dior dalla a alla z

Mentre ci prepariamo a celebrare il 70esimo anniversario di Dior, analizziamo insieme il mondo della maison che ha cambiato per sempre l'industria della moda.

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giu 27 2017, 3:25pm

Raf Simons for Dior

Questo articolo è originariamente apparso su i-D Australia/Nuova Zelanda.

A per A-line: dopo aver fondato l'omonima maison e presentato al mondo nuove shilouette, tra cui quella a clessidra, a zig zag e H-line, nel 1955 Christian Dior svelò infine l'abito con linea A, dando nome a uno dei modelli più celebri dell'industria della moda.

B per Ambasciatori del Brand: Da quando negli anni '40 Dior scelse dei manichini artigianali per esporre le sue creazioni, il brand ha immediatamente capito il potere di ambasciatori di rilievo. Per decenni, Dior ha lavorato con una lunga lista di personalità che rappresentassero lo spirito della maison. Da Natalie Portman per Miss Dior a Marion Cotillard per Lady Dior, passando per Charlize Teron nelle campagne J'Adore e Rihanna in abiti Dior nelle occasioni di gala, insieme a queste celebrità Dior ha dato vita a momenti indimenticabili per il mondo della moda. Nel 2017, lo stilista di Dior Homme Kris Van Anche ha anche fatto l'occhiolino agli eroi della pop culture scegliendo Boy George e A$AP Rocky per la campagna pubblicitaria..

C per Cappelli: I cappelli sono stati a lungo parte integrale delle creazioni Dior e da 21 anni a questa parte il modista Stephen Jones collabora con la maison, creando oggetti incredibili. Da animali imbalsamati a piume giganti, passando per le eteree visiere di Maria Chiuri e le fasce immacolate, ricamate da delicati fiori, nel corso degli anni Jones ha interpretato con maestria le collezioni coronando look perfetti con le sue creazioni.

D per Dior Homme: Dior Homme è la linea lanciata nel 1970 da Marc Bohan dedicata all'abbigliamento maschile. Acquistando rilievo e popolarità nel corso degli anni, nel 2000 Patrick Lavoix è stato sostituito dall'idolo dell'abbigliamento uomo dei millennial, Hedi Slimane. Grazie al contributo dello stilista, la linea si è trasformata nel marchio d'avanguardia, creativo e culturalmente rilevante che tutti noi oggi conosciamo.
Dior Homme ha vestito musicisti come David Bowie e i The Libertines, sempre rimanendo fedele a completi dallo stile immacolato e ricercato, che segue con eleganza le linee del corpo. A tale proposito, Karl Lagerfeld ha dichiarato di essere dimagrito per poter mettere uno degli attillati spezzati di Hedi. Nel 2007, Kris Van Assche è diventato il nuovo direttore artistico della maison, addolcendo con delicatezza le shilouettes e disegnando su codici Dior degli anni passati per creare collezioni dall'incredibile attenzione al dettaglio, che contemporaneamente strizzano l'occhio alle culture e subculture che l'hanno influenzato.

E per Eva Green: Nel 2008, Eva Green è stata la protagonista della straordinaria campagna pubblicitaria per il profumo Midnight Poison. Girata da Wong Kar Wai e accompagnata da una colonna sonora firmata dai Muse, la pellicola vede Eva muoversi con grazia in un abito da sera blu notte tra le sale di un affollato teatro, esempio della capacità di Dior nel fondere alta moda e cultura popolare.

F per Fiori: Christian Dior amava i fiori. Ha creato vestito ispirandosi alle loro forme, ha dato il loro nome a diverse collezioni e ha anche cucito uno dei suoi preferiti, il mughetto, tra gli orli di alcuni abiti come portafortuna prima di farli sfilare. Raf Simons ha reso omaggio alla passione del fondatore della maison durante la sua sfilata di debutto autunno/inverno 2012, decorando cinque sale di una villa parigina con un milione di fiori veri che andavano dal pavimento al soffitto.

G per Gianfranco Ferré: Gianfranco è stato il terzo direttore creativo di Dior, prendendo il posto di Marc Bohan nel 1989, dopo quasi trent'anni. Italiano conosciuto per essere impetuoso, lo stilista ha unito le shilouette tipicamente anni '80—come spalline imbottite e punti vita minuti—con le classiche linee Dior in sfarzosi abiti da sera adatti alle top model che poi sceglievano di indossarli. Il suo amore per il lusso si intravedeva in capi dai tessuti preziosi, come pellicce, seta, satin, camoscio, velluto e pelle. Dopo sette anni al timone della maison, nel 1996 Gianfranco è stato sostituito da John Galliano.

