Screen da Bonding, su gentile concessione di Netflix

questa serie netflix vi farà cambiare opinione su bdsm e kink?

"Bonding" svolge un ruolo importante nello sfatare miti e luoghi comuni non solo sulle dominatrici, ma sulle sex worker in generale.

di Megan Wallace
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16 maggio 2019, 9:30am

Screen da Bonding, su gentile concessione di Netflix

“La mascolinità è intrinsecamente costrittiva: aspettative, dominio, potere, assenza di emozioni. Gli uomini vengono da me per scappare da questa prigione sociale,” spiega la dominatrice e studentessa di psicologia Tiff in Bonding, la serie Netflix che esplora la vita dei sex worker BDSM.

Con nuove dinamiche di genere sia a livello pubblico che privato, il BDSM—che viene spesso visto come un dialogo sessuale sul potere—ben cattura lo Zeitgeist attuale. Dai club kid vestiti in PVC dalla testa ai piedi ai feticisti della sfilata autunno/inverno 19 di Christopher Kane, gli abiti che una volta ti aspettavi di vedere in un sex dungeon sono ormai diventati normali fashion statement. In particolare per le donne, la cui libertà è stata storicamente relegata a un ruolo di sottomissione, l'abbigliamento fetish utilizzato nella vita quotidiana è diventato una scorciatoia per l'empowerment sessuale. Ma nonostante la gente scelga sempre più di frequente look vicini al mondo del BDSM, il lavoro delle dominatrici viene ignorato quando va bene, o discriminato nel peggiore dei casi. Ed è proprio qui che entra in gioco Bonding: questa serie tv tenta di (e per molti versi riesce a) sfatare alcuni dei miti legati a questo tipo di sex work.

Ritrovandosi in difficoltà economica, l'aspirante comico Pete è alla ricerca di un'ulteriore fonte di guadagno, e trova finalmente un impiego remunerativo come assistente nel sex dungeon dell’amica Tiff. Da una parte è un corso accelerato in bsdm per inesperti, che spiega agli spettatori le basi del bondage, del piss play e dei furries. Dall'altra l’interesse di Tiff per la psichiatria pone l'accento sulla psicologia del sesso, ci fa esplorare i confini personali e professionali, i problemi di intimità e le relazioni imperfette.

Nei primi episodi, l'incapacità di Tiff di vedere Pete come un suo pari si nota grazie a commenti che lo criticano per la sua mancanza di fiducia e lo invita anche a "tornare in Indiana, dove appartieni". Eppure attraverso il loro rapporto professionale, i termini della loro relazione vengono ridisegnati. Pete inizia a prendere iniziative - per esempio, offrendo servizi extra come sottomesso di una delle mogli dei clienti - e alla fine impara a diventare più assertivo nella difesa dei propri desideri e bisogni. Questo si riflette anche nel modo in cui si rapporta con Tiff e quando capisce: “Pensavo di essere io ad avevo bisogno di te, ma forse sei tu che hai bisogno di me.” Il gioco di potere è il lietmotiv dell’amicizia burrascosa tra Tiff e Pete, inizialmente sono entrambi bloccati in una dinamica dominatrice/sottomesso che gradualmente si sviluppa in qualcosa di molto più. Opportunamente, quindi, il bsdm emerge come un mezzo per la risoluzione dei conflitti tra i due, soprattutto durante un litigio particolarmente antipatico che porta Pete a legare Tiff, e alla fine "Mi dispiace" diventa la sua safe word.

Forse a causa del suo focus psicoanalitico, la serie può a volte cadere nella trappola di patologizzare i feticismi. In effetti, gli sceneggiatori sembrano suggerire implicitamente che i nodi siano una manifestazione sessuale di scarsa crescita emotiva. Prendiamo per esempio il cliente sottomesso Fred, effemminato e desideroso di compiacere sia dentro che fuori dal gioco sessuale. O anche la sadica Daphne (cameo di D'Arcy Carden di The Good Place) piena di frustrazione repressa, che per questo desidera infliggere dolore durante il sesso. C'è molta giocosità nella maggior parte degli scenari fetish e BDSM nella vita reale, ma la serie a volte oltrepassa la linea e si trasforma in parodia - la safeword di Fred, ad esempio, è Barney Rubble, e cita diversi personaggi dei Flintstone fino a che non raggiunge l’orgasmo. In un mondo in cui, ammettiamolo, non tutti i clienti sono rispettosi, affidabili o addirittura sicuri, fare battute sui clienti è comprensibile. Tuttavia, prendere in giro le persone kinky in generale, come sembrano fare gli sceneggiatori, non si addice all’immagine sex positive dello show - in particolare quando i membri della comunità BDSM sono già dipinti come squilibrati.

Bonding Netlix

Il disprezzo della serie nei confronti dei sex worker è un altro elemento che sembra di cattivo gusto. Mentre Bonding si sforza di evidenziare la varietà di abilità che le dominatrici sviluppano nelle loro vite professionali - dai nodi al gioco di ruolo psicologico - non fa lo stesso con altri professionisti del settore. La serie sembra suggerire che le dominatrici professioniste siano superiori o migliori di altri sex worker, con Tiff che fa commenti come "tutti pensano che il lavoro di dominatrice sia solo basato sesso - ma è liberazione dalla vergogna" o, quando scappa dalle autorità dopo un alterco con un cliente, "pensi che ci crederanno? Per loro siamo solo delle prostitute. "

Bonding usa questo scontro con la polizia per evidenziare i pregiudizi sociali sui sex-worker, così come il modo in cui tutte le lavoratrici del sesso sono a rischio con clienti molesti in una società che non gli offre sicurezza sufficiente. Questo, in sé, è un punto importante, ma l'insistenza sul fatto che Tiff e Pete non sono prostitute comuni parla di una tendenza sociale più ampia in cui il sesso "leggero" come lo sugarbabying viene sempre più accettato, mentre si continua a deridere le prostitute. Tuttavia, proprio come fare il parrucchiere non è meglio che essere un ragioniere, il lavoro di dominatrice non è "migliore" della prostituzione - utilizza solo abilità diverse. In effetti, sembra che l'attenta dissezione che fa la serie delle dinamiche di potere - che si tratti di gerarchie all'interno di sottoculture omosessuali o docenti lascivi che molestano studentesse - non parla delle strutture sociali che abusano i sex worker. La serie, ad esempio, non dice che il lavoro di dominatrice è illegale negli Stati americani come l'Arizona.

Tutto sommato, Bonding svolge un ruolo importante nello sfatare i miti sulle dominatrici - dipingendo Tiff come un personaggio complesso e imperfetto, piuttosto che come una persona piena di traumi infantili o con un eccessivo appetito sessuale. Ma concentrandosi in modo così dettagliato sull'analisi del personaggio o sulla complessità delle relazioni, cancella le realtà del sex work. Al di là dei due protagonisti, non incontriamo mai altri sex worker; nemmeno le donne con cui Tiff condivide lo spazio di lavoro. Bonding è una divertente rappresentazione di kink, ma è un'occasione mancata per sostenere una legislazione migliore. Speriamo solo che, se ritorna per una seconda stagione, si impegni di più nella difesa dei sex worker, concentrandosi sul personale e rendendolo politico.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK