l'arte di essere felici secondo jude law

Jude Law in questa intervista ci parla della sua carriera di attore, delle sue passioni e di come trovare la felicità.

di i-D Staff
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17 novembre 2015, 11:45am

Dopo il grande successo di Gentleman's Wager I, Jude Law ha collaborato con il regista James Scott (figlio di Ridley) in Gentleman's Wager II, un cortometraggio prodotto per Johnnie Walker Blue Label con la partecipazione di Giancarlo Giannini e Zhao Wei. Il corto ci vuole dimostrare quanto un po' di gratitudine possa portare lontano. Nel film nominato all'Oscar Law accetta l'ambiziosa scommessa lanciatagli da Giancarco Giannini: viaggiare dal sud Italia a Monaco in una vecchia Delahaye, un classico nel mondo delle automobili. Durante il percorso, questi incontra alcune facce conosciute che riesce ad aiutare nonostante la sua corsa contro il tempo. Abbiamo parlato con Jude Law degli alti e bassi dell'essere un attore e dell'arte di essere felici...

Hai mai accettato una scommessa nella vita reale?
In realtà non credo. Nella vita reale non sono una persona che ama scommettere, ma credo di aver capito cosa si prova attraverso il mio personaggio girando con Giancarlo questi ultimi due film. A volte mi sembra di fare più esperienze come attore che nella vita reale.

Il film parla della gratitudine. C'è qualcuno nella tua vita che ti deve dei ringraziamenti?
Tutti i miei figli dovrebbero ringraziarmi ogni singolo giorno [ride]. Credo che non si dia molta importanza alla gratitudine, fai una cosa e vai avanti, non ti aspetti necessariamente qualcosa in cambio, quindi nessuno mi è debitore. Mi piace pensare a me stesso come a una persona generosa.

Quando è importante identificarsi con i brand con cui si lavora?
Penso sia molto importante. Una delle cose che mi ha colpito di più quando ho iniziato a lavorare con questi ragazzi è stato sentire quante volte ribadivano che si trattavo di una collaborazione creativa. Non era una cosa del tipo 'fatti vedere, fai questo, fai quell'altro, fai come ti hanno detto', volevano davvero che ci mettessi del mio. Il fatto che il team di Johnnie Walker fosse aperto ad idee differenti e interessato a sentire la mia opinione è stato fantastico. Quando collabori con un brand vuoi esserne orgoglioso, e ritengo queste persone davvero eccezionali.

Qual è la tua passione più grande?
Credo sia il cinema. Sono sempre stato ossessionato dai film sin da quando ero un ragazzo e ora mi ritengo fortunato a lavorare in questo mondo. Anche l'architettura mi appassiona. Non sono molto esperto ma so quello che mi piace. Al momento sto lavorando a Roma, mi sono interessato molto alle opere di Borromini e sono andato a scovare tutte le sue perle in giro per la città. Anche viaggiare è una passione che ho da sempre.

Quale sarebbe ora la tua meta ideale?
Se dovessi scegliere ora sarebbe il Sudafrica. All'inizio di quest'anno sono stato in Bolivia, mi piacerebbe tornarci ed esplorarla. Penso che la visiterei in macchina, da nord a sud.

Sei felice della tua carriera fino ad ora?
Sì, sono abbastanza contento ma non mi piace stare con le mani in mano, cerco sempre nuove sfide. Al momento sto affrontando un'enorme sfida di cui sto amando ogni singolo minuto: sono nel mezzo delle riprese di una serie di HBO di 8 puntate con Paolo Sorrentino. Parla di un giovane Papa americano d'invenzione. Sono felice di interpretare questo ruolo molto difficile in questo periodo della mia vita. È interessante vedere come, più tempo passi a lavorare nell'ambiente cinematografico, più capisci quali sono i ruoli che vorresti interpretare. Dipende ovviamente dal momento che stai vivendo, ma quando raggiungi la quarantina ti sembra di aver iniziato un nuovo capitolo. Prima ero più incline ad interpretare ruoli romantici o eroici, ma ora ho l'opportunità di provare cose nuove. Inoltre, ho sempre voluto provare a dirigere: la regia mi ha sempre interessato ma non ho mai avuto molto tempo da dedicarle. Ora mi piacerebbe provare... se qualcuno mi desse la possibilità!

Sei entrato a far parte dei re di Hollywood quando eri molto giovane, cosa ha significato per te?
Non ho mai pensato a me stesso come a un re di Hollywood! Si può avere molto successo nel cinema anche non lavorando negli USA, ti apre molte porte e si può scegliere il tipo di film che si vuole fare piuttosto che provare sempre ad ottenere una parte, e questo rende le cose un po' più semplici. Lo svantaggio è che capisci che tutto è temporaneo, il tuo valore può salire o scendere a seconda del momento, e questo può creare confusione. Un consiglio ad ogni giovane attore: puoi arrivare al successo molto rapidamente e precipitare nel baratro alla stessa velocità, prevederlo fa parte di questo lavoro. Quello che ho imparato di sicuro nel corso degli anni è che se continui a impegnarti e a imparare allora questo lavoro sarà sempre piacevole. Tutto questo è stato per me una benedizione, il mio sogno si è realizzato davvero!

In che occasione la felicità ti ha portato lontano?
Facendo delle esperienze con gli amici e la mia famiglia, trascorrendo una bella domenica, una bella vacanza. Tutte queste cose mi danno un senso di benessere. Sentirsi a proprio agio con se stessi ed esprimere se stessi è il passo successivo.

Come prendi il whiskey?
In un bicchiere grande e senza ghiaccio. Mi piace liscio e anche un po' caldo. L'unica aggiunta è una cannuccia!

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