I per i-D: la nostra relazione con Dior è di lunga data e intensa; da oltre tre decenni parliamo delle sue sfilate, fotografiamo le sue collezioni e scriviamo news della maison. Per il nostro 35esimo anniversario, il direttore creativo Raf Simons è stato invitato a creare una copertina speciale del magazine. Il risultato? Un collage rosa che vede protagonista Julia Nobis nei panni di eterea e moderna musa Dior.

J per John Galliano: Quando John Galliano nel 1996 è passato dal timone di Givenchy a quello di Dior, lo stilista ha portato con sé un nuovo senso di teatralità e universalità. Le collezioni di Galliani per Dior erano selvagge, immaginifiche, un'eterna decostruzione dei codici tradizionali della maison perpetrata attraverso abiti eccentrici e ineguagliabili. Vero intrattenitore, Galliano ha saputo guidare il brand verso territori inesplorati; grazie a una sfrenata passione per la provocazione, lo stilista si è ispirato ai senza tetto, al sadismo del clero cristiano, a donne delle pulizie con succhiotti sul collo, al movimento rockabilly e ai clown. Com'è ormai tristemente noto, Galliano è stato allontanato dalla maison dopo essere stato ripreso mentre, ubriaco, faceva commenti antisemiti.

K per Kris Van Assche: Nato in Belgio, Kris Van Assche è il direttore creativo di Dior Homme. Dopo aver studiato presso la Antwerp Royal Academy, lo stilista si è trasferito a Parigi per lavorare da Yves Saint Laurent come assistente di Hedi Slimane. Alcuni anni dopo, nel 2008, Kris ha preso il posto del suo mentore di un tempo al timone di Dior Homme. Da allora, Van Assche ha guidato la linea uomo del brand verso un futuro brillante e innovativo, creando collezioni caratterizzate da un equilibrio tra creatività e tradizione, reinterpretando contemporaneamente i codici d'abbigliamento per una nuova generazione.

L per Larry Clark: Non solo Larry Clark ha sfilato come modello Dior Homme durante la sfilata autunno/inverno 16: il regista ha anche creato un impressionante cortometraggio per la maison quando Kris Van Assche, che ha ammesso di essere un suo grande fan, si è messo in contatto con lui. Girato presso il Palais de Tokyo, la pellicola segue un gruppo di giovani skater tra le strade di Parigi. La reazione del regista di fronte alla richiesta di girare un corto per Dior è stata: "io non sono un fotografo di moda", ma la maison ha saputo rispondere senza esitazioni "è proprio per questo che vogliamo te."

M per Maria Grazia Chiuri: Quando nel 2016 la stilista Maria Grazia Chiuri ha lasciato Valentino dopo 17 anni, sostituendo Raf Simons come direttore creativo di Dior, è diventata la prima donna alla guida creativa del brand in sette decenni. Nella sua prima, bizzarra e moderna collezione, Maria ha giocato con l'eredità estremamente femminile del brand, rispondendo con precisione alla domanda posta da Dior: cosa significa essere una donna oggi? In quanto stilista affascinata dalla figura della donna nel mondo attuale, e scegliendo come musa la figlia 20enne, Maria sembra pronta a portare Dior in un nuovo, elegante e coraggioso nuovo territorio.

N per New Look: L'espressione 'New Look' è stata coniata nel 1947 dall'editor-in-chief di Harper's Bazaar, Carmel Snow, per definire la prima collezione di Christian Dior. Ed è entrata nel linguaggio della moda. Caratterizzata da vite minute, strettissime, e ampie gonne che sarebbero poi state a lungo associate alla maison, le prime shilouette di Dior sono state viste come una rivisitazione dell'industria della moda francese in epoca postbellica e ancora oggi servono da modello per gli stilisti della maison.

O per Opera Garnier: Pochi anni dopo il suo arrivo, John Galliano ha dato vita a una delle sfilate più elaborate nella storia di Dior presso la Paris Opera House, dove ha presentato la collezione haute couture primavera 98. Con a disposizione l'intero edificio, le modelle hanno sfilato indossando abiti da sera e completi ispirati ai balletti russid i Diaghilev e alla Marchesa Luisa Casati, muovendosi con eleganza lungo le enormi scale del teatro. Tim Blanks ha definito lo show una delle sue sfilate di moda preferite di sempre, descrivendolo così: "è stato come se ogni singola esperienza di droghe che ogni singola persona abbia mai avuto fosse stata concentrata in quei dieci minuti, poi moltiplicate ancora la sensazione per un milione e capirete."

