Pop 3 in cui compari anche tu?
È da un sacco di tempo che cerchiamo di beccarci in studio! Però le nostre agende sono così piene che non riusciamo a trovare un momento che vada bene a entrambe. Quando ci becchiamo alle feste, be', vogliamo solo ubriacarci.

Infatti è incredibile che tu, Charli, Zara Larsson, MØ e Alma siate riuscite a essere tutte insieme su Radio BBC 1!
[Ride, NdA] Ancora non ci credo neanche io! Ero a Los Angeles e ho pensato "dai, ora scrivo alle altre e vediamo se riusciamo a organizzarci." Tutte erano prese dalle loro cose, ma sono riuscite a spostare i vari impegni e venire in studio. Zara era lì per scrivere nuovi brani, così ho pensato di sentire anche lei. MØ aveva un concerto a Salt Lake City con Cashemere Cat, ma è rimasta a LA per qualche ora. Ci sarebbe dovuta essere Tove Lo, ma aveva un volo per la Svezia, mentre Billie Eilish era in Nuova Zelanda e quindi anche lei non ce l'ha fatta. È stato bellissimo trovare colleghe così disponibili a collaborare, una figata!

Sì, succede di rado.
Ora dobbiamo decidere quale sarà il nome del nostro super gruppo.

Spice…
Gals?

Bello. Sbaglio o sei in giro per il mondo da tre anni ormai?
Sono circa due anni e qualcosa che non mi fermo, ancor prima che l'album fosse pubblicato. I miei fan sono incredibili, venivano a sentirmi anche se non avevano idea di cosa avrei cantato, perché i brani ancora non erano usciti. Facevano un sacco di video ai miei live, poi li mettevano su YouTube e così altra gente imparava i testi, arrivando poi ai miei concerti sapendo tutte le parole a memoria. Parole di canzoni che io neanche avevo pubblicato! Internet è incredibile, cazzo.

Questo è stato il primo tour, poi abbiamo fatto uscire l'album, fatto un secondo tour e poi un terzo. Non potrò mai rivivere l'esperienza di promuovere il mio primo disco, e un po' mi dispiace. Ti fa crescere moltissimo come artista, ti dà così tante idee.

Su quali idee ti stai concentrando ultimamente?
A ogni concerto la folla è più numerosa, quindi mi sto scervellando su come mantenere intatta l'intimità dei live all'ampliarsi delle location in cui hanno luogo. La mia energia arriva dal pubblico, quindi per me è difficile esibirmi se non c'è una connessione profonda con chi mi sta davanti. All'inizio i palchi erano microscopici, la gente proprio di fronte a me. Era fantastico, davvero rock'n'roll. Ora faccio tour con artisti di un certo calibro, quindi cerco di osservarli più che posso per capire come mantenere la stessa intensità e vicinanza con il pubblico.

I Coldplay, ad esempio, ci riescono grazie a effetti speciali, luci e scenografie che rendono la folla euforica. Diciamo che ho preso nota, perché è questo che voglio fare anche io, voglio essere con ogni singola persona. Sono fortunata a potermi esibire davanti a un numero così ampio di persone, quindi voglio farlo nel modo migliore.

Robbie Williams ultimamente canta le sue ballate romantiche seduto su un guantone da boxe gigante.
Cosa?

Sì, lo trasporta sopra la folla.
È un po'... Strano?

Sì, anche perché un guantone da boxe non evoca leggerezza. Magari l'idea gli è venuta mentre stava facendo qualcosa di assurdo a una festa e la mattina dopo ha deciso di volerla assolutamente realizzare...
E adesso siede sul suo divano fissando il vuoto e pensando "perché nessuno mi ha fermato?"

Esattamente. Com'è viaggiare così tanto e potersi fermare così poco nei posti in cui sei? Riesci a fare ciò che ami quando sei in tour?
Non mi capita spesso di restare per una settimana intera nello stesso posto, quindi ormai è una sorta di lusso, perché solitamente rimango in un paese per pochissimi giorni. Le prime due volte in cui sono stata in Australia ci sono rimasta 72 ore ed è stato un casino. C'è il jet-lag, ma devi comunque dare il massimo, essere reattiva e cercare di non farti sopraffare dalla stanchezza.

Sono felicissima di questi giorni a Melbourne, perché ci sono un sacco di cose interessanti dal punti di vista culturale e finalmente avrò il tempo di farne alcune. Ieri siamo stati al Justin Art House Museum, che è gestito da questa coppia di collezionisti d'arte che lavora insieme da anni. Nello spazio espositivo ci sono solo opere d'arte contemporanea, e loro vivono al piano di sopra. È molto interattivo e loro sono stupendi: ci hanno accompagnato nelle diverse sale e al termine della mostra si sono fermati a chiacchierare con noi.

Quando hai un giorno di pausa a Londra, dove vai?
Primrose Hill. È posto che preferisco in assoluto a Londra, perché mi fa davvero sentire a casa. Cammino fino alla cima della collina e poi mi siedo lì a osservare lo skyline. Quando penso a Londra, penso a Primrose Hill. E al mio letto, certo.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D Australia.