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      moda Gloria Maria Cappelletti 20 marzo 2017

      parliamo con riccardo tisci di cultura rave, celebrazione infinita e rinascimento

      Incontriamo il designer italiano a Roma per farci raccontare il suo nuovo percorso di ricerca interiore, che lo mantiene con i piedi per terra, ancorati in rinnovate Air Max 97 Mid x RT.

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      "Sto attraversando un periodo di cambiamento radicale nella mia vita. Un momento estremamente positivo". La luce del sole primaverile filtra tra il fumo di qualche sigaretta e le palme del giardino dell'Hotel de Russie; magicamente si forma un piccolo arcobaleno sulla tovaglia bianca mentre i raggi giocano attraverso il vetro di una bottiglia d'acqua. Parliamo di cambio radicale ma il tempo sembra essersi fermato, dopo tanti anni che ci conosciamo lo sguardo di Riccardo Tisci sul mondo e' rimasto sincero e generoso.

      "Sento che stiamo vivendo un momento di grande cambiamento generale nel mondo, dal punto di vista sociale, politico e creativo; c'e' fermento. Non lascio la moda, dopo 12 anni da Givenchy ho solo voluto prendere un momento di pausa, un time off che possa allinearmi con l'energia nuova e positiva che questi cambiamenti stanno portando nel mondo. Siamo passati attraverso una decade in cui la gente ha sentito insicurezza e paura, socialmente e creativamente parlando c'e' stato un momento di grande confusione. Per questo motivo stiamo ora vivendo un momento di rinascita".

      Nelle pagine di i-D parliamo spesso di moda come linguaggio non-verbale, di culture giovanili e tessuto sociale, elementi inscindibili che stanno alla base di tutti i movimenti legati all'identità e al cambiamento. "Trovo nelle periferie delle grandi città un'energia che mancava da tempo. Si stanno sviluppando nuove creatività, un nuovo modo di pensare e vivere. Alla base di questo movimento di rinascita trovo voglia di sincerità, i giovani chiedono innanzitutto onestà. Abbiamo visto molte figure determinanti del panorama moda definire lo stile degli anni '90, penso a Martin Margiela, Ann Demeulemeester, Alexander McQueen e John Galliano, stilisti che hanno avuto momenti geniali ma anche difficili. Poi è iniziato un momento di confusione in cui tutto è diventato uguale ed è stato copiato. Quindi un nuovo rinascimento può indicare una svolta importante, sento che sta avvenendo in l'Italia, finalmente questo paese e la sua cultura non vengono più associati a stereotipi vecchi, c'è spazio per una nuova visione".

      Siamo a Roma, si respira la storia di una città secolare, ma parlare con Riccardo Tisci ci tiene inchiodati al presente, in attesa di celebrare negli spazi industriali della Ex Dogana la sua ultima collaborazione con NikeLab per la Air Max 97 Mid x RT. "Quando Nike mi ha chiesto di progettare una riedizione dell'iconico modello Air Max 97 ho accettato immediatamente. Sono nato nel '74 e questa sneaker è stata lanciata quando ero adolescente, ne sono quindi affezionato. Ricordo che rappresentava in quegli anni un po' quello che sta succedendo oggi. E' stata lanciata la prima volta in un momento in cui dal massimalismo si passava al minimalismo, dalla cultura dell'eccesso e della ricchezza si passava ad una pulizia delle linee in favore di un approccio molto più discreto. Era il momento di Margiela, Helmut Lang, Jil Sander, Strenesse. Quel desiderio di pulizia, dell'essere cool, understated e minimal sta tornando oggi. Poi la Air Max 97 si è affermata anche nel mondo della notte, quello dei rave, perché era una sneaker di culto per i 'bad boys e le bad girls' che rappresentavano lo spirito fresco della gioventù che non seguiva la moda, ma la faceva".

      A Riccardo Tisci piace parlare degli anni '90 perché hanno segnato, più o meno inconsciamente, il nostro gusto attuale. "Non ho stravolto il modello originale di questa sneaker iconica. Ho lavorato sull'altezza, le cuciture a contrasto, ho aggiunto piccolissimi dettagli in oro, lavorando sul concetto di neo-classicismo, perché la moda sta cambiando in questa direzione. Quando abbiamo dovuto pensare a dove lanciare questa nuova collaborazione ho scelto l'Italia perché rappresenta benissimo questo stile, e poi Roma, perché oltre allo spirito neo-classico è per me legata al mondo entusiasmante dei rave. Ognuno interpreta le parole come vuole, per me rave è sinonimo di celebrazione all'infinito; pensando a questa parola mi viene in mente anche Osho, il buddismo, l'induismo e le dimensioni spirituali che insegnano la gioia dell'essere". 

      I rave sono nati negli anni '90 con l'esplosione della musica elettronica e le droghe sintetiche, hanno avuto una valenza rituale collettiva in cui si respirava un senso di appartenenza al gruppo molto forte. "Il rave per i giovani è infatti stato questo, celebrare insieme per tutta la notte fino allo sfinimento, vivendo momenti di gioia. La notte è sempre stata per me il momento più bello della giornata perché porta con sé uno spirito liberatorio". Cosi Riccardo Tisci sente che Roma è la città adatta ad ospitare la sua nuova visione propositiva. "In Italia credo stia succedendo qualcosa di nuovo, ed è importante saper osare senza timore. Spesso ho osato molto, non sempre sono stato capito subito, ho avuto delle difficoltà nel mio percorso, ma poi nel tempo la mia caparbietà mi ha premiato, questo è un messaggio che voglio dare ai più giovani".

