la musica si ascolta meglio a bristol – e costa meno di londra.

Anna Tehabsim di CRACK Magazine scrive una lettera d’amore a Bristol, patria di feste e nuove sonorità.

di Anna Tehabsim
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02 luglio 2015, 2:25pm

Photography Alex Hughes-Games

Due cose emergono da una notte passata a Bristol. 1- Le persone sono impegnate a fare festa e 2- le location dimostrano i più innovativi usi degli spazi nell'intera città. Si prende ad esempio il complesso Isola nel centro di Bristol, un insieme di spazi trasformati in club - cortili esterni, un vecchio tribunale e una prigione abbandonata con tanto di celle vengono e servizi igienici - tutti trasformati in club. Lo spazio è la quintessenza di Brisyol: dallo skatepark di Motion fino ai boschi, cave e casolari che Alfresco Disco ha occupato nel corso degli anni.

Sentire il penetrante basso del pioniere della dubstep Mala rimbombare attraverso i muri delle vecchie celle in occasione della Young Echo Sound (una serata gestita da un collettivo di dieci musicisti stanziati a Bristol), è una sensazione che è parte integrante di questa città tanto quanto della south London del musicista. Prendendo in prestito elementi dalla cultura suond system, suoni brutali dal grime e set ricchi del dubplate tipico del recente passato della scena dub, i Young Echo stanno ridefinendo il suono della loro città, marciando in prima linea nella nuova ondata di creatività che sta raccogliendo sempre più seguaci, contribuendo a spingere etichette come Howling Owl e Crazylegs sempre più sotto i riflettori. Joe Hatt di Howing Owl spiega che, "Ciò che ci ha spinto a dar vita all'etichetta è stato proprio l'entusiasmo iniziale creato dalla scoperta di queste nuove band, e questo è un qualcosa che non si è mai fermato, attraversa tutti i generi".

Si tratta dell'evoluzione del celeberrimo "suono di Bristol": una potente fusione delle culture sound system, hip hop, punk e dance music britannica. Nomi come i Massive Attack, Tricky e Portishead senza dimenticare la fusione di funk, dub e punk da parte di artisti come The Pop Froup e Maximum Joy e, anche se nell'ultimo periodo il termine 'trip-hop' in città suoni come una parolaccia, è stato proprio tutto questo a fare da propulsore al nascente senso di comunità che ha fatto da trampolino di lancio a queste più recenti rivoluzioni. Seguiti dalla comparsa del jungle e successivamente della dubstep, questi movimenti hanno ispirato la scena musicale tanto quanto la strada, cementando la misteriosa relazione esistente tra suono e spazio.

Le aree interne della città sono state - e sono tutt'ora - diverse in termini di razza e classe sociale, luoghi dove ghetti e zone bohemien coesistono e si fondono l'uno con l'altra: questo gioco di persone abbinato a un ambiente inclusivo e la tendenza all'impollinazione incrociata è ciò che rende Bristol capace di affrontare tutto in maniera completamente nuova.

Bristol rimane tutt'ora un anomalia culturale a causa delle qualità che continuano a spingere ognuno di questi cambiamenti nei suoni, aiutando il panorama musicale a restare più attivo e attuale che mai. Chiedete a chiunque il motivo che lo porta ad amare la città e vi dirà senza battere ciglio che è per le sue dimensioni compatte e per la vitalità della comunità artistica, oppure per la sua abbondanza di spazi verdi e gli ottimi posti dove mangiare. Vi parleranno della sua atmosfera familiare, del perenne senso di ottimismo e della sua rassicurante abbordabilità. Con i suoi affitti bassi - ma in crescita - e il generale costo della vita che è circa la metà di quello di Londra, la sua scena creativa ha da sempre avuto ampi spazi per crescere e prosperare.

Quando cinque anni fa mi sono trasferita a Bristol mi sono ritrovata inondata di opportunità di lavori creativi, come se ci fosse un ecosistema di supporto per coloro che inseguono carriere creative. La ricchezza dei meccanismi di finanziamento comunali e il successo delle start-up hanno portato a un recente aumento nelle compagnie digitali, tecnologiche e creativi che si sono unite a istituzioni come la BBC e Aardman. I successi di questi ultimi hanno avuto impatto sull'intera comunità per la gioia degli event management emergenti e della società di produzione Team Love, alimentando svariate opportunità per i giovani appassionati di essere coinvolti nel sistema, tra cui Motion, Love Saves The Day e The Love Inn.

