la guida di i-d al femminismo oggi

Cos'è il womanismo? E devo sentirmi insultata quando mi dicono che sono oltranzista? Le risposte le trovate tutte qui.

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09 marzo 2018, 11:48am

Negli ultimi anni, e ancor più negli ultimi mesi, il tema dei diritti delle donne si è fatto sempre più urgente e diffuso. Ma la strada da fare per approdare a una vera uguaglianza è ancora molta. Per questo, noi di i-D abbiamo scelto di dedicare la settimana dell'8 marzo alle donne che oggi lottano per rendere il mondo un posto migliore per tutte noi, lasciando spazio alle loro voci e ai loro racconti.

A come Aborto
Il diritto all'interruzione volontaria di gravidanza è una delle grandi conquiste moderne per cui dobbiamo ringraziare il movimento femminista italiano degli anni '70. Approvata nel 1978, la Legge 194 ha decriminalizzato e disciplinato le modalità di accesso all'aborto; prima di tale data, interrompere deliberatamente una gravidanza era considerato dal codice penale italiano un reato a tutti gli effetti.

Se oggi le donne italiane hanno la possibilità di abortire in strutture ospedaliere e con tutte le cure mediche del caso— anche se gli obiettori di coscienza sono sempre più numerosi e questo è un problema gravissimo—lo dobbiamo alla seconda ondata del femminismo italiano, quella che un po' troppo spesso ricordiamo per i reggiseni bruciati e le altre varie sciocchezuole folkloristiche.

B come Judith Butler
Giusto una delle più importanti filosofe contemporanee, quella che ha creato "la teoria del gender" che fa piangere tante persone in giro per il mondo. La teoria del gender, è bene ricordarlo ancora una volta, non esiste, quello che esiste davvero sono tutte le opere di Judith Butler dedicate alla sessualità queer, al femminismo e ai generi, opere che sono piombate nel dibattito filosofico contemporaneo lasciando un solco che parte dei libri di testo ed arriva dritto dritto ovunque guardiate. Qui agilmente spiegate con i gattini, così è più facile.

C come Cyberfemminismo
Questo termine è stato coniato all’inizio degli anni '90 per definire la comunità femminista che utilizzava il cyber-spazio e internet come luogo di confronto identitario e di sovversione politica. Quando ancora l’identità online individuale non era strettamente connessa a quella nel mondo reale—rivoluzione introdotta con i social network 2.0 nella seconda metà degli anni '00—, lo spazio virtuale e la tecnologia si presentavano come strumenti di dissoluzione e reinvenzione dei generi.

Uno dei collettivi di cyberfemminismo più noto era il VNS Matrix, che si auto-definiva come "virus del disordine del nuovo mondo" e "terminator di codici morali." Composto da quattro donne australiane, il collettivo programmava siti e videogiochi irriverenti contro il sistema.

D come Divorzio
Nominare una delle grandi battaglie sociali del '900 senza nominare il femminismo è impossibile. Dimenticare quanto fondamentale il contributo delle femministe sia stato nel veder trasformate in leggi tali battaglie sociali è invece piuttosto facile. E allora ricordiamoci che se nel 1974 il popolo italiano poté votare a favore del NO al referendum abrogativo sul divorzio (la prima legge a riguardo risale al 1970 e quattro anni dopo gli italiani furono chiamati a esprimersi sulla possibile abrogazione di tale legge) è soprattutto merito delle femministe che, insieme alla sinistra radicale, hanno lottato per noi.

E come Ecofemminismo
Si tratta di una corrente femminista ideata dalla filosofa francese Francoise d'Eaubonne nel 1976, che vede nella fine del patriarcato uno degli elementi chiave per una relazione più equilibrata dell'essere umano con l'ambiente. Negli anni, questa teoria è andata a indicare un più ampio legame tra femminismo, ambientalismo e animalismo. Per approfondire la tematica, questo è un ottimo punto di partenza.

F come Ronan Farrow
Questo giornalista statunitense è in questa lista perché autore dell'inchiesta che ha svelato lo schifo che si cela dietro i glitter di Hollywood. È a lui che dobbiamo il merito di aver raccontato al mondo le molestie sessuali e gli stupri perpetrati da Harvey Weinstein. Sì, nell'industria dell'intrattenimento i suoi comportamenti erano cosa ben nota, ma questo non toglie il fatto che grazie a Farrow oggi parliamo di epoca post-Weinstein. Se un tuo pezzo sull'abuso di potere che sfocia nella violenza sessuale spinge la società a discriminare tra un prima e un dopo quel tuo articolo, beh, allora questa lettera te la sei meritata tutta.

