​13 cose che dovete sapere su demna gvasalia

Il designer di Vêtements, che è diventato il nuovo direttore creativo di Balenciaga, ci racconta quali sono state le sue fonti di ispirazione e di come le tempistiche del sistema moda non abbiano veramente senso.

di i-D Staff
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19 novembre 2015, 9:50pm

Sarebbe difficile, anzi forse impossibile, parlare di storia della moda contemporanea senza citare Demna Gvasalia: classe 1981, lui e il fratello Gouran sono oggi due degli stilisti più influenti e stimati dell'industria. Su di lui si sa poco, molto poco, anche qui l'influenza di Martin Margiela—fondatore e anima dell'icona Maison Margiela, primo brand per cui Demna ha lavorato—è decisiva. Rilascia poche interviste, non parla volentieri del suoi passato e tiene alla sua privacy in modo quasi ossessivo. Abbiamo raccolto qui tredici cose da sapere sul Direttore Creativo di Balenciaga e co-fondatore di Vêtements.

Vuole fare abiti che piacciano alla gente...
"L'idea che sta alla base delle mie collezioni è quella di focalizzarmi sul prodotto, uno ad uno. Con il mio team selezioniamo capi che ci piacciono e cerchiamo di capire come renderli più contemporanei o desiderabili. Cosi diventano più nuovi... Ma non cerchiamo di oltrepassare i confini della moda, vogliamo solo fare degli abiti che la gente vuole possedere e indossare."

Ma lui cambierà Balenciaga…
Ha in mente di "evolvere il DNA del brand e, con il suo team, scrivere un nuovo capitolo nella storia della moda."

La moda è legata al prodotto, non è un sogno...
"Un tempo la moda faceva sognare: la gente sognava abiti meravigliosi che probabilmente non avrebbe mai indossato in tutta la vita, questo creava un'idea fittizia e un'illusione... Ora il focus è molto piu' sul prodotto, e su chi lo vuole possedere e indossare."

Quindi rimaniamo pragmatici…
"Per me la moda è qualcosa di pratico... Gli abiti sono fatti per essere indossati non per cambiare qualcosa nel mondo, altrimenti saremmo degli artisti. Credo di essere semplicemente qualcuno che fa abiti."

Aver lavorato in passato con Martin Margiela lo ha influenzato…
Lavorando con il designer belga ha imparato "ad amare gli abiti e sezionarli, capovolgerli, capirne la struttura, ed essere sempre ispirato dagli abiti stessi per crearne di nuovi."

E non dimentichiamo l'aspetto sociologico che gli ha insegnato un amico…
"Lui chiede sempre a tutti come mai vestono un certo tipo di jeans, da che cosa dipende la loro scelta di indossarli a vita alta o bassa, se si sentono più comodi in un modo o in un altro, perche' alla fine è importante considerare anche questi fattori quando fai una collezione, bisogna capire come la gente si sente a proprio agio negli abiti."

È perplesso sul sistema moda…
"Sai, dobbiamo consegnare la collezione invernale a Luglio, il che non ha senso... È molto confuso questo modo di lavorare e credo che ad un certo punto succederà qualcosa che farà cambiare questo sistema. Poi vengono sprecati un sacco di soldi. Inoltre non credo sia giusto che questo sistema ci spinga a vendere cose che la gente non ha veramente bisogno."

Gli piace trarre ispirazione da gruppi diversi…
"Mi sembra che oggi ci sia un approccio molto individuale, ognuno vuole essere un po' diverso dagli altri... Ho scoperto il Goth nello stesso momento dell'hip-hop ed il rave e anche altri trend che non c'entrano nulla con questi movimenti, ma è successo tutto nello stesso periodo."

Anche se molti lo considerano un vero radicale, lui insiste...
"Giochiamo tutti con le stesse regole."

Oltre ad aver fatto sfilare una sua collezione in un sex club per gay…
Ha anche usato delle escorts come modelle.

Vuole presentare una collezione uomo completa, ma…
"È un po' complicato perchè non ci sono tanti buyers per le collezioni uomo oppure hanno poco budget per acquistare, comunque la nostra collezione è abbastanza unisex, anche se sta meglio alle ragazze."

Essere un brand indipendente (stiamo parlando di Vêtements, non Balenciaga) non e' facile…
I due aspetti più difficili per un brand come il nostro sono la liquidità economica e la produzione. Se queste due cose funzionano, allora siamo nel mondo magico della moda. Comunque la nostra ambizione è proprio quella di continuare a creare abiti che la gente vuole e che può indossare di stagione in stagione."

E' ispirato dalla nuova generazione…
"Improvvisamente ci sono feste in posti abbandonati un po' fuori città', e la musica che suonano non è quella che normalmente senti in un club... È una nuova generazione di gente che è cresciuta a Parigi e ora ha circa 20 anni. Mi piacciono perché fanno un po' quello che vogliono. Questi ragazzi europei sono diversi dalla generazione dei loro genitori, e questo mi da una nuova energia."

Qui potete leggere l'intervista completa.

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