      Una grande differenza tra gli anni '90 e il mondo di oggi è che viviamo nella riduzione digitale di uno smartphone. Riccardo Tisci non ha mai amato comunicare via socials ma ad un certo punto ha capito che la sua notorietà poteva diventare una voce forte nel coro, e il suo pensiero amplificato a favore di argomenti che gli stavano a cuore. "Quando ho iniziato a lavorare ero molto giovane e in qualche modo incerto. Oggi credo che i socials possano aiutarci nel trovare un consenso allargato e questo da forza. Spesso ricevo messaggi positivi da ragazzi e ragazze che vivono dall'altra parte del mondo, sento il loro supporto e mi piace questo scambio di idee. Quando ho iniziato ad avere veramente successo con Givenchy, ho pensato che non volevo solo realizzare abiti e collezioni e avere consenso per quello. Ho deciso di prendermi dei rischi comunicando pensieri che al tempo erano scomodi ma che per me erano importantissimi. Non è stato facile, ma per me era imprescindibile. Cosi ad esempio ho iniziato a lavorare con Lea T. per far capire i diritti dei transessuali, ho voluto parlare della violenza contro le donne, ho collaborato con Anohni di Antony and the Johnsons e Marina Abramović, mi sono schierato contro il razzismo a favore della diversità e dei diritti umani. Il mio Instagram è diventato una voce per comunicare messaggi positivi. Non volevo diventare un designer isolato in una torre d'avorio e concentrarmi solo sulla realizzazione di capi di moda. Ho voluto usare il consenso che ricevevo per veicolare messaggi volti a migliorare situazioni di abuso e disagio. Il mio cellulare è diventato lo strumento per fare una piccola rivoluzione, per sensibilizzare le persone su tematiche urgenti. I giovanissimi oggi hanno più informazioni a disposizione di quando eravamo ragazzi noi". Slogan e messaggi sociali sono più che mai attuali anche sulle passerelle. I socials sono diventati un megafono digitale, certo speriamo questo non sia solo un trend del momento. "Oggi i ragazzi preferiscono una frase forte piuttosto che una T-shirt nuova. È rilevante quello che hai da dire, la forza della parola e del pensiero vince su tutto".

      Internet è uno strumento perfetto per amplificare messaggi, spesso però ci troviamo a doverci confrontare con atti di trollismo. "Mi è capitato di ricevere messaggi pesanti, ma non mi interessa perdere tempo con questo tipo di provocazioni. Credo che il più grande errore sia quello di giudicare le persone, e voglio concentrare la mia attenzione solo sui messaggi che portano speranza, hope. La mie parole d'ordine per il prossimo decennio sono speranza e sincerità. Accompagnate da una sospensione del giudizio".

      Si conclude cosi la nostra conversazione con Riccardo Tisci, che in questo momento di sospensione si sta godendo il mondo, la sua famiglia, gli amici, tutti riuniti a Roma per celebrare il lancio della Air Max 97 Mid x RT. Nike Lab ha colto questo spirito di energia positiva e ha creato l'occasione giusta per farla esplodere. In questo clima di rinascita e celebrazione infinita chiediamo a Riccardo di condividere con noi il suo credo definitivo. "Tutti abbiamo dei sogni, chi ci impedisce di realizzarli? Il mio motto e' Be Yourself, non solo nel lavoro, ma in tutto. È a volte difficile relazionarsi con il mondo e le persone, ma Be Yourself è l'atteggiamento profondo che deve essere abbracciato in ogni aspetto della nostra vita, nell'amore, nell'aiutare il prossimo, se ognuno di noi riuscisse a essere se stesso il mondo potrebbe migliorare, invece si vuole sempre essere gli altri, oppure si vuole qualcosa dagli altri, abbiamo la tendenza a voler essere quello che gli altri si aspettano da noi. Questo è il motivo per cui ho deciso di prendermi un momento di break. Non perché non mi sentivo più me stesso, ma perché volevo tornare alle mie radici in modo ancora più profondo, stando sempre con i piedi per terra. Ringrazierò Dio per tutta la vita per quello che mi ha dato. Ho sicuramente di fronte a me un nuovo capitolo da scrivere e mi impegnerò per farlo con grande sincerità e consapevolezza. Però in questo momento ho bisogno di passare più tempo con le persone a me care, chiedendomi profondamente di cosa ho bisogno. Sembra sempre che abbiamo bisogno di molto, invece la verità e che c'è bisogno di poco per vivere bene. Soprattutto non dobbiamo vivere nell'aspettativa degli altri, ma nel nostro più intimo. Be Yourself".

      Crediti

      Testo Gloria Maria Cappelletti


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      Tematiche:moda, intervista, riccardo tisci, roma, nikelab, rave, attivismo

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