G come Gender Pay Gap
"A livello globale le donne guadagnano in media il 23 per cento in meno degli uomini, e non c’è un singolo paese né un solo settore in cui gli stipendi degli uomini e delle donne siano uguali," scrive Giovanni De Mauro su Internazionale. Quella per l'equiparazione degli stipendi tra i due sessi è una delle grandi battaglie del femminismo contemporaneo, ma anche una delle più difficili da combattere: come spiega Claudia Torrisi, è la società stessa (in particolare quella italiana) a rendere così complessa la parità salariale.

H come Donna Haraway
Nel 1984 l’antropologa Donna Haraway pubblica A Cyborg Manifesto , un saggio post-umanista che sposta il pensiero femminista dell’epoca dalla dimensione prettamente politica del movimento, al sistematico smantellamento del dualismo tipico della cultura occidentale e di qualsiasi definizione di genere per opposizione binaria.

Nel saggio — che ha ispirato capolavori sci-fi come i film in animazione di Ghost in the Shell —, Haraway profetizza un’identità fluida e ambigua tra essere umano e macchina. Il cyborg è una nuova ontologia, spiega, una mitologia dell’ibrido che rivendica la tecnologia come propria: non più come frutto del patriarcato militare da cui è nata, ma come strumento perfetto per fondare una società post-genere.

Negli anni, Haraway ha messo al centro dei propri discorsi una visione suggestiva di comunione tra esseri umani, natura e tecnologia, affidando al femminismo il compito di coniare nuovi sistemi di (non) definizione di termini e confini. Nel suo ultimo libro — Staying with the Trouble: Making Kin in the Chuthlucene — critica la creazione culturale di futuro distopici, in favore di un presente di responsabilità condivisa tra esseri di ogni specie. Nella storia del femminismo, Haraway, più di chiunque altro, ha insegnato come raccontare in modo davvero diverso la realtà.

I come Intersezionalismo
Per definizione, l’internazionalismo è lo studio delle minoranze all’interno delle minoranze, o delle intersezioni tra minoranze e tra sistemi di oppressione. Per esempio: una donna nera è vittima di due sistemi discriminatori, nella società attuale—perché non è uomo e non è bianca. Una donna lesbica diversamente. Secondo la teoria intersezionalista le singole caratteristiche dell’individuo non sono separate, ma creano un tutto inestricabile. Per questo è importante, all’interno dei una lotta collettiva per i diritti della donna, ascoltare le istanze di tutte le parti, e ricordarsi che ciascuna di noi, pur essendo accomunate dall’essere donne, vive una realtà che dipende da molti altri fattori.

L come LGBTQ+
Storicamente, la comunità femminista e quella LGBTQ+ hanno sempre combattuto l'una al fianco dell'altra, portando avanti le stesse battaglie di tutela dei diritti delle minoranze e combattendo contro sessismo, razzismo e omotransfobia. Il perché ancora oggi una donna che si dichiari femminista non può non farsi carico delle istanze LGBTQ+ lo trovate molto ben spiegato qui (e trovate anche un bel film da vedere).


M come Mestruazioni
2018 e ancora devo nascondere l'assorbente nel percorso scrivania-bagno. E come me fanno le adolescenti al liceo, le mie colleghe e mille altre donne. Ecco, se c'è una cosa che tutte noi possiamo fare per portare avanti una battaglia femminista, forse è proprio questa: smettere di vergognarci delle mestruazioni. Altrimenti va a finire che poi dovremo ringraziare Pornhub per averle sdoganate.

N come Non Una Di Meno
NUDM è il movimento femminista italiano conosciuto principalmente per gli scioperi e manifestazioni in tutta Italia che organizza in occasione dell'8 marzo. Ma Non Una Di Meno si batte per i diritti delle donne 365 giorni all'anno.

O come Oltranzista
Negli ultimi mesi, e in particolare a partire dal caso Weinstein, si è parlato molto di caccia alle streghe, e la taccia di oltranzismo ne è un po’ la prosecuzione—insieme a termini come femminazi, rompicoglioni etc. Quando dicono che una donna è oltranzista, i difensori (consci o meno—perché è pieno di quelli che dicono “io sono stato cresciuto da donne, ma”) del patriarcato mirano a minare la sua posizione, riducendola all’opinione di una “donna arrabbiata” che forse sta “esagerando”.

P come Piano contro la violenza maschile e la violenza di genere
Il femminismo militante opera sin dagli albori attraverso la presentazione di progetti per il breve, medio e lungo termine che mirano al miglioramento delle condizioni femminili. Cos'ha di speciale questo Piano? È intergenerazionale. Presentata dal movimento Non Una Di Meno nel novembre 2017, la proposta raccoglie infatti le istanze di più generazioni femministe e le incorpora in un documento unico. Per un'analisi del Piano vi consigliamo di dare un'occhiata qui.

