Junya Watanbe primavera/estate 2018. Fotografia Mitchell Sams.

i dieci make-up che non dimenticheremo del mese della moda

Trucco minimal? Che noia!

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ott 9 2017, 2:45pm

Junya Watanbe primavera/estate 2018. Fotografia Mitchell Sams.

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

La leggendaria scrittrice di beauty e dipendenze Cat Marnell tempo fa ha pubblicato un commovente saggio sulla depressione durante il presunto glamour della Settimana della Moda di New York. In un passaggio, la Marnell sottolineava come ogni anno vengano dichiarati di tendenza look sempre simili. Ci sarà sempre qualcuno che sceglierà sopracciglia folte, trucchi minimalisti, rossetti viola o eyeliner grafici. Stanno bene a tutte, questo è confermato, e l'arte del trucco non consiste proprio nel far apparire e sentire belle le persone? Un trucco alla Kevyn Aucoin [celebre truccatore conosciuto per makeup che esaltano i lineamenti del soggetto senza stravolgerli, ndt] non passerà mai di moda.

Ma anche un makeup artist che gioca con stranezze e unicità crea look indimenticabili. Durante il mese della moda, la propensione generale sembra essere sempre più propensa agli aspetti commerciali dell'industria, ed è rinfrancante vedere look che ricordano più creazioni di John Carpenter che la pubblicità di un mascara. La bellezza può essere un'esplorazione, un'incongruenza. E durante una sfilata non deve necessariamente essere vendibile. Alcuni dei migliori trucchi del mese della moda da poco terminato sono stati adorabili, altri più lynchiani e strani. Questi sono i nostri preferiti.

Photography Mitchell Sams

Gli occhi diamantati di Dries Van Noten
Il celebre makeup artist Peter Philips ha optato per un volto pulito e fresco, ma con un dettaglio incredibilmente glamour: cristalli Swarovski a incorniciare gli occhi delle modelle. Una sorta di eyeliner-gioiello, così favoloso da ricordare Zsa Zsa Gabor. Inoltre, su alcune modelle si sono viste anche labbra con i cristalli. Van Noten, aficionado da lungo tempo di tutto ciò che luccica, ha creato una collezione primaverile stracolma di cristalli—erano sugli abiti riccamente decorati, sulle chiusure dei capispalla, sulle sottili cinture—e i trucchi di Philips hanno saputo dare il tocco finale agli abiti.

Le labbra a forma di cuore di Maison Margiela
Da Margiela, la dea del beauty Pat McGrath ha dato luce ai volti delle modelle grazie a Skin Fetish, il nuovo illuminante della sua omonima linea beauty. Ha creato labbra geometriche in un rosa brillante usando il suo rossetto Lust: Matt Trance, da poco messo in vendita e immediatamente diventato oggetto di ottime recensioni . E i capelli, ai quali ha pensato Eugene Souleiman, erano un sogno ad occhi aperti in cui campeggiavano piume bianche. Un po' un look alla Marie Antoniette che vuole prendersi una pausa dalle sue pesantissime parrucche.

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I mille e più cat eye di Marc Jacobs
Per la sfilata di Marc Jacobs, Diane Kendal si è concentrata sul cat eye. Una scelta appropriata per l'elegante linea di Jacobs, completamente incentrata sul glamour d'altri tempi. Ma la Kendal ha deciso di innovare. Lei e il suo team hanno creato otto diverse versioni di cat eye, dando vita a look diversi in base alla forma degli occhi delle modelle: dritti, con doppia linea, oblunghi, allungati fino alle tempie. Secondo The Cut, ogni occhio ha richiesto circa 30 minuti di lavoro.

Il sapiente uso dello spazio negativo di Rocha
La semplicità del makeup di Rocha era geniale nella sua semplicità: la make up artist Lucia Pieroni ha ricreato il contorno del tipico eyeliner anni '60, insieme delicato e forte. Unico e semplice da replicare, anche per i meno esperti di noi.

L'ode ai vampiri di Dilara Findikoglu
La Chiesa di Satana detta legge—sostiene addirittura il diritto all'aborto e Isamaya Ffrench ha scelto di evocare un'atmosfera simile nella sfilata di Dilara Findikoglu alla London Fashion Week. Il volto di Lily McMenamy è stato trasformato in un pentagramma, e il look qui sopra, realizzato sul volto del performer Sussi Sussman, sembra arrivare proprio da Buffy (la fronte corrugata!). Magari le labbra sono così rosse per il troppo sangue bevuto, non si sa mai.

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Le palpebre scintillanti di Jour/Né
Mettervi una palla da discoteca sul volto, come ha fatto la makeup artist Lyne Desnoyers, non è mai una cattiva idea. Dove sono Chloë Sevigny e Kate Beckinsale quando c'è bisogno di loro? Per questa stagione, gli stilisti di Jour/Né Lou Menais, Léa Sebban e Jerry Journo hanno collaborato con Coca-Cola per una mini-collezione di 15 capi e probabilmente l'influenza si è fatta sentire anche sul trucco: gli occhi sembravano quasi frizzanti.

Le pennellate grafiche Rochambeau
I drammatici look di Erin Parsons per Rochambeau hanno previsto scultorei tratti di eyeliner nero, e questo in particolare ci ricorda le salse accuratamente disposte sul piatto in programmi come Top Chef. Il suo lavoro minimalista si è accompagnato ad abiti con gocce d'acqua stampate in bianco e nero, create in collaborazione con l'artista Aaron Curry. Il risultato? Semplicemente perfetto.

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Il punk 2.0 di Junya Watanabe
La sfilata di Junya Watanabe si è tenuta a Parigi, ma capelli e trucco della sfilata primavera/estate 18 erano punk londinese allo stato puro. La hairstylist Katsuya Kamo ha creato per l'occasione creste appuntite perfette per una notte al Roxy alla fine degli anni '70. E la bambina prodigio del makeup, Isamaya Ffrench, ha disegnato linee decise sugli occhi delle modelle, perché un look deve essere forte in tutti i suoi dettagli.

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Il mix Rinascimento-Harajuku di Comme des Garçons
Julien d'Ys, forse definito come "l'artista di capelli più celebre al mondo" lavora con Rei Kawakubo dall'inizio degli anni '80. Hanno creato più e più volte veri capolavori, ma questa stagione di Comme des Garçons è sembrata particolarmente indimenticabile. La collezione faceva infatti riferimento a diverse opere d'arte, tra cui il Vertumnus di Giuseppe Arcimboldo (A.K.A. quel quadro in cui c'è un uomo disegnato con frutta e verdura), mentre gli abiti includevano giacche giganti e stampe pop. Perciò, le creazioni di d'Ys sembravano uscite da una corte reale—ma trasportata nel Giappone di oggi. Volumi incredibili e trecce non sono mancati, spingendo il critico di moda del Washington Post Robin Givhan a descrivere con precisione i look come "variazioni di parrucche Ottocentesche."

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Gli occhi da doposbornia di Molly Goddard
La sfilata di Molly Goddard era ispirata a una ragazza che ama divertirsi e va all'opening di una galleria (Mary di Party Girl l'avrebbe adorata). Gli occhi erano bistrati di nero e sfumati, quasi che le modelle si fossero dimenticate di struccarsi la sera precedente, magari dopo un esclusivo party sul tetto dell'hotel in cui risiedono. Del resto, in passerella hanno anche bevuto champagne.