P per Pierre Cardin: Prima di iniziare a lavorare nell'atelier Dior nel 1946, Pierre Cardin disegnava gli abiti per le pellicole di Jean Cocteau. Nella maison, lo stilista ha contribuito alla realizzazione delle prime collezioni prima di aprire un suo marchio personale nel 1950, con la benedizione di Christian Dior in persona arrivata con le sembianze di mazzo di rose.

Q per Queen Margaret: Più precisamente, sorella della regina Elisabetta, la principessa Margaret ha indossato un abito da sera Dior per il suo 21esimo compleanno presso il Blenheim Palace, definendolo il suo "vestito preferito di sempre."

Ritratto di Cecile Beaton della Principessa Margaret in Dior nel 1955. Courtesy of the NGV.

R per Robert Piguet: All'inizio degli anni '30, Robert Piguet era uno stilista basato a Parigi che diede a un allora sconosciuto Christian Dior il primo lavoro nel mondo della moda, assumendolo come stilista e chiedendogli di creare le prime tre collezioni del brand. Ricordando le parole del fondatore della maison, "Robert Piguet mi ha insegnato il valore della semplicità attraverso cui si esplica la vera eleganza." Dior lasciò Piguet quando fu chiamato per il servizio militare, ma l'esperienza rimase per sempre nella sua memoria e lo ispirò nel perseguire il suo sogno di avere una casa di moda.

S per Sorelle: Per la sua prima campagna, Maria Grazia Chiuri ha celebrato il girl-power scegliendo le gemelle 21enni May e Ruth Bell come modelle della collezione ready-to-wear primavera/estate 2017. Fotografate da Brigitte Lacombe e parte del progetto #TheWomenBehindTheLens, le sorelle incarnano perfettamente la nuova, giovane e femminile direzione del brand.

T per Toru Kamei: Toru Kamei è un artista giapponese che ha collaborato con Kris Van Assche alla collezione Dior primavera/estate 17, portando le sue solenni nature morte fatte di fiori e teschi tra i capi in passerella.

U per Urban Dictionary: In questo dizionario ufficialmente non ufficiale, Dior è descritto come "espressione di qualcosa che è cool, i cui sinonimi comprendono da sballo, malato, figo, incredibile, bello e Gucci." Chiaro no?

V per Roger Vivier: Nella Parigi del 1937, Roger Vivier fondava la sua azienda di scarpe e iniziava a disegnare modelli per le case di moda più rinomate del mondo. Nel 1953, Christian Dior decide di assumerlo per creare le calzature della maison, incarico che Vivier manterrà per tutto il decennio successivo. Conosciuto come il Fabergé delle scarpe, Roger Vivier è stato anche celebrato per aver inventato l'oggi iconico stiletto.

W per 'We Should All be Feminists': Quando Maria Chiuri ha scelto di presentare le modelle della sua prima passerella con t-shirt su cui si leggeva il titolo di un saggio dell'autrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie, la stilista ha dato il via a un movimento in miniatura, anche grazie a testimonial d'eccezione che hanno scelto di portare tale frase tra le strade di tutto il mondo. Tra loro spiccano Jennifer Lawrence, Jessica Chastain e Natalie Portman; i proventi delle vendite sono stati interamente donati all'associazione benefica di Rihanna, la Clara Lionel Foundation.

Christian Dior primavera/estate 2017. Photography Mitchell Sams.

Y per Yves Saint Laurent: quando l'editor di Vogue Francia ha presentato Yves Saint Laurent a Christian Dior all'inizio degli anni '50, i due stilisti sono immediatamente entrati in sintonia e Yves è stato assunto dalla maison francese come junior designer. Nell'atelier, Yves Saint Laurent ha saputo concentrarsi sulle sue eccellenti capacità, tanto che il fondatore della maison, poco prima di morire, l'ha nominato suo successore.

Z per Zodiaco: negli atelier Dior era usuale leggere l'oroscopo durante la riunione del mattino, pratica ha ispirato la collezione di gioielli Dior dalle forme dei segni zodiacali.

Crediti


Testo Briony Wright