Nonostante l'area urbana sia relativamente ristretta questo resta il motivo di unione di tutte le diverse scene e l'esempio più lampante è proprio la musica. "Generalmente c'è un sano spirito comunitario, le persone sono disponibili a offrirti una piattaforma di lancio ed essere parte del sistema", racconta Ossia, l'ultima recluta degli Young Echo. L'approccio fai da te di Ossia è sintomatico di Bristol, dalla segreteria telefonica che prende in giro le tracce di Hotline, etichetta a lui affiliata, fino alla pubblicazione di Tape Echo, che ha aiutato a produrre, questa decisione di abbracciare la fisicalità si riflette nella città stessa.

Gli editori indipendenti di Bristol hanno visto anche la fioritura della stampa cittadina tra cui Cereal Megazine, i fumetti di strada Off Life e l'ultimo arrivato Bricks. Questa nuova ondata di indipendenza creativa è visibile anche nella fiorente scena artistica stimolata anche dall'influsso di studenti con diplomi creativi alla UWE e nella proliferazione delle operazioni locali come la galleria Antlers, le t-shirt di culto di Chris Wright e il marchio Turbo Island - che prende il nome da una collinetta erbosa nel dolcemente caotico Stokes Croft - così come nella zine emergente della fotografa Stephanie Elizabeth Third, BOX, dedicate alle donne di Bristol. "Bristol mi ha dato la possibilità di sostenermi come artista", dichiara Third. "Ho incontrato moltissime persone di talento e questo mi ha spinto a creare una nuova piattaforma per le donne". Anche l'associazione emergente Bristol Women In Music mira ad aumentare la consapevolezza dei ruoli, dei problemi e dei successi delle donne all'interno della scena musicale cittadina.

La natura inclusiva di Bristol si estende oltre la 'cena': si allarga, infatti, fino alla cornice stessa della città che procura un senso di appartenenza tale da nutrire l'intero complesso delle sue zone orgogliosamente indipendenti. Potranno anche aver sotratto alcuni spazi, in particolare la sede Motorcycle Showrooms e The Croft, casa base delle serate Dubloaded di Pinch, ma la tenacia della gente del posto ha fatto in modo di recuperare quello che poteva, dimostrando di saper resistere nella battaglia contr la gentrificazione.

Dopo la chiusura della Rooted Record, Chris Farrel ha inaugurato Idle Hands. Quest'ultimo rappresenta il sentimento della comunità, agendo come un collegamento tra produttori ed entusiasti. L'ex dipendente Shanti Celeste parla del negozio come un enorme fonte d'ispirazione, "Nel corso degli anni ho incontrato tante persone che mi hanno insegnato tanto", spiega, "E non sarei dove sono adesso senza il loro sostegno e il loro contributo". La nuova aggiunta all'edificio, Elevator Sound, mira ad essere il "volto amico" per gli equipaggiamenti tecnici e ospita sporadici eventi per aspiranti produttori. Dietro L'angolo del negozio si trova The Cube, cinema mandato avanti da volontari e sede artistica salvato l'anno scorso grazie alla donazione di 185.000 sterline da parte dei cittadini.

Anche l'adorata Greenbank pub di Easton è stato salvato dopo na lunga battaglia da parte della comunità che si è imposta per evitare fosse trasformato in appartamenti. Dopo essere stato trasformato in una pseudo sala concerto anche The Fleece rischia di essere chiuso per simili intenzioni. La petizione per salvarla ha raggiunto da poco le 42.000 firme.

Queste sentite azioni nate dal basso suggeriscono una forte possibilità di un cambiamento, cambiamento verso un posto dove arte, vita sociale e sentirsi parte di qualcosa di più grande sembra ancora un'alternativa possibile. Sì, la città è spesso romanticizzata, ma non allo stesso modo di Londra o Manchester; come spiega Chris Farrel: "Per molto tempo nessuno ha davero prestato attenzione a quello che stava accadendo a Bristol, la città era percepita come un cimitero di ambizioni, un mucchio di fattoni e nient'altro". È stata questa credenza comune a permettera alla città di allontanarsi dalla corrente principale, improntando il suo disadattato e solitario talento. Questo talento e questa noncuranza continuano a dar vita a un ampia scena indipendente dimostrando un innato talento per vomitare Funktion-One a destra e a manca.

Ah, se per caso state fantasticando di farvi coinvolgere, sappiate che sarete accolti a braccia aperte. 

Crediti


Testo Anna Tehabsim
Foto Alex Hughes-Games

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