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ora vi spieghiamo perché la musica pop sta diventando sempre più queer

“Ogni volta che registriamo una spinta verso la destra politica – come si può attestare nel mondo ora – è sempre preceduta da un momento di libertà, una svolta dei diritti civili e una forte libertà di espressione.”

di Ilana Kaplan
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21 novembre 2019, 9:16am

Image via Getty

Il mondo della musica pop ha fatto molta strada da quando Katy Perry aveva lanciato la sua hit, al tempo molto provocatoria, I Kissed a Girl. La canzone era indubbiamente un inno alla sperimentazione – e forse un passo in avanti nell’essere più inclusivi all’interno dell'industria pop, anche se parti del testo di Perry come “Sei il mio gioco di sperimentazione/È solo la natura umana/Non è quello che fanno le brave ragazze/Non è come dovrebbero comportarsi” hanno dimostrato che questa particolare traccia non era poi così rivoluzionaria come c’eravamo aspettati.

Mentre l’immaginario queer all'interno dei contenuti testuali non è cosa nuova nel mondo della musica, c’è stato un cambiamento drastico all'interno dei messaggi promossi negli ultimi anni, spostandosi da vaghe allusioni a testi apertamente espliciti. Artisti cantano le loro esperienze e preferenze sessuali, e non nella maniera quasi “offensiva” di Katy Perry. Ora i creativi si aprono, raccontandoci le loro storie personali riguardo l’essere queer, sia attraverso il testo sia attraverso uno storytelling visivo, aiutando il formarsi di un nuovo canone all’interno dell’industria musicale.

“In un certo modo, è una cosa ciclica” dice Darryl Bullock, autore di David Bowie Made Me Gay, riguardo questo cambiamento nella musica. “Ogni volta che notiamo una spinta verso la destra politica – come si può attestare nel mondo ora – è sempre preceduta da un momento di grande libertà, una svolta dei diritti civili e una forte libertà di espressione. Si guardi la scena cabaret Europea o la Pansy Craze americana degli anni ’20 e ’30, immediatamente precedente all’ascesa di Hitler e del Fascismo. Si guardi Stonewall nel 1969 e l’emergere di partiti politici queer dei primi anni ’70, prima che arrivasse la recessione più in là nel decennio e si dovesse affrontare il conservatorismo tossico sia del Regno Unito che degli US.”

Lady Gaga, che è sempre stata aperta riguardo la propria bisessualità sin dall’inizio della sua carriera, è stata fondamentale nel cambiamento della percezione della queerness all'interno della cultura pop. Con la sua hit del 2011 Born This Way, ha violentemente promosso l’accettazione di sé stessi e l’inclusività, celebrando la comunità LGBTQ. Da quel momento questa canzone è diventata a livello globale un inno che abbraccia i concetti (e distrugge i preconcetti) di individualità e sessualità.

Ma il 2012 ha forse tracciato uno dei momenti topici della comunità queer pop. Con il lancio del suo album Channel Orange, Frank Ocean ha acceso un’importante conversazione riguardo le relazioni dello stesso sesso all'interno della musica. I fan si sono accorti dell’utilizzo del pronome — “lui” al posto di “lei”, che ha dato spazio a una conversazione sulla sua sessualità. Questo è risultato in una nota Tumblr dell’artista, diventata subito virale, in cui dichiarava la sua bisessualità. Essendo un giovane uomo di colore bisessuale, la condivisione della sua storia è stata fondamentale nel dare un’occasione ad artisti della scena pop e R&B di rivelarsi e di parlare di tipi di amore e tipi di sessualità che vadano oltre un canone binario.

Con piattaforme d’espressione libera come Tumblr, YouTube e Instagram, gli artisti non devono più nascondere la loro sessualità per mantenere le loro carriere, come accadeva un tempo. Nel 2013, la star di YouTube, attore e musicista Troye Sivan ha fatto coming out in un video diventato virale, giusto un anno prima di uscire con il suo EP di debutto TRXYE. Il messaggio è diventato la base su cui si è sviluppato il suo progetto musicale. Sivan ha preso il controllo della narrazione che voleva tessere attorno alla sua musica, che non era assolutamente possibile nel passato, quando le etichette discografiche detenevano il potere; l’internet sa che quel momento ha cambiato tutto. Nel suo album più recente Bloom, Sivan ostenta la sua sessualità nel brano My, My, My e il suo pensiero queer all'interno della title track.

“Per decenni, agli artisti LGBTQ era detto che se avessero fatto coming out, se fossero stati onesti con la loro audience, questo avrebbe ucciso le loro carriere. Ora è possibile per loro avere un'audience globale, senza doversi compromettere,” dice Bullock.

La rappresentazione LGBTQ nella music pop ha continuato a crescere anche grazie a coming out di artisti con una solida fanbase. Halsey, che si identifica come bisessuale, scrive canzoni con pronomi interscambiabili, usa visuals con immagini di coppie dello stesso sesso e ha pubblicato un inno alla bisessualità, Strangers, con la musicista gay Lauren Jauregui, nel 2017. Hayley Kiyoko è stata rinominata “Lesbian Jesus", e l’anno scorso si è guadagnata il #20GAYTEEN per aver scritto canzoni che riflettessero su esperienze queer femminili. Per What I Need, ha collaborato con Kehlani, che si identifica come bisessuale, creando una canzone che parlasse della fatica che certe coppie hanno nel comprendere interamente e accettare la loro sessualità. E poi c’è Janelle Monáe che ha creato la hit pop bisessuale Make Me Feel, che promuoveva un’utopia di sessualità fluida, intesa per essere una traccia per gli spiriti liberi e assolutamente non diretta al cosiddetto male-gaze.

Ma ci sono stati sicuramente degli ostacoli nel percorrere questa strada verso l’inclusività. La traccia Cool For The Summer di Demi Lovato è stata sia apprezzata che criticata per essere un tentativo di inno alla queerness. La strofa “Non dirlo a tua madre” fa eco allo stesso tipo di critica diretta a I Kissed A Girl, anche se Lovato ha poi affermato che lei di fatto si identifica come bisessuale. In Girls, Rita Ora ha fatto coming out come bisessuale, ma il messaggio non era passato nello stesso modo per gli artisti e la critica. Kiyoko infatti ha scritto una lettera aperta riguardo quanto fosse pericoloso il contenuto della canzone, in particolare di come il testo fomenti il male gaze e implichi che le donne vogliano baciare altre donne perché inebriate (“Sometimes I just wanna kiss girls, girls, girls/Red wine, I just wanna kiss girls, girls, girls.”)

Bullock è convinto che anche se l’intenzione di una canzone non risulta efficace, è la conversazione che ne scaturisce ad essere importante: “Il fatto che grandi artisti nella cultura mainstream facciano riferimento a temi LGBTQ, sicuramente aiuta l’instaurarsi di conversazioni positive riguardo la sessualità e il genere. Forse ascoltare I Kissed A Girl alla radio ha dato forza a giovani queer o ha spinto delle giovani donne a parlare ai loro genitori o amici riguardo la loro sessualità ancora in divenire.”

Sempre più artisti queer si stanno aprendo raccontando le loro esperienze attraverso la musica, dando spazio a un’estremamente necessaria rappresentazione di queste comunità all’interno dell’industria. E anche se c’è ancora molta strada da fare, è comunque emozionante vedere artisti usare le loro piattaforme per ispirare i loro fan ad essere se stessi.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Massimi esponenti della musica queer in Italia sono Sem&Stènn, li abbiamo intervistati qui:

Credit

Testo di Ilana Kaplan

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