Q come Quindici consigli per crescere una figlia femminista
Questo il titolo di un breve saggio firmato dalla scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie. Lo inseriamo perché oltre a trattati politici, dissertazioni filosofiche, romanzi con complessi sottotesti e manuali esistono (e devono esistere) volumi femministi di facile accesso e immediatamente comprensibili. Al femminismo ci si avvicina per mille ragioni, e non sempre si hanno gli strumenti, la voglia e il tempo per chinarsi sui libri e studiare le complesse basi teoriche di questo movimento. E allora ben vengano le autrici come la Adichie, che riescono a scrivere di femminismo con semplicità e immediatezza, trasmettendo al lettore messaggi positivi senza fatica.

R come Kristen Roupenian
Non una femminista nel senso canonico del termine, questa esordiente scrittrice ha fatto il botto dopo la pubblicazione del suo controverso racconto "Cat Person" sul New Yorker. Ma la Roupenian merita comunque di far parte di questa guida perché il suo lavoro ha stimolato dibattiti e riflessioni sul femminismo, sul consenso e sulla sessualità anche al di fuori della sfera femminista. Qual è il limite tra sesso spiacevole e violenza? Che differenza c'è tra stronzi e molestatori? Come faccio a dire "no" se tutto sembra andare secondo i piani, eppure con questo ragazzo proprio non mi sento a mio agio?

Il femminismo è anche questo, spingere l'opinione pubblica alla discussione.

S come Salt-N-Pepa
Nel 2015 qui su i-D abbiamo parlato delle icone femministe dell'R&B anni '90 e, ovviamente, c'erano anche le Salt-N-Pepa. In quel decennio, questo gruppo tutto al femminile cantava orgoglioso canzoni come None of Your Business e Let's Talk About Sex, veri manifesti femministi che inneggiano alla libertà sessuale e all'indipendenza totale delle donne. L'hip-hop è da sempre un genere fortemente maschilista, dominato dalla figura del rapper circondato da donne in bikini. Le Salt-N-Pepa hanno ribaltato questa retorica sessista, proponendosi come alternativa altrettanto valida ai gangsta dell'epoca. Era il 1993 quando è uscito questo video. E le Salt-N-Pepa spaccavano.

T come TERF
Acronimo di Trans-Exclusionary Radical Feminist. Un brutto affare di femministe per le quali le donne transgender non sono "veramente donne" e dunque da escludere da ogni tipo di rivendicazione delle "vere donne", ovvero le donne biologiche, ovvero quelle cisgender. Qui un esempio illustrato di rivendicazioni TERF. Oltre alla decisa—e spesso rabbiosa—esclusione delle donna transgender da ogni tipo di spazio femminista e femminile, il femminismo TERF si caratterizza per un forte e spassionato attaccamento al binarismo di genere e una decisa negazione di qualsiasi identità differente.

Era abbastanza assurdo 10 anni fa, quando le prime teorie TERF hanno visto la luce, figuratevi nel 2018.

U come Ursula (K. Le Guin)
La mettiamo alla U perché vorremmo che in futuro il suo nome non avesse bisogno di presentazioni. Ursula non è una scrittrice di femminismo fantasy, è la scrittrice di femminismo fantasy da leggere, rileggere, studiare e ammirare. Deceduta il 22 gennaio scorso, è stata un'intellettuale radicale e progressista, capace di scrivere romanzi fantasy che inneggiano all'anarchismo, ma anche profondi saggi d'analisi politica. Qui potete leggere ciò che nel 2014 ha scritto sul futuro della sinistra. A noi sembra più attuale che mai.

V come Ann e Jeff VanderMeer
Questa buffa coppia americana è la firma dietro "Le Visionarie", antologia di speculative fiction che consiglio spassionatamente a tutti, tutte e tutt* di leggere. Si tratta di 29 racconti "scritti da donne che hanno fatto la storia e il presente della narrativa fantastica, e che incrociano gusto per l’invenzione di mondi altri e riflessione femminista," come si legge sul sito di Not.

Se non siete pratici di fantasy feminism—o se lo siete e volete fare un bel ripassone—questo è il volume giusto da prendere in mano e gustarsi fino all'ultima pagina. Ma non solo: è il volume giusto per ricordarci che senza intellettuali femministe la cultura di oggi sarebbe molto, molto più scarna e triste.

W come Womanismo
"Il womanismo sta al femminismo come il viola sta alla lavanda," scriveva Alice Walker nel 1983, coniando il termine per la prima volta. Il womanismo è un pensiero alternativo al femminismo che esprime idee ed esigenze di una minoranza specifica: quella delle donne di colore. Secondo Alice Walker, infatti, molti aspetti del femminismo per così dire mainstream, tradizionalmente bianco, non tenevano conto dell’esperienza peculiare delle donne afroamericane: la triplice discriminazione (non solo sessista, ma anche razzista e classista), la spiritualità, il forte senso di comunità, la solidarietà verso i fratelli oppressi.

Z come Clara Zetkin
È la donna che nel 1911 ha inventato la Giornata Internazionale della Donna. Dobbiamo aggiungere altro?