Fotografia Mario Sorrenti. Fashion Director Alastair McKimm.

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Tutta la resistenza creativa di Rei Kawakubo negli scatti di Mario Sorrenti per il The Radical Issue.

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feb 6 2018, 5:02pm

Fotografia Mario Sorrenti. Fashion Director Alastair McKimm.

C'era qualcosa d'incongruo nell'inizio della sfilata Comme des Garçons primavera/estate 18 creata da Rei Kawakubo. Il look d'apertura? Una giacca sartoriale e una gargantuesca gonna dalle proporzioni vittoriane, entrambe in velluto lucido con stampe delle nature morte del pittore olandese Abraham Mignon.

È stata una sfilata ricca di collaborazioni artistiche, in cui l'uso delle opere di nove artisti diversi da parte della Kawakubo sembrava richiamare la brevissima soglia d'attenzione del mondo contemporaneo. Dalla gentilezza contemplativa di Mignon alle delicate pennellate del monaco giapponese del 16esimo Secolo Sessun Shukei siamo passati ai paesaggi pixelati di E-Boy, all'arte legata alla skate culture di Stefan Marx e ai visi da fumetti manga di Serge Vollin. Ma l'aria kitsch si è fatta sentire anche grazie ai ritratti vegetali di Giuseppe Arcimboldo. La stilista di CDG ci ha visivamente sfidato con graffiti multi-dimensionali che "sembrava avessero preso vita," come ha dichiarato Adrian Joffe.

Solo l'anno scorso la visione ribelle e anticonvenzionale di Kawakubo è stata consacrata da una mostra in suo onore dal Metropolitan Museum di New York, la celebre Comme des Garçons: Art of the In-Between. E se la mostra al MET ha permesso alla stilista di analizzare il suo lavoro attraverso temi fondamentali selezionati, questa collezione ha invece dato l'impressione di essere una sospirata tregua dal processo curatoriale.

Oggi che Kawakubo può fare il bilancio del peso che Comme riveste nella cultura pop, nuovi elementi si aggiungono alla sua estetica, come il kawaii giapponese e la cultura otaku (da nerd, per capirci). Del resto, sono queste le nozioni che definiscono la nostra percezione dello stile giapponese, a cui la stilista ha aggiunto nuove stratificazioni e significati.

I colori ricordano quelli dell'innocenza adolescenziale—rosso, carne e bianco immersi in patchwork che sono vaghe reminiscenze dei corredi da sposa dei secoli passati. Oggetti e oggettini creati dal giapponese Takeshita Dori facevano capolino dagli hairstyle scultorei di Julien d'Ys', riportandoci alla mente gli editoriali dell'oggi defunto magazine Fruits. Tutto mentre le bambole dagli occhioni manga di Makoto Takahashi ci fissavano da gonne e abiti, trasmettendo ottimismo e giocosità. Il risultato complessivo è stata una miscela amorfa di opere, correnti artistiche e geni creativi estremamente diversi tra loro. A primo impatto celebrativa ed esuberante, questa inconsueta unione si rivela però allo sguardo più attento venata da una certa oscurità e cupezza. Anche se a trasmetterla è Hello Kitty.

Testo di Susie Lau tratto dalla sua review della sfilata Comme des Garçons primavera/estate 18.

Dai un'occhiata alla prima cover del numero primavera 18 di i-D The Radical Issue.

Crediti


Fotografia Mario Sorrenti
Fashion Director Alastair McKimm
Capelli Recine per The Wall Group con prodotti Rodim
Trucco Kanako Takase per Streeters con prodotti Nars Cosmetics
Unghie Honey per Exposure
Design del Set Philipp Haemmerle
Tecnico Luci Lars Beaulieu
Assistente alla Fotografia So Yoshimura
Tecnico Digitale Kotaro Kawashima
Assistenti allo Styling Sydney Rose Thomas, Maggie Holladay e Desiree Adedje
Assistente Capelli Kabuto Okuzawa
Assistente Trucco Megumi Onishi
Assistente Design del Set Ryan Stegner
Produzione Katie Fash e Steve Sutton
Direttore Casting Samuel Scheinman per DMCASTING
Modella Adut Akech per The Society
Adut indossa abiti Comme des Garçons e cappelli dall'archivio dello